Stamani si è riunito all’Aran il primo tavolo tematico istituito per il rinnovo del CCNL delle Funzioni centrali con all’odg il rapporto di lavoro.

Circa 9 anni di blocco contrattuale e di interventi legislativi unilaterali hanno peggiorato il quadro di tutele e di garanzie per i lavoratori pubblici.

Per la FLP, ha dichiarato Marco Carlomagno Segretario generale della Federazione, il rinnovo del contratto deve essere l’occasione non solo per armonizzare il quadro di riferimento attuale, ma anche per aumentare le garanzie e le tutele del lavoro pubblico, sempre più in questi anni impoverito, precarizzato e penalizzato.

Appare singolare, prosegue Carlomagno, che con puntualità svizzera mentre si inizia a discutere di contratto, vengono invece rilanciate nuove campagne denigratorie che offendono milioni di lavoratori.

Rispediremo al mittente ogni ipotesi di peggiorare il quadro normativo esistente, come temiamo possa essere nelle intenzioni delle controparti, che pare vogliono limitarsi a recepire in sede negoziale tutte le norme in questi anni approvate unilateralmente,  come seppur parzialmente è già emerso oggi dalla bozza di lavoro presentata dall’Aran in materia di forte  limitazione dei permessi ex legge 104.

Contrasteremo con ogni mezzo, conclude Carlomagno, la scellerata strategia di chi pensa incredibilmente dopo 9 anni di chiudere un contratto senza risorse, senza riconoscimenti professionali e con meno diritti e tutele per il personale.

Bisogna fare presto e bene. Gli approfondimenti vanno bene, ma non debbono essere momenti dilatori o distrattivi. Senza garanzie precise sulle risorse disponibili e sull’impianto complessivo del contratto i tavoli tematici allontano e non avvicinano l’obiettivo che vogliamo con forza raggiungere.

 

 Roma, 31 agosto 2017

L’UFFICIO STAMPA

Roberto Sperandini  393 9305174

    Roberto Cefalo          393 9256069

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Nella mattinata odierna si è svolta presso la sede dell’Aran l’ennesima riunione fra l’Agenzia e tutte le Confederazioni maggiormente rappresentative nell’ambito del Pubblico Impiego. E’ stata una nuova occasione per mettere al centro del confronto i temi caldi legati ai rinnovi contrattuali di quasi tre milioni di lavoratori pubblici dopo la pausa estiva e le uscite sulla stampa di esponenti di parte pubblica che, da un lato hanno espresso sicurezza sul percorso legato ai rinnovi (bontà loro) e dall’altro hanno provato a dettare l’agenda di un percorso a nostro avviso ancora molto, molto accidentato.

Ma lo svolgimento del negoziato invece, sta dimostrando tutte le crepe del preaccordo elettorale del 30 novembre 2016, sottoscritto frettolosamente da CGIL, CISL e UIL, che non può costituire in alcun modo il parametro di riferimento di tutto il sindacato per i rinnovi contrattuali. Vediamo quali sono i problemi sul tappeto che il Presidente Gasparrini ha declinato nella sua introduzione:

      Il giro di tavolo che è seguito all’introduzione del Presidente Aran, è stato caratterizzato da una evidente difesa d’ufficio dei sottoscrittori dell’accordo del 30 novembre 2016 che hanno richiesto il rispetto degli impegni presi e allo stato non mantenuti da parte del Governo e in primis da parte della Ministra Madia; qualcuno ha chiesto anche allo stesso Gasparrini di farsi portavoce della richiesta d’incontro con la Ministra, al quale ovviamente noi non ci sottrarremo ben sapendo però i risultati che nel tempo hanno caratterizzato questi incontri politici.

     Oltre a quest’argomento, le parti sociali hanno affrontato altri argomenti anche in previsione dell’incontro dl 31 p.v. sul rinnovo contrattuale del Comparto Funzioni Centrali. In particolare nel suo intervento la nostra Confederazione ha confermato con forza la richiesta di stanziamenti idonei a poter discutere seriamente di un “vero” rinnovo contrattuale e ha dichiarato il proprio fermo dissenso a qualsiasi ipotesi connesse al taglio del Bonus di 80 euro.

     Così come CSE ha dichiarato con fermezza che non si sentirà vincolata dal “recinto” dell’atto d’indirizzo ma forte della propria piattaforma contrattuale, rivendicherà con altrettanta fermezza la scelta di un contratto che dia segnali tangibili (e non tolga) oltre che sul fronte economico anche su quello della riforma della PA e della crescita professionale dei lavoratori pubblici. Quanto sopra, collegando il tema delle relazioni sindacali e della partecipazione del Sindacato ai necessari mutamenti organizzativi per rendere la macchina amministrativa dello Stato più funzionale e più vicina alle esigenze dei cittadini.

                                                                      LA SEGRETERIA GENERALE
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LA CSE CHIEDE CHE VENGANO STANZIATE RISORSE ECONOMICHE ADEGUATE
Chi pensava che la riunione del 28 agosto potesse segnare un passo avanti nel negoziato per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego è stato smentito.

Anzi possiamo dire che si è fatto invece un passo indietro, dichiara Marco Carlomagno, Segretario generale della CSE, confederazione maggiormente rappresentativa nei comparti del pubblico impiego.

Le tabelle presentate dall’Aran ad inizio riunione sull’impatto dei “benefici contrattuali” rispetto al bonus fiscale degli 80 euro a suo tempo erogato dal Governo, dimostrano come le scarse risorse finora stanziate rischiano da un lato di penalizzare chi può perdere il bonus con il misero aumento contrattuale disponibile e d’altro canto, ove si volesse evitare tale kafkiana situazione, vi sarebbe un’ ulteriore riduzione  delle già esigue risorse disponibili per tutta l’altra platea dei lavoratori pubblici.

La dimostrazione lampante di come l’accordo preelettorale del 30 novembre 2016, sottoscritto frettolosamente da CGIL, CISL e UIL alla vigilia del referendum, sia stato solo un bluff e che al momento non vi sono risorse per rinnovare i contratti, dopo più di 8 anni di blocco.

La CSE nel suo intervento ha chiesto al Presidente dell’Aran di farsi parte attiva con il Governo per trovare risorse aggiuntive atte a risolvere questioni che non sono precipuamente contrattuali, come la defiscalizzazione degli 80 euro, e per garantire l’estensione al pubblico della defiscalizzazione dei fondi di produttività e degli istituti necessari per l’attivazione del welfare aziendale, come già previsto per il privato e da alcuni atti di indirizzo dei comparti pubblici.

Per fare i contratti ci vogliono risorse economiche adeguate, e queste vanno reperite da subito all’interno della prossima legge di stabilità, le cui linee di indirizzo vanno approvate entro settembre.

In mancanza di segnali precisi dalle controparti non potremo che chiamare alla mobilitazione i circa tre milioni di lavoratori pubblici che da troppi anni si vedono negare dignità e diritti, conclude Carlomagno.

Roma, 28 agosto 2017

L’Ufficio stampa CSE

Roberto Sperandini   393 9305174

Roberto Cefalo    393 9256059

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A sei giorni di distanza dalla precedente riunione, si è tenuta stamattina presso l’ARAN un nuovo incontro inerente la partita dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego.

Un incontro veloce (poco più di un’ora) che è servito al presidente dell’ARAN per poter affermare che è stato dato il via alla stagione contrattuale del triennio 2016-2018, anche se al momento, fatta eccezione per il comparto delle Funzioni Centrali, non risultano essere stati approvati ancora in via definitiva gli atti di indirizzo per i restanti comparti ed aree di contrattazione. E’ servita inoltre per calendarizzare i lavori dei tavoli di confronto che partiranno già nei giorni finali di agosto.

Riportiamo pertanto il comunicato stampa integrale diramato dall’ARAN al termine dell’incontro:

Si è svolto oggi presso l’Aran l’incontro con tutte le Confederazioni sindacali del pubblico impiego, che ha dato il via alla nuova stagione contrattuale 2016-2018, a seguito della sostanziale definizione delle linee di indirizzo per i rinnovi contrattuali.

L’incontro è servito ad avviare il confronto sulle diverse questioni che i contratti dovranno affrontare e a coordinare gli impegni sui diversi tavoli di comparto e di area.

Al termine, è stato stilato il calendario dei lavori delle prossime settimane, che prevede una nuova convocazione delle Confederazioni sindacali il 28 agosto su alcune tematiche di carattere trasversale dei rinnovi contrattuali e, a seguire, le convocazioni dei tavoli di comparto.

Il 31 agosto sarà convocato il tavolo delle Funzioni centrali, sul tema degli istituti del rapporto di lavoro (malattie, permessi, coordinamento delle norme in materia disciplinare). Nella prima settimana di settembre saranno convocati i tavoli di Sanità, Istruzione e Ricerca e Funzioni locali.

Buone vacanze a tutti.

                                                                    LA SEGRETERIA GENERALE
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Incontro Aran in data 28.8.2017 Rinnovi Contrattuali del Pubblico Impiego La CSE ribadisce: – OCCORRE REPERIRE LE RISORSE MANCANTI – NON SI DEVONO TOCCARE GLI 80 EURO

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INCONTRO TRA ARAN E CONFEDERAZIONI SINDACALI DEL PUBBLICO IMPIEGO PER L’AVVIO DELLA STAGIONE CONTRATTUALE 2016-2018

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