
Presa di distanza del CIV dalle posizioni dei legali INPS sui ricorsi TFS
Nella mattina di ieri, il Presidente del CIV (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza) dell’INPS Roberto Ghiselli ha incontrato le OO.SS. per un confronto che ha avuto per oggetto la verifica dell’attività del “Fondo Credito”, e cioè di quel fondo a carattere mutualistico e solidaristico tra dipendenti e pensionati pubblici.
Un tassello essenziale del sistema di protezione sociale del Paese, ha ricordato in apertura il Presidente del CIV, che ha poi evidenziato come l’incontro con le OO.SS. voglia costituire un momento di confronto sul tema prima della deliberazione delle linee di indirizzo per il triennio, nella convinzione che nella costruzione delle regole di gestione occorra il coinvolgimento delle parti sociali. Ha poi dato la parola alla dr.ssa Alessia Rimmaudo, da pochi mesi a capo della Direzione Centrale Credito Welfare e Strutture sociali, che con l’ausilio di numeri e dati di grande interesse, ha relazionato al tavolo sull’attività del Fondo e sulle ipotesi evolutive. Ne diamo conto.
Il Fondo, costituito nel 1996, conta attualmente su 3,6 milioni di iscritti, dipendenti pubblici in servizio con trattenuta obbligatoria dello 0,35% e pensionati ex lavoratori pubblici con trattenuta su base volontaria dello 0,15 % che oggi, alla luce della novità introdotta dall’art. 27 della Legge 13.12.2024, n. 203, può essere esercitata dal pensionato in qualsiasi momento senza limiti temporali, ancorché a carattere irreversibile. A tal riguardo, ha poi segnalato che l’atteso consistente aumento degli iscritti in ragione dell’apertura strutturale delle adesioni dei pensionati, non ha purtroppo prodotto sinora risultati significativi (nel 2025, solo 11.488).
A fronte dei 3,6 mln di iscritti, il bacino di utenza risulta però di molto superiore, arrivando a oltre 5 milioni di soggetti, riferibili in maggior numero alla fascia degli “over sessanta” (a seguire, gli “over cinquanta”).
La consistenza patrimoniale del Fondo appare cospicua (490 mln € circa), essendo alimentata per il 70% dai contributi degli iscritti e per la restante parte dagli interessi derivanti dalle attività creditizie (prestiti e mutui). La dr.ssa Rimmaudo si è quindi soffermata sul rapporto tra contribuito dell’iscritto e prestazioni ricevute, che un indicatore, definito “grezzo”, pone oggi allo 0,86%, con esclusione delle prestazioni delle strutture sociali.
Per quanto attiene invece alla natura delle prestazioni, la maggior parte di esse mostra una forte vocazione sociale e pertanto l’allocazione dei benefici rispetta logiche mutualistiche e redistributive, garantendo però al contempo la giusta attenzione sia al merito (per gli interventi delle borse di studio e soggiorni all’estero) sia alla capacità reddituale. L’obiettivo dell’Istituto è comunque quello di espandere le prestazioni sociali, adattandone le caratteristiche al mutare delle esigenze degli iscritti e al mutare della situazione socioeconomica, e per questo occorrerà ricercare il giusto mix gestionale per innovare alcune prestazioni.
La solidità del Fondo, ha proseguito la Dirigente INPS, consente di ipotizzare un incremento delle prestazioni, e a tal riguardo si ipotizza il rafforzamento dei pacchetti prevenzione salute (screening preventivi oncologici e cardiovascolari) anche per favorire il c.d. invecchiamento attivo. Altra prospettiva di sviluppo riguarda le prestazioni socioeducative, con promozione di attività che promuovano anche l’occupazione.
È anche in cantiere un progetto di valorizzazione delle strutture sociali (20 strutture di proprietà che garantiscono soggiorni – casa albergo o casa per ferie – e istruzione in regime di convitto o semiconvitto, con le spese gestionali pari oggi a circa 25 mln € euro l’anno), che è comunque finalizzato a una maggiore offerta di servizi.
L’obiettivo è quello di implementare le entrate del Fondo e l’appetibilità delle iscrizioni per avvicinare le prestazioni alle necessità ed ai bisogni di iscritti e familiari. A tal proposito, la dr.ssa Rimmaudo ci ha detto che è’ stata avviata una attività di studio ed analisi che verrà sviluppata per popolare un “Osservatorio del credito” i cui dati serviranno a determinare uno scenario di previsione delle necessità future degli iscritti.
Dopo la relazione della Direttrice Centrale, è partito il giro degli interventi delle delegazioni sindacali presenti.
Nel nostro intervento come FLP, abbiamo innanzitutto ringraziato il Presidente per questa convocazione, che da una parte ci consente di acquisire dati di conoscenza importanti e attualizzati sull’attività del Fondo Credito che rappresenta un esempio virtuoso di welfare e, dall’altra di confrontarci con l’Istituto sulle criticità attuali e sulle prospettive future. In aggiunta, abbiamo colto con estremo interesse il passaggio sulla riaffermazione del ruolo fondamentale ascritti al rapporto con le Parti Sociali, e sotto questo profilo abbiamo riproposto la richiesta, da una parte di incontri periodici a cadenza almeno semestrale e dall’altra rilanciato un nostra vecchia idea, quella della costituzione di un “Comitato di gestione” del Fondo, che veda la presenza al suo interno del Sindacato in qualità di Rappresentanza dei suoi iscritti e che sia luogo di confronto, di osservazione, di indirizzo e di gestione.
In merito alla relazione tecnica della dr.ssa Rimmaudo, abbiamo preso atto degli importanti dati che ci sono stati forniti e di certo apprezzato alcuni intendimenti della Direttrice Centrale, in primis quello di puntare su più servizi e di maggiore qualità, fortemente connotati sul versante sociale e comunque in linea con la domanda dell’utenza. Importante ci è parsa anche l’idea di avviare un “Osservatorio sul credito”. Abbiamo comunque osservato che, nella pur ampia relazione della dr.ssa Rimmaudo, era mancato qualsiasi accenno al “anticipo INPS sul TFS”, varato dal CdA INPS nel 2022 ancorchè con dotazione finanziaria molto limitata, poi bloccato nel 2024, e da quel momento di fatto impraticabile, e chiesto a tal proposito un punto di situazione aggiornato.
In sede di replica, la dr.ssa Rimmaudo ci ha poi rappresentato che, alla luce della posizione ostativa assunta dal MEF che considera l’anticipo INPS una operazione a carattere finanziario e non sociale e quindi come tale fuori dal perimetro operativo del Fondo, ritiene che la questione sia oggi inattuale, non essendoci margini di recupero. Una posizione che ovviamente non è la nostra, che riteniamo invece di forte attualità anche alla luce della recente ordinanza di rinvio della Corte, che renderebbe quanto mai utile oggi il recupero dell’anticipo INPS sul TFS.
E per questo, abbiamo rilanciato la questione all’attenzione del Presidente del CIV, ribadendo in primis le posizioni espresse a tal proposito da CSE ed FLP che, a differenza del plauso generalizzato alla decisione della Corte venuto anche dal fronte sindacale, e pur apprezzando il fatto che la Consulta abbia finalmente dato al legislatore un termine perentorio per dare attuazione alle sue precedenti sentenze sulla illegittimità del pagamento differito e rateale del TFS, abbiamo messo in luce alcune nostre perplessità rispetto a quest’ultimo pronunciamento, la prima sulla incongruenza tra riaffermazione dell’illegittimità della norma in vigore e il suo mantenimento in vita fino a nuova norma o a nuova sentenza , e dall’altra il fatto che se il termine perentorio fosse stato fissato nella precedente sentenza del 2023, avremmo evitato due anni di danni a migliaia di pensionati.
A tal proposito, abbiamo ricordato al Presidente le inaccettabili posizioni espresse dai legali INPS in seno alla memoria presentata nell’udienza pubblica del 10 feb u.s., sia per quanto attiene la supposta insostenibilità dei costi per modificare l’attuale regime del TFS, sia, ancora di più, per quanto attiene alla dichiarata “propensione alla spesa” da parte del pensionato pubblico che, in caso di erogazione “tutto e subito” del proprio TFS, verrebbe sollecitato a spendere di più e a non gestire in modo corretto la propria liquidazione. Una posizione davvero incredibile e peraltro offensiva nei confronti dei pensionati pubblici, rispetto alla quale avevamo chiesto ai Vertici INPS una parola di rettifica o comunque una correzione di tiro, che non sono però a tutt’oggi ancora arrivate.
In sede di replica, il Presidente ha dedicato ampio spazio alle nostre richieste, in particolare sulla vicenda TFS, in primo luogo esprimendo l’idea che l’operazione anticipo possa ancora avere una sua praticabilità in quanto trattasi di un anticipo di prestazione; in secondo luogo, prendendo decisamente le distanze dai contenuti sopra richiamati presenti nella memoria prodotta dai legali INPS.
A tal proposito, ci ha detto di aver segnalato al Direttore Generale dell’INPS che quei contenuti contrastavano con le ripetute indicazioni del CIV in materia di TFS, e che le affermazioni sulla “propensione alla spesa” dei pensionati pubblici “andassero oltre”, informandoci che in sede di risposta, il Direttore Generale ne ha condiviso nella loro sostanza le considerazioni di cui sopra.
In sede di replica, il Presidente del CIV ci ha dato anche risposta sulle altre questioni a noi poste: sul “Comitato di Gestione, si è detto d’accordo, ma la realizzazione sotto il profilo operativo spetta ovviamente al legislatore; infine, sulla nostra richiesta di confronti periodici, si è detto d’accordo, fissando da subito la prossima riunione con le Parti sociali per il 12 p.v. che sarà preliminare in vista della Relazione programmatica per il triennio 2027-2029 (entro fine mese sarà anche pubblicata la relazione di verifica dell’attività INPS nell’anno 2025).
La Segreteria Generale FLP


