al servizio del bene comune




al servizio del bene comune






Il 25 Aprile non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma il cuore pulsante della nostra identità nazionale. Quest’anno, le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, risuonano con particolare forza: la Liberazione è un “momento di coesione” e un fermo “no alla legge del più forte”. Per noi della FLP, questi valori non sono solo principi astratti, ma le fondamenta stesse su cui poggia il senso del nostro servizio quotidiano alla collettività.
La dignità del lavoro contro la prevaricazione
La nostra Costituzione, nata dalla Resistenza, mette il Lavoro al primo posto. Ripudiare la “legge del più forte” significa, nel nostro contesto, battersi per una Pubblica Amministrazione che sia presidio di legalità, uguaglianza e giustizia sociale. Difendere i diritti dei lavoratori non è un atto corporativo, ma un modo per garantire che lo Stato sia al servizio di tutti i cittadini, specialmente dei più fragili, abbattendo quelle barriere che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (Art. 3).
Libertà e partecipazione
Come sottolineato dal Capo dello Stato, i valori di libertà, giustizia, pace e democrazia sono scolpiti nella nostra Carta. Come FLP, crediamo che la democrazia si eserciti anche attraverso la partecipazione attiva e la trasparenza nei luoghi di lavoro. Una PA efficiente, moderna e libera da condizionamenti è lo strumento principale per rendere effettivi i diritti dei cittadini e per contrastare ogni forma di autoritarismo o inefficienza che neghi la dignità del singolo.
Un impegno per il futuro
Celebrare la Liberazione oggi significa rinnovare l’impegno per una società più equa. In un’epoca di grandi trasformazioni — dalla digitalizzazione alle sfide globali — i valori della Resistenza ci ricordano che il progresso non deve mai lasciare indietro nessuno.
La FLP si stringe attorno ai valori costituzionali, riaffermando che non può esserci vera libertà senza giustizia sociale e che il lavoro pubblico è, e deve rimanere, il garante di questa promessa democratica.
Buon 25 Aprile di libertà e di impegno.

Ma al momento non sussistono le condizioni necessarie per un rinnovo adeguato alle aspettative del personale e alle esigenze del Paese.
Si è tenuta nella giornata di ieri una nuova riunione in Aran nell’ambito del negoziato per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali 2025-2027.
L’Aran ha presentato una nuova proposta che sostanzialmente conferma l’impianto delle bozze precedenti, con due sole novità:
• la prima relativa alla ridenominazione dei fallimentari Organismi Paritetici per l’Innovazione in Organismi Paritetici di Amministrazione, con la novità che agli stessi potrebbero partecipare tutte le organizzazioni sindacali rappresentative e non solo quelle firmatarie del contratto, mantenendone sostanzialmente invariati ruolo e scopo (e chi li ha visti in questi anni?);
• la seconda relativa alla previsione che, ove la norma primaria abrogasse il limite massimo del valore dei buoni pasto, ora fissato a 7 euro, le amministrazioni potrebbero aumentarne il valore con le risorse disponibili nel proprio bilancio.
Si tratta di due modifiche, a nostro parere, non solo insufficienti, ma anche potenzialmente in grado di complicare, e non di semplificare, le questioni:
• Dal punto di vista del sistema di partecipazione e di relazioni sindacali, la strada che abbiamo indicato come FLP è quella di rafforzare il sistema contrattuale di informazione, confronto e contrattazione, aumentandone gli ambiti e le materie, che a suo tempo furono inopinatamente sottratti proprio dalla costituzione (si fa per dire) degli Organismi Paritetici “fantasma”.
• Sui buoni pasto, fermo restando la necessità che il Governo rimuova l’attuale e ingiusta differenziazione tra lavoro pubblico e privato in merito al valore dei buoni pasto (ricordiamo che la norma sulla detassazione degli stessi fino a 10 euro nel pubblico si scontra con il limite posto per legge a 7 euro), la proposta Aran si limita a prevedere che, ove questo limite fosse eliminato, ogni Amministrazione, se dispone di risorse di bilancio e se intende utilizzarle, potrebbe aumentarne il valore. Condizione difficilmente verificabile e comunque non sufficiente a garantire a tutto il personale del comparto il sacrosanto adeguamento del buono pasto.
Nel nostro intervento, come FLP, nel confermare quanto già formalizzato con uno specifico documento inviato all’Aran, abbiamo ribadito la necessità di prevedere esplicitamente nel nuovo contratto che, sulla definizione dei sistemi di valutazione, sui piani e sulle modalità applicative della formazione, sui piani di fabbisogno del personale e di sviluppo professionale, sulla rilevazione delle competenze, sul rapporto tra famiglie professionali e profili, sul lavoro agile e da remoto, sulle innovazioni organizzative e sull’utilizzo dell’Intelligenza artificiale, nonché sulla sicurezza e sulla salubrità del lavoro, sia adeguatamente rafforzata la contrattazione nazionale e territoriale, prevedendo esplicitamente livelli regionali e interregionali per quelle amministrazioni articolate organizzativamente su diversi livelli di responsabilità gestionale e operativa.
Così come, sui buoni pasto, fermo restando che la soluzione va ricercata nella modifica normativa e nel reperimento delle risorse, la risposta non può essere una norma contrattuale di rinvio a ciò che potrebbe succedere, certificando però da subito possibili e ingiustificate differenziazioni di un istituto mirato a difendere il potere d’acquisto di tutti i lavoratori del comparto.
Gli altri due capitoli che al momento riteniamo non coerenti con le richieste presentate sono quelli relativi all’ordinamento professionale e agli istituti normativi.
Sull’ordinamento professionale è necessario apportare alcuni miglioramenti che, da un lato, rendano finalmente esigibile l’Area delle Elevate Professionalità, anche partendo dall’esperienza dei CCNL della Sanità e delle Funzioni Locali, firmati successivamente a quello delle Funzioni Centrali, e, nel contempo, garantiscano nuovi sviluppi di carriera e di valorizzazione di ruoli, responsabilità e competenze espresse dal personale nelle amministrazioni, in particolare nell’area dei funzionari, oggi ingessata e appiattita al ribasso da una declaratoria unica che stride con quanto effettivamente viene fatto, a fronte dei diversi e variegati livelli di responsabilità e di processo oggi presenti nelle amministrazioni del comparto.
Così come bisogna intervenire sul trattamento dei turni festivi infrasettimanali, delle trasferte, del regime di godimento delle ferie in materia di programmazione e fruizione, del mantenimento dei livelli acquisiti in caso di vincita di concorso nella stessa o in altra amministrazione, nonché sull’adeguamento del regime dei permessi in caso di malattia alle nuove normative sopravvenute.
La FLP ha sottoscritto il CCNL 2022-2024 convinta anche della necessità di dare continuità al percorso negoziale, al quale ha concorso in prima persona battendosi affinché venissero previsti gli stanziamenti in tempo utile, e quindi ha come obiettivo primario la sottoscrizione del CCNL 2025-2027 il prima possibile.
Ma è evidente che per noi questo deve essere un percorso virtuoso, che deve mettere sul piatto non solo l’erogazione delle risorse, che da sole, è del tutto evidente, non danno senso e qualità al rinnovo, ma anche significativi miglioramenti all’impianto contrattuale che, a differenza delle risorse economiche stanziate nelle leggi di bilancio, è invece nella piena disponibilità delle parti contraenti.
Ricordiamo che il CCNL 2022-2024 ha apportato significativi riconoscimenti in materia di buono pasto in lavoro agile, di istituzione della settimana su 4 giorni, di stabilizzazione delle posizioni organizzative, di maggiori tutele per il personale senior e per quello affetto da particolari patologie.
E quindi, coerentemente con tale impostazione, la FLP si batte per apportare al nuovo testo contrattuale ulteriori e significativi miglioramenti che rispondano alle esigenze prospettate dalle lavoratrici e dai lavoratori e siano in linea con gli impegni assunti a suo tempo con le controparti.
Auspichiamo che, anche sulla base di quanto emerso al tavolo negoziale nella giornata di ieri, si possano trovare in tempi rapidi soluzioni adeguate alle richieste poste.
Nel ribadire i principi contenuti nell’art. 11 della nostra Costituzione che impongono il ripudio della guerra come strumento di offesa, la FLP si schiera fermamente dalla parte della pace, della negoziazione e della diplomazia, unici strumenti in grado di costruire un futuro sostenibile.
Il lavoro quotidiano che svolgiamo come sindacalisti all’interno delle pubbliche amministrazioni per garantire servizi sanitari, istruzione, sicurezza, giustizia e tutte le altre numerose funzioni di tutela, ha come obiettivo la costruzione del bene comune.
La guerra, al contrario, agisce come una forza distruttiva che disperde risorse, erode il welfare e mette a rischio la stabilità necessaria al progresso civile.
Come sindacalisti, abbiamo connaturato nel nostro DNA la ricerca continua della risoluzione del conflitto attraverso il dialogo, la mediazione e il rispetto delle regole condivise e riteniamo che tale modello debba essere perseguito ad ogni costo a livello internazionale, come esempio universale di civiltà.
In tale contesto, al di là di qualunque schieramento politico, sentiamo forte l’esigenza, come sindacato, di condividere il pensiero espresso da Papa Leone XIV, che continua a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere pace e riconciliazione tra i popoli.
Come sindacato sollecitiamo, pertanto, le istituzioni ad adoperarsi concretamente per la mediazione e il dialogo, necessari per aprire la strada a negoziati seri e duraturi che pongano fine alle continue escalation belliche.
La guerra non è mai la soluzione, ma il fallimento della diplomazia.
La Segreteria Generale FLP


Il Dipartimento per la Formazione Universitaria della FLP comunica che è stato indetto un concorso pubblico per esami, per l’ammissione di 73 allievi al corso-concorso selettivo di formazione organizzato dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) per il reclutamento di 61 dirigenti.
Requisiti per la partecipazione al concorso
Per l’ammissione al concorso è richiesto il possesso di:
1) laurea specialistica o magistrale oppure diploma di laurea conseguito secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, nonché dottorato di ricerca, o master universitario di secondo livello, o diploma di specializzazione conseguito presso le scuole di specializzazione individuate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27/4/ 2018 n. 80.
Per i soli dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni:
2) laurea specialistica o magistrale oppure diploma di laurea conseguito secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, unitamente a un periodo di almeno cinque anni di effettivo servizio prestato in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso della laurea.
Presentazione delle domande al concorso
il candidato dovrà inviare la domanda di partecipazione al concorso esclusivamente per via telematica, autenticandosi con SPID/CIE/CNS/eIDAS, mediante la compilazione del format di candidatura sul Portale unico del reclutamento “inPA”, disponibile all’indirizzo internet https://www.inpa.gov.it/.Per la partecipazione al concorso deve essere effettuato, a pena di esclusione, il versamento della quota di partecipazione di euro 10,00 (dieci/00) sulla base delle indicazioni riportate sul Portale “inPA”, il candidato deve essere in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) a lui intestato o di un domicilio digitale. Il termine di presentazione delle domande è previsto per le 23.59 del 23 aprile prossimo.
Procedura concorsuale
Il concorso è organizzato su base territoriale articolato su tre prove scritte e una prova orale.
Nelle prove d’esame è previsto l’accertamento delle conoscenze nelle seguenti materie: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto dell’Unione europea, economia politica, politica economica, economia delle amministrazioni pubbliche, management pubblico e innovazione digitale, analisi delle politiche pubbliche, lingua inglese. Tenuto conto di quanto previsto nell’art. 28, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nelle prove è altresì prevista la valutazione delle capacità e attitudini con riferimento alle competenze – per come dettagliatamente specificato nelle singole prove – individuate a partire dal “Modello di competenze dei dirigenti della PA italiana” previsto nelle “Linee guida di accesso alla dirigenza pubblica”, adottate con Decreto del Ministro della pubblica amministrazione del 28 settembre 2022.
Prova preselettiva
Nel caso in cui il numero di domande di partecipazione sia pari o superiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso, è prevista una prova preselettiva per determinare l’ammissione dei candidati alle prove scritte.
La prova preselettiva consiste in un test composto da 60 quesiti a risposta multipla comprendenti:
dodici (12) quesiti situazionali, sulle prime sei competenze indicate nell’art. 5, comma 2 (soluzione dei problemi, sviluppo dei collaboratori, promozione del cambiamento, decisione responsabile, orientamento al risultato, gestione delle relazioni interne ed esterne);
dodici (12) quesiti di ragionamento verbale e logico-astratto;
quesiti nelle seguenti discipline: tre (3) di diritto costituzionale; cinque (5) di diritto amministrativo, tre (3) di diritto dell’Unione europea, tre (3) di economia politica, tre (3) di politica economica, due (2) di economia delle amministrazioni pubbliche, sei (6) di management pubblico e innovazione digitale, cinque (5) di analisi delle politiche pubbliche;
sei (6) quesiti di lingua inglese – livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER).
Corso di Formazione
il corso è fruibile on-line in modalità asincrona, fruibile in qualsiasi momento, sulle materie previste dal bando. La sezione asincrona sarà disponibile H 24 fino al giorno della prova selettiva.
STRUTTURAZIONE DEL CORSO
| 108 videolezioni | 39/esercitazioni/quiz/sintesi | Simulatore |
(*) di durata breve di circa 20/30 minuti ognuna
Costi
Il costo del corso in convenzione per gli iscritti e familiari della FLP e alla CSE-FILAI è di € 352,00, rispetto ai € 440,00 per i non iscritti. L’importo può essere pagato anche in 3 rate con PayPal o 10 rate con Pagolight senza interessi.
Modalità di iscrizione
per iscriversi ai corsi, è necessario compilare la scheda di iscrizione allegata al presente comunicato e inviarla all’indirizzo e-mail: laurea@flp.it.
Ai richiedenti sarà inviato un link e un relativo codice per sbloccare lo sconto riservato agli iscritti.
Aperta la pagina, cliccare su “Aggiungi al Carrello – Inserire Codice Promozionale inviato – Applica codice promozionale”, e Il sistema automaticamente applicherà lo sconto.
Per qualsiasi problematica o altra informazione, visitate il sito www.flp.it nella sezione Formazione concorsi, o inviate una e-mail all’indirizzo laurea@flp.it.

E due! Dopo il caso dei 15-20mila pensionati che a marzo si sono visti accreditare erroneamente fino a 1000€ in più (poi da restituire), vicenda sollevata dal Segretario Generale FLP Marco Carlomagno e approfondita nel nostro Notiziario n. 8 del 23 marzo u.s., l’INPS inciampa di nuovo. Questa volta, a farne le spese sono i pensionati pubblici delle ex Casse INPDAP. Ricostruiamo la genesi e le ricadute di questo nuovo infortunio previdenziale.
Il Disegno di legge di bilancio per l’anno 2024 adottato dal Consiglio dei Ministri prevedeva una modifica di calcolo sulla quota contributiva della pensione per tutti i lavoratori iscritti alle Casse amministrate già dal Tesoro (Cassa per le pensioniai dipendenti degli enti locali-CPDEL; Cassa per le pensioni dei medici e infermieri – CPS; Cassa per le pensioni degli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate-CPI, e infine Cassa per le pensioni degli ufficiali giudiziari, degli aiutanti ufficiali giudiziari e dei coadiutori-CPUG), interessando all’incirca 700mila lavoratori in tutto. Per i lavoratori iscritti aqueste casse in possesso di meno di 15 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995 e collocati in pensione dal 1° gennaio 2024, il DDL Bilancio 2024 prevedeva la sostituzione delle tabelle con le aliquote di rendimento previdenziale in essere con nuove tabelle recanti coefficienti meno remunerativi, con pesanti penalizzazioni che ne riducevano ovviamente l’importo. Dunque, un cambio delle regole in corsa che toccava benefici acquisiti, e da qui la forte denuncia e il grido diallarme lanciato a suo tempo dalla nostra O.S., che ha costretto alla fine il Governo a proporre alcune significative modifiche nel maxiemendamento diventato poi legge di bilancio (L.30.12.2023, n. 213, commi dal 157 al 161), prima fra tutte, per tutte e quattro le categorie di lavoratori ex casse INPDAP, l’esclusione dalle penalizzazioni per chi avesse maturato i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2023, nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza nonché per collocamento a riposo d’ufficio a causa del raggiungimento dell’anzianità massima di servizio prevista dalle norme di legge o di regolamento applicabili nell’amministrazione.
Dunque, nel corso dell’iter parlamentare, le pensioni di vecchiaia e quelle relative al raggiungimento dei limiti ordinamentali di servizio vennero escluse dalle penalizzazioni, che rimanevano così in vigore solo per le pensioni anticipate, cioè quelle liquidate in base al solo requisito contributivo, con una forte riduzione della platea coinvolta e con un impatto finanziario che era stato stimato allora in circa 40 mln per il 2024-2025.
Ma la correzione di rotta imposta dal Parlamento in sede di definizione della legge di bilancio 2024 non è stata poi recepita dall’INPS nel calcolo degli assegni dei pensionati delle casse ex INPDAP, che ha invece messo in un unico calderone le pensioni di vecchiaia, quelle per limiti ordinamentali e quelle anticipate, penalizzando così, dal 1° gennaio 2024 e sino ad oggi, tutte e tre le tipologie. Il discrimine, dunque, non era la cessazione dal servizio, ma la natura del trattamento.
La necessità del ricalcolo è stata ora riconosciuta dallo stesso INPS che, con il messaggio n. 787 del 5 marzo u.s., qui allegato, ha chiarito che le aliquote più “penalizzanti” si applicano solo alle pensioni anticipate, comprese quelle dei lavoratori precoci. Non vanno applicate invece alle pensioni di vecchiaia, anche in cumulo, non rilevando la motivazione delle dimissioni dal servizio. Ai pensionati interessati dal ricalcolo, saranno riconosciute le differenze sui ratei arretrati e gli interessi legali e/o la rivalutazione monetaria, calcolata a ritroso dalla data di riliquidazione del relativo trattamento. Gli eventuali indebiti saranno invece annullati.
Va però precisato che il msg INPS non ha quantificato né il numero delle pensioni da ricalcolare né l’ammontare complessivo dei rimborsi da effettuare.
Dunque, ancora un problema nel calcolo degli assegni pensionistici, ancorché risolto subito dall’Istituto.
A commento del primo errore, quello dell’assegno maggiorato a diverse migliaia di pensionati e ora da restituire, avevamo sollecitato INPS a “porre in essere da subito gli accorgimenti tecnici più utili a scongiurare per il futuro il ripetersi di analoghi inconvenienti”. A tal proposito, come FLP non mancheremo di segnalare il problema al CIV INPS nella prossima riunione di metà maggio sulla Relazione programmatica 2027-2029.
Il Coordinamento Nazionale CSE FLP Pensionati
La FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche è nata nel 1999 con l’intento di organizzare e rappresentare le lavoratrici ed i lavoratori di tutti i comparti del Pubblico Impiego e delle Funzioni Pubbliche.
LA FLP SCRIVE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E AL MINISTRO ZANGRILLO

Dopo l’adozione delle misure emergenziali adottate dal Governo per circoscrivere la diffusione dell’epidemia di Covid-19
TFA SOSTEGNO 2026 – XI CICLO -: AUTORIZZATI 30.241 POSTI – SUDDIVISIONE PER REGIONE –
Si riporta, di seguito, il notiziario CSE Pensionati n. 1 del 3 Gennaio 2025. IL COORDINATORE GENERALE Angelo Piccoli Sul S.O. n. 43/L della G.U. n. 305 del…
Sede Nazionale FLP – 06 marzo 2024 NEWS DAI SETTORI Tutti i notiziari → FLP GIUSTIZIA CONVOCAZIONE ARAN PER IL RINNOVO CCNL FUNZIONI CENTRALI IL MINISTRO ZANGRILLO HA FIRMATO L’ATTO…
Palazzo Wedekind – 24 gennaio 2024 NEWS DAI SETTORI Tutti i notiziari → FLP GIUSTIZIA CONVOCAZIONE ARAN PER IL RINNOVO CCNL FUNZIONI CENTRALI IL MINISTRO ZANGRILLO HA FIRMATO L’ATTO DI…
Palazzo Soderini – 21 novembre 2023 NEWS DAI SETTORI Tutti i notiziari → FLP GIUSTIZIA CONVOCAZIONE ARAN PER IL RINNOVO CCNL FUNZIONI CENTRALI IL MINISTRO ZANGRILLO HA FIRMATO L’ATTO DI…
Ministero della Cultura, Sala Spadolini – 19 giugno 2024 NEWS DAI SETTORI Tutti i notiziari → FLP GIUSTIZIA CONVOCAZIONE ARAN PER IL RINNOVO CCNL FUNZIONI CENTRALI IL MINISTRO ZANGRILLO HA…
NEWS DAI SETTORI Tutti i notiziari → FLP GIUSTIZIA CONVOCAZIONE ARAN PER IL RINNOVO CCNL FUNZIONI CENTRALI IL MINISTRO ZANGRILLO HA FIRMATO L’ATTO DI INDIRIZZO E L’ARAN CONVOCA I SINDACATI…