Alla Camera la fiducia del Governo chiude di fatto il testo. Restano senza risposta salario accessorio, buoni pasto e valorizzazione del personale

Con l’approvazione alla Camera, attraverso il voto di fiducia, del disegno di legge di conversione del cosiddetto Decreto PA, si avvia alla conclusione l’ennesimo intervento legislativo sulla Pubblica Amministrazione che, ancora una volta, non affronta alcuni dei principali problemi che riguardano le lavoratrici e i lavoratori pubblici.

Il provvedimento dovrà ora passare al Senato, ma i tempi ristrettissimi per la conversione rendono il testo licenziato dalla Camera sostanzialmente definitivo.

Come FLP avevamo indicato da tempo alcune priorità sulle quali sarebbe stato necessario intervenire. Questioni concrete, che incidono direttamente sulle retribuzioni e sulla valorizzazione professionale del personale e che non possono continuare ad essere rinviate.

A partire dal superamento dei tetti al salario accessorio, che continuano a comprimere le risorse disponibili per la contrattazione integrativa e impediscono di utilizzare pienamente le risorse delle amministrazioni per remunerare produttività, responsabilità, professionalità e maggiore impegno dei lavoratori.

C’è poi la questione dei buoni pasto, il cui valore massimo nel lavoro pubblico resta fermo a 7 euro, mentre nel settore privato il legislatore è intervenuto innalzando la soglia fiscale di favore. Una disparità che abbiamo già denunciato chiedendo al Governo non solo le risorse necessarie per portare il valore del buono pasto a 10 euro, ma anche il superamento del vecchio limite previsto per il pubblico impiego.

Nessuna risposta concreta è arrivata neppure sulla necessità di rivedere quelle norme che intervengono per legge sulla valutazione e sul cosiddetto “merito”, introducendo meccanismi e soglie predeterminate che rischiano di mortificare il personale e di comprimere gli spazi che devono invece essere propri della contrattazione collettiva.

È questa la contraddizione che continuiamo a denunciare.

Non si può chiedere alla Pubblica Amministrazione di essere più moderna, efficiente, digitale e capace di affrontare le sfide dell’intelligenza artificiale e, nello stesso tempo, continuare a mantenere vincoli e tetti che impediscono di valorizzare chi nella PA lavora.

Negli ultimi rinnovi contrattuali abbiamo contribuito a introdurre importanti innovazioni nell’organizzazione del lavoro e negli istituti contrattuali. Ma la contrattazione, da sola, non può superare vincoli che continuano ad essere fissati dalla legge.

Per questo serviva un segnale politico più forte.

Il Decreto PA poteva essere l’occasione per darlo. Non è stato così.

La FLP continuerà quindi la propria iniziativa nei confronti del Governo e del Parlamento affinché questi temi tornino al centro dell’agenda politica, a partire dai prossimi provvedimenti economici e dalla legge di bilancio.

Perché valorizzare il lavoro pubblico significa valorizzare la Pubblica Amministrazione e, soprattutto, migliorare la qualità dei servizi resi ogni giorno a cittadini e imprese

La Segreteria Generale FLP

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