FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
Mozione di maggioranza alla Camera per evitare nuovi “esodati” nel 2027
Stimedella RGS
Mozione di maggioranza alla Camera per evitare nuovi “esodati” nel 2027
Nei giorni scorsi, ha avuto larga eco sui media la pubblicazione delle previsioni, elaborate con i modelli aggiornati a giugno 2025 della Ragioneria Generale dello Stato, sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e su quelle del sistema socio-sanitario costruite sugli scenari previsionali di ISTAT in funzione delle aspettative di vita.
Per quanto attiene al sistema previdenziale,le stime della Ragioneria fissano l’aumento dell’età pensionabile da qui al 2031 in complessivi 7 mesi: 1 mese in più dal 2027 e ulteriori 2 mesi in più dal 2028, per come già sancito dalla legge di bilancio 2026; ulteriori 2 mesi dal 2029 e, infine, altri due mesi in più a partire dal 2031.
I requisiti di uscita avrebbero conseguentemente queste caratteristiche:
pensionamenti di vecchiaia: 67 anni d’età e 1 mese nel 2027; 67 anni e 3 mesi nel 2028; 67 anni e 5 mesi nel 2029 e, infine, 67 anni e 7 mesi nel 2031;
pensionamenti anticipati: 42 anni e 11 mesi di contributi versati nel 2027; 43 anni e 1 mese nel 2028; 43 anni e 3 mesi nel 2029 e infine 43 anni e 5 mesi nel 2031 (sempre, in ogni caso, un anno in meno per le donne).
È di tutta evidenza come un andamento di questo tipo, che allungherebbe in maniera corposa i tempi di uscita dal mondo del lavoro già ora pesantissimi e senza eguali in Europa, appaia assolutamente allarmante e per questo occorrerà che il Governo si muova sin da subito per trovare i giusti e definitivi correttivi.
Ma c’è un altro allarme all’orizzonte, ancor più ravvicinato, che impone al Governo un intervento deciso: l’aumento di un mese dell’età pensionabile dal 1° gennaio 2027, fissato dall’ultima legge di bilancio, rischia di produrre una nuova leva di “esodati”. Trattasi di lavoratori che hanno lasciato il lavoro entro il 31.12.2025, già destinatari di accordi di uscita dal lavoro sottoscritti dalle Parti attraverso contratti di sospensione (misura che permette ai lavoratori prossimi all’età pensionabile di uscire anticipatamente dal lavoro senza divieto di rioccupazione), contratti di espansione (finalizzati al ricambio generazionale, consentono lo “scivolo” pensionistico fino a 5 anni per i lavoratori prossimi alla pensione), e fondi di solidarietà bilaterali (finalizzati a garantire tutele di sostegno al reddito in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, coprendo settori non coperti dalla Cassa Integrazione ordinaria ). Tutte e tre queste opzioni sono state costruite dalle Parti su un quadro Inps che non prevedeva aumenti dei requisiti pensionistici né nel 2027 né nel 2028, ma che ora, in ragione dell’aumento dell’età pensionabile di 1 mese dal 1.1.2027, rischiano ora di produrre esodati senza reddito, senza pensione e senza contribuzione. Le stime parlano di circa 55mila lavoratori che potrebbero essere complessivamente interessati da questa circostanza negativa, un problema sociale enorme che ricorda le centinaia di migliaia di esodati prodotti dalla riforma Fornero del 2011 e che hanno reso necessario diverse e successive “salvaguardie legislative” che hanno consentito loro di andare in pensione con i vecchi requisiti. Un problema, questo, che impone al Governo una iniziativa urgente, per aumentare la flessibilità in uscita e, in ultimo, di bloccare comunque la crescita dell’età pensionabile.
Delle ripetute inadempienze di questi anni e del “problema esodati” intervenuto con la legge di bilancio, sembrano essersene accorte – finalmente – le stesse forze politiche di maggioranza che, in data 29 gennaio u.s., hanno approvato alla Camera una mozione di maggioranza, con il parere favorevole della Ministra del Lavoro, che impegna il Governo a valutare correttivi per frenare l’aumento dell’età pensionabile puntando ad una maggiore flessibilità in uscita e al rafforzamento della previdenza complementare, il tutto “attraverso il riordino, il potenziamento e l’eventuale introduzione di nuove misure che amplino la platea dei beneficiari, con particolare riferimento alle donne, ai lavoratori con carriere discontinue e ai soggetti più deboli nel mercato del lavoro». La mozione sollecita inoltre l’avvio di un “confronto con le parti sociali…al fine di delineare un percorso di riforma ampio e strutturato, coerente con l’evoluzione del mercato del lavoro, la crescita economica e la sostenibilità del sistema nel lungo periodo”.
È quello che, come CSE e Sindacato Pensionati, chiediamo inascoltati da anni.
Il Coordinamento Nazionale CSE FLP Pensionati
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Esiti riunione del 3 febbraio 2026
CCNL Funzioni Centrali 2025 – 2027
Esiti riunione del 3 febbraio 2026
Ha avuto un carattere sostanzialmente interlocutorio la riunione di oggi in Aran avente ad oggetto il prosieguo del negoziato per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027.
La bozza inviata ieri infatti dall’ Aran, e relativa alle sezioni “relazioni sindacali e intelligenza artificiale”, non si discostava dalla proposta presentata nei giorni scorsi, e recepiva solo parzialmente, e a nostro parere in modo non soddisfacente, le richieste da noi avanzate nelle scorse riunioni.
L’unica novità del documento Aran consisteva nell’introduzione per via contrattuale delle norme a tutela dei malati oncologici in materia di aspettativa non retribuita e di concessione di un monte ore aggiuntivo di 10 ore annue per cure e terapie.
In particolare nel nostro intervento come FLP abbiamo riaffermato la necessità di regolare in modo nuovo e più significativo il sistema di relazioni sindacali, rafforzando e implementando le materie oggetto di contrattazione e anche di confronto, alla luce dei cambiamenti e delle profonde trasformazioni in atto che necessitano di strumenti nuovi, non ancorati a rigide visioni burocratico-formali e dirigiste.
Mantenere intonso un sistema di relazioni cristallizzatosi negli anni per effetto delle norme di legge che hanno sempre più ridotto la contrattazione nel lavoro pubblico, pensare di risolvere le questioni aggiungendo qualche materia ai fantomatici Organismi Paritetici, boicottati dalle controparti e in realtà mai diventati esigibili, è a nostro parere sbagliato e non serve né ai lavoratori né alle stesse amministrazioni.
Il CCNL 2025-2027 deve anche superare le criticità manifestatesi in questi anni in materia di ordinamento professionale e riconoscimento di carriera, e su altre questioni applicative che elenchiamosolo a titolo di esempio non esaustivo: mancata o parziale applicazione del lavoro agile e da remoto; modalità di fruizione delle ferie; rapporto tra buono pasto e assemblee del personale; valore del buono pasto; mancato riconoscimento dell’esperienza professionale pregressa in caso di vincita di concorso nella stessa o in altra amministrazione; mobilità tra Enti etc.
Così come l’introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale e i suoi riflessi sui carichi di lavoro, le responsabilità professionali, il sistema di valutazione e le perfomance, la formazione etc., deve essere adeguatamente regolamentataper tutelare al meglio le lavoratrici ed i lavoratori, a fronte delle nuove modalità di organizzazione e di gestione del rapporto di lavoro.
E’ necessario quindi un cambio di passo per apportare significative innovazioni nel CCNL, perché questo è il momento, come testimoniano anche le sempre maggiori prese di posizione di importanti Università e Centri di ricerca ed i recenti interventi dell’Unione Europea che con le ultime direttive, tra le quali quella sulla trasparenza salariale, ha riaffermato il ruolo delle OO.SS. e l’importanza del dialogo sociale, da troppo tempo negato nel nostro paese da interventi normativi che depotenziano la contrattazione.
La prossima riunione è prevista per il 17 febbraio alle 10,30.
La Segreteria Generale FLP
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L’intervento della CSE al Ministero del Lavoro
Direttiva comunitaria sulla trasparenza salariale
L’intervento della CSE al Ministero del Lavoro
Si è tenuto nel pomeriggio di ieri un incontro presso il Ministero del Lavoro per la presentazione dello schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria sulla trasparenza salariale.
Nel corso dell’incontro i rappresentanti del Ministero del Lavoro, coordinati dal Capo di Gabinetto Cons. Mauro Nori, hanno presentato per punti la bozza di Decreto legislativo, rinviando all’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della bozza preliminare per la consegna del documento, considerato che lo stesso poteva essere ancora suscettibile di modifiche nel corso dell’esame con gli altri ministeri competenti.
Ricordiamo che tale adempimento è necessario per recepire nell’ordinamento nazionale, entro il mese di giugno del 2026, la direttiva comunitaria che impegna gli Stati membri ad adottare politiche di trasparenza salariale sia sulle differenze di genere, che di tipologia di lavoratori (lavoro precario, intermittente, interinale) al fine di garantire tramite la conoscenza di dati finora in gran parte sconosciuti, una maggiore tutela delle parti più esposte e meno tutelate dalla contrattazione collettiva.
Da quanto si è potuto rilevare dalla sommaria presentazione effettuata nel corso della riunione lo schema di Decreto legislativo dovrebbe riprendere in gran parte i contenuti della direttiva, rimandando ai successivi decreti ministeriali e ad atti normativi secondari, la concreta e puntuale applicazione del dispositivo.
La CSE, intervenuta ai lavori del tavolo di confronto come Confederazione sindacale maggiormente rappresentativa, ha rappresentato l’importanza di tale norma all’interno dell’ordinamento nazionale. Pur essendo consapevoli che la materia è parte integrante della contrattazione collettiva, e quindi pur ribadendo la centralità della negoziazione come fattore di tutela dei salari e dei diritti dei lavoratori, abbiamo però rappresentato la necessità che la norma definisca comunque parametri di riferimento di maggior favore a cui la contrattazione deve allinearsi, e a cui non può derogare.
Abbiamo infatti evidenziato come nel corso di questi anni si sia verificato un sostanziale indebolimento della contrattazione collettiva, e un sempre maggiore disallineamento sia dei tempi che dei contenuti, a seguito del mutamento dei rapporti di forza e ad una parcellizzazione del mondo del lavoro.
Situazione verificatasi anche a seguito di una sempre maggiore precarizzazione del rapporto di lavoro e all’emersione di nuove professionalità, a fronte dei cambiamenti organizzativi tecnologici e strutturali, che troppo spesso lasciano privi di tutela, rappresentanza e forza contrattuale tali lavoratori.
Non a caso la CSE è stata promotrice e firmataria del nuovo contratto nazionale delle professioni Stem, che mira proprio a tutelare e a dare pieno riconoscimento contrattuale e prospettive a tutte le nuove professioni fino ad oggi ignorate.
Ecco il perché la CSE ritiene che sia importante mantenere nel Decreto legislativo di recepimento i punti chiave della direttiva comunitaria, con riferimento alla trasparenza rispetto ai dati non solo di genere e/o salariali tra singoli lavoratori dell’azienda a parità di inquadramento, ma anche rispetto alla conoscenza piena da parte di chi si affaccia al mondo del lavoro dei diritti e delle retribuzioni fin dal momento della costituzione del rapporto di lavoro.
Troppo spesso, sia nel pubblico che nel privato, si assiste ad una differenza retributiva non giustificata rispetto alla tipologia e alla qualità del lavoro svolto, e troppo spesso questo si traduce in situazioni di sotto-inquadramento, o di affievolimento di diritti alla carriera, all’incarico.
Trasparenza che deve essere garantita non solo al singolo lavoratore, ma anche alle rappresentanze sindacali e la cui previsione deve essere inserita all’interno dei CCNL.
Considerato che la direttiva comunitaria si applica sia la lavoro privato che a quello pubblico, nel nostro intervento siamo stati gli unici a sottolineare come anche nel lavoro pubblico, che nell’immaginario collettivo è considerato quello maggiormente tutelato, quello in cui la contrattazione definisce con esattezza i livelli di retributivi, vi sia la necessità di un intervento che garantisca la piena trasparenza non solo nell’accesso alle diverse funzioni e agli incarichi, troppo spesso diversificato a secondo del genere, ma anche l’importanza che venga assicurata la massima trasparenza nella gestione di sistemi di valutazione e di performance che intervengono a valle della contrattazione rispetto all’erogazione del salario di produttività e dei percorsi di carriera. Come l’introduzione dell’intelligenza artificiale, i suoi riflessi sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione del rapporto di lavoro.
Dati finora in gran parte inaccessibili per il delicato rapporto tra privacy e trasparenza, ma che la norma comunitaria finalmente chiarisce.
Siamo consapevoli che al di là delle favorevoli dichiarazioni di principio, pur manifestate nel corso della riunione da tutte le parti sociali intervenute, sia sindacali che datoriali, l’applicazione di questa norma non è neutra, e non a caso gran parte delle associazioni datoriali hanno chiesto deroghe nell’applicazione, con riferimento al numero di dipendenti, o rinvii nell’entrata in vigore contando sui tempi dell’emanazione dei DM di attuazione del Decreto legislativo, lamentando una eccessiva burocratizzazione.
Per la CSE invece questa norma rappresenta l’occasione per dare più garanzie e tutele al mondo del lavoro riaffermando nel contempo il ruolo e le prerogative delle rappresentanze dei lavoratori.
Per questo presteremo la massima attenzione ai contenuti finali dello schema di Decreto legislativo predisposto dal Ministero del lavoro, che dovrebbe andare in Consiglio dei ministri giovedì prossimo, e seguiremo poi l’iter di approvazione del documento in sede parlamentare, fornendo le nostre osservazioni alle Commissioni coinvolte.
La Segreteria Generale CSE
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Nel 2024, il saldo previdenziale migliora
I contenuti del XIII rapporto sul bilancio
Nel 2024, il saldo previdenziale migliora e il rapporto lavoratori-pensionati è in aumento. Per un sistema in permanente equilibrio, la previdenza andrà separata dall’assistenza
Qualche settimana fa, presso la Sala Regina della Camera dei Deputati, è stato presentato il “Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale” curato dal Comitato Tecnico Scientifico e dagli Esperti del Centro Studi e Ricerche “Itinerari Previdenziali”, giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione.
Come sempre, anche in questa circostanza la lettura del “Rapporto” consente di poter fare un giro di orizzonte sulla situazione in cui versa il nostro sistema previdenziale attraverso l’analisi degli andamenti della spesa pensionistica, delle entrate contributive e dei saldi delle differenti gestioni pubbliche e privatizzate, nella circostanza con tutti i dati riferiti all’anno 2024. Quello che emerge, alla fine è un quadro complessivamente attendibile in ordine all’adeguatezza delle prestazioni offerte dal nostro welfare, che presenta certo criticità ma anche con alcuni importanti aspetti positivi e, a seguire, e proprio sulla base dei dati rilevati, alcune considerazioni conclusive sulla sostenibilità e sul futuro del nostro sistema previdenziale.
Vediamo allora alcuni degli indicatori più importanti che emergono dal “Rapporto”:
Il numero totale di pensionati nel 2024 è stato di 16.305.880, con un incremento di 0,47% (+75.723) rispetto al 2023 (nel lontano 2018, invece, erano poco più di 16 milioni, precisamenten. 16.004.000); sempre nel 2024, le “pensioni IVS”(Invalidità, Vecchiaia e Superstiti), le pensioni ordinarie derivanti da contributi obbligatori sono state pari a 17.757.257, mentre sono state n. 4.644.565 le c.d. “pensioni assistenziali INPS” (sussidi economici erogati dallo Stato tramite l’INPS a cittadini in situazioni di bisogno economico o fisico, non legate ai contributi versati, ma basate su requisiti di reddito e invalidità tipo assegno sociale, prestazioni per invalidi civili, ciechi, sordi, indennità di accompagnamento, etc. etc.), e infine n. 613.189 le prestazioni indennitarie INAIL (coprono infortuni sul lavoro e malattie professionali).
Il numero di prestazioni pensionistiche in pagamento nel 2024 è dunque risultato pari a 23.015.011, con una crescita di oltre 95mila trattamenti (+0,42%) rispetto alle 22.919.888 del 2023.
la spesa previdenziale nel 2024 è stata pari a 286,14 mld di euro ed è risultata in crescita del 18,73 % rispetto all’anno precedente, e questo in ragione della corrispondente crescita delle pensioni assistenziali (+2,30%) mentre quelle IVS sono cresciute di poco (+ 0,03%) e quelle indennitarie sono diminuite (-2,23%); infine, altro dato importante, le pensioni di vecchiaia hanno superato nel 2024 quelle anticipate.
Nello stesso anno sono cresciute però anche le entrate contributive (l’ammontare complessivo è risultato pari a 260,59 mld di €) grazie all’aumento degli occupati e all’incremento delle retribuzioni. Il saldo previdenziale, ancorché si mantenga ancora in negativo, migliora rispetto al precedente anno passando dai -30,72 miliardi del 2023 ai -25,55 dell’anno 2024.
Il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati raggiunge nel 2024 quota 1,4758, che pur ancora al di sotto di quell’1,5 ritenuto dagli esperti la soglia minima di sicurezza per la tenuta a medio-lungo termine della nostra previdenza obbligatoria, appare in aumento rispetto ai dati precedenti.
Sulla base dei dati di cui sopra, è possibile affermare, e il “Rapporto” lo dice apertamente, che il sistema previdenziale ha conti sostanzialmente in equilibrio già oggi e che potranno reggere ancora di più in futuro, con un rapporto tra lavoratori attivi e pensionati che nei prossimi anni potrà anche superare l’1,5.
Il macigno che il sistema previdenziale si porta dietro, noi lo diciamo da tempo, è la commistione tra previdenza e assistenza: se si tenesse conto delle sole pensioni ordinarie e non di quelle assistenziali, il numero dei pensionati scenderebbe da 16,3 a 13,5 mln, portando il rapporto attivi/pensionati a un 1,77 che appare un indice sufficiente a garantire la sostenibilità finanziaria di medio-lungo termine del nostro sistema.
Quale allora la ricetta per il futuro? In primo luogo, la separazione tra previdenza e assistenza, come noi chiediamo da tempo; in secondo luogo, ovviamente, politiche industriali che migliorino l’organizzazione, la sicurezza e la qualità del lavoro nel nostro Paese e che aumentino in ultimo la produttività, il che rappresenta da sempre la condizione essenziale per migliorare il bilancio previdenziale di un Paese e tenerlo in equilibrio.
Il Coordinamento Nazionale CSE FLP Pensionati
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FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
Corso di formazione online 600 Assistenti Amministrativi
Concorso per 1.100 assistenti
Corso di formazione online 600 Assistenti Amministrativi
Il Dipartimento per la Formazione Universitaria della FLP comunica che è stato indetto un concorso pubblico su base territoriale, per n. 1.100 unità di personale non dirigenziale, a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nell’Area degli assistenti del Ministero della Difesa. Il Dipartimento di Formazione Universitaria FLP, in collaborazione con un partner specializzato nella preparazione dei concorsi pubblici, ha organizzato un corso di Formazione interamente online, in modalità asincrona,esclusivamente per il profilo di assistenti amministrativi.
Procedura concorsuale
Il concorso è organizzato su base territoriale e si articola attraverso:
a) un’unica prova scritta;
b) valutazione dei titoli, che verrà effettuata dopo lo svolgimento della prova scritta con esclusivo riferimento ai candidati risultati idonei alla prova scritta e sulla base delle dichiarazioni rese dagli stessi nella domanda di partecipazione.
Prova scritta
La prova scritta unica per i codici concorso consisterà in un test di n. 40 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti, con un punteggio massimo attribuibile di 30 punti e si articolerà come segue:
1) n. 25 quesiti, volti a verificare le conoscenze afferenti alle seguenti materie:
n. 12 quesiti comuni ai codici di concorso sulle seguenti materie:
Elementi di diritto amministrativo, con particolare riferimento al codice dei contratti pubblici, alla disciplina del lavoro pubblico, alla responsabilità dei pubblici dipendenti, alla protezione dei dati personali;
Nozioni di diritto penale, con particolare riferimento ai reati contro la Pubblica Amministrazione;
Codice dell’Amministrazione digitale;
Ordinamento del Ministero della difesa;
Lingua inglese (livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue);
Conoscenza e uso delle tecnologie informatiche e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché dei programmi informatici più diffusi, di quelli in uso all’amministrazione e di software gestionali utilizzati in relazione ai processi lavorativi di competenza.
2) n. 13 quesiti, distinti per ciascun codice di concorso relativi alle seguenti materie:
• assistenti amministrativi
Elementi di contabilità di Stato e degli enti pubblici;
Elementi di diritto dell’Unione Europea;
Norme generali in materia di pubblico impiego, con particolare riferimento alle responsabilità;
doveri e diritti dei pubblici dipendenti, codice di comportamento e sanzioni disciplinari;
3) n. 7 quesiti, volti a verificare la capacità logico-deduttiva e di ragionamento critico-verbale.
4) n. 8 quesiti situazionali relativi a problematiche organizzative e gestionali ricadenti nell’ambito
degli studi sul comportamento organizzativo.
La prova viene considerata superata con un punteggio minimo di 21/30.
Valutazione titoli
Ai candidati che superano la prova scritta vengono valutati i titoli dichiarati in domanda, per un massimo di 7 punti così ripartiti:
Voto del Diploma (max 3 punti) Il punteggio varia in base al voto conseguito.
Bonus importante: se il diploma è stato conseguito negli ultimi 5 anni dalla scadenza del bando, i punteggi sono aumentati di un terzo;
Ulteriori Titoli di Studio (max 3 punti)
Laurea triennale: 0,50 punti
Laurea magistrale/specialistica/vecchio ordinamento o diploma di laurea: 1 punto
Master I livello: 0,25 punti
Master II livello: 0,50 punti
Diploma di specializzazione: 0,75 punti
Dottorato di ricerca: 1 punto
CORSO DI FORMAZIONE E COSTO
il corso è interamente online in modalità asincrona, fruibile in qualsiasi momento, sulle materie previste dal bando. La sezione asincrona sarà disponibile H 24 fino al giorno della prova selettiva.
STRUTTURAZIONE DEL CORSO
75 videolezioni (*)
36 slides/documenti/sintesi
17 quiz esercitazioni/Simulatore
(*) di durata breve di circa 20/30 minuti ognuna
Il costo del corso in convenzione per gli iscritti e familiari della FLP e alla CSE-FILAI è di € 182,00, rispetto ai € 260,00per i non iscritti. L’importo può essere pagato anche in 3 rate con PayPal o 10 rate con Pagolight senza interessi.
Modalità di iscrizione
per iscriversi, è necessario compilare la scheda di iscrizione allegata al presente comunicato e inviarla all’indirizzo e-mail: laurea@flp.it.
Ai richiedenti sarà inviato un link e un relativo codice per sbloccare lo sconto riservato agli iscritti.
Aperta la pagina, cliccare su “Aggiungi al Carrello – Inserire Codice Promozionale inviato – Applica codice promozionale”, e Il sistema automaticamente applicherà lo sconto.
Per qualsiasi informazione, potete inviare una e-mail all’indirizzo laurea@flp.it.
Il Dipartimento Formazione Universitaria
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FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
Novità sulla responsabilità erariale
RIFORMA CORTE DEI CONTI
Novità sulla responsabilità erariale
Nella riforma della Corte dei Conti è prevista una nuova tipizzazione della “colpa grave”, nuovi limiti del potere riduttivo del giudice contabile e obbligo di copertura assicurativa per chi gestisce risorse pubbliche
Nella Gazzetta Ufficiale del 7 gennaio 2026, n. 4, è stata pubblicata la L. 1/26, recante “Modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale”.
Il provvedimento ha introdotto importanti modifiche sulla responsabilità amministrativa per danno erariale, ulteriori disposizioni in materia di controllo e consultive della Corte dei Conti e ha altresì conferito una delega al Governo per la riorganizzazione e il riordino delle funzioni della Corte dei Conti.
In particolare, le principali novità sono le seguenti:
Definizione di “colpa grave”: violazione manifesta e macroscopica di norme, errore grossolano nei fatti o affermazione/negazione inequivocabile di fatti.
Confini del potere riduttivo del giudice contabile: Riduzione del danno addebitabile al responsabile (non oltre il 30% del pregiudizio, o il doppio della retribuzione/compenso percepito).
Obbligo di copertura assicurativa per chi gestisce risorse pubbliche: l’art.1, co.7 recita: è aggiunto, in fine, il seguente comma: «4-bis. Chiunque assuma un incarico che comporti la gestione di risorse pubbliche dalla quale discenda la sua sottoposizione alla giurisdizione della Corte dei conti è tenuto a stipulare, prima dell’assunzione dell’incarico, una polizza assicurativa a copertura dei danni patrimoniali cagionati dallo stesso all’amministrazione per colpa grave. Nei procedimenti per i danni patrimoniali, l’impresa di assicurazione è litisconsorte necessario»”
La FLP è assolutamente contraria alla norma de quo, la cui genericità delle disposizioni in materia di incarichi si estende, in assenza di chiari livelli di responsabilità nella predisposizione degli atti, a gran parte dei dipendenti pubblici, imponendo loro di farsi carico totalmente dei costi assicurativi senza alcun obbligo delle Amministrazioni di contribuire.
La FLP a tutela dei dipendenti pubblici e per non aggravare i loro costi con la stipula di contratti assicurativi, già da anni ha stipulato una polizza assicurativa con ampia copertura nell’ambito della responsabilità civile patrimoniale.
Gli iscritti alla FLP, infatti, godono di una tutela assicurativa con la AIG, compagnia assicurativa leader a livello mondiale, senza bisogno di ulteriori adempimenti a loro carico.
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Novità sulla responsabilità erariale
Chi siamo
La FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche è nata nel 1999 con l’intento di organizzare e rappresentare le lavoratrici ed i lavoratori di tutti i comparti del Pubblico Impiego e delle Funzioni Pubbliche.
Si riporta, di seguito, il notiziario CSE Pensionati n. 1 del 3 Gennaio 2025. IL COORDINATORE GENERALE Angelo Piccoli Sul S.O. n. 43/L della G.U. n. 305 del…
NEWS DAI SETTORI Tutti i notiziari → FLP GIUSTIZIA CONVOCAZIONE ARAN PER IL RINNOVO CCNL FUNZIONI CENTRALI IL MINISTRO ZANGRILLO HA FIRMATO L’ATTO DI INDIRIZZO E L’ARAN CONVOCA I SINDACATI…
I Nostri convegni
NEWS DAI SETTORI Tutti i notiziari → FLP GIUSTIZIA CONVOCAZIONE…
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