Ci sono “sindacati” che vorrebbero proporre il silenzio-
assenso del lavoratore per l’adesione ai fondi pensione
integrativi. La FLP dice un no forte e chiaro!
Ci risiamo! Ciclicamente i “soliti noti” provano a mettere le mani sui nostri Trattamenti di Fine Servizio (TFS), cercando ogni scusa possibile per introdurre nella legislazione cavilli buoni a scipparci la nostra buonuscita, meglio se a nostra insaputa.
Questa volta la scusa è la riforma del sistema pensionistico (l’ennesima) che i sindacati confederali hanno prima discusso con il Governo, firmando unitariamente l’APE (ricordate? È quell’animale che toglie i soldi ai lavoratori e li porta a banche e società di assicurazione), mentre, nel prosieguo della discussione, si sono spaccate e hanno preso strade diverse.
Ebbene, una delle due sigle confederali che hanno trovato l’intesa con il Governo, ha scritto un volantino entusiasta sugli accordi raggiunti con il Governo nel quale, tra le altre cose, si può leggere (citiamo testualmente): “Verranno proposte forme di silenzio-assenso per incentivare l’adesione alla previdenza complementare dei lavoratori e delle lavoratrici neo-assunti nei comparti del pubblico impiego”.
È chiaro che si tratta dell’ennesima “testa di ponte” che questi sindacati, che non si sa bene se fanno gli interessi dei lavoratori o i propri (la domanda è ovviamente retorica), tentano di usare per ovviare al fatto che i lavoratori continuano a non iscriversi ai fondi di previdenza complementare, gestiti dagli stessi sindacati, perché non si fidano. E fanno bene.
Vi fidereste voi di un’azienda che vi proponesse di investire nelle sue azioni senza chiedervi il permesso, con una forma di silenzio-assenso? Una roba del tipo: “Vuoi comprare obbligazioni della mia azienda? Se non mi rispondi entro dieci giorni vado dalla tua banca e mi prendo i tuoi soldi?”
Sarebbe anche solo pensabile una cosa del genere in un settore qualunque dell’investimento? Ed è normale che invece una cosa del genere la proponga un sindacato che dovrebbe, al contrario fare gli interessi dei lavoratori e non scippar loro soldi con la formula del silenzio-assenso?
Bisogna assolutamente bloccare questa deriva che, chiaramente, sarebbe solo un punto di partenza da applicare oggi ai neo-assunti e domani a tutti i lavoratori pubblici. Ricordiamo, per memoria, a tutti i lavoratori che i Fondi di Previdenza Complementare pubblici sono peggio del tunnel della droga visto che dalla dipendenza si può sperare di uscire mentre dai Fondi integrativi pubblici no, a meno di non accettare di perdere tutto ciò che si è versato sino a quel momento.
Ci sarà un motivo se i fondi di previdenza complementare del pubblico impiego sono sull’orlo del fallimento e addirittura già due di essi (Perseo e Sirio) sono stati costretti a fondersi perché non avevano un numero di iscritti sufficiente a giustificare la loro esistenza. Ed evidentemente, se i metodi per l’adesione che questi “sindacati” vogliono proporre sono così truffaldini, fanno bene i lavoratori a continuare a non fidarsi e a tenere al sicuro le loro buonuscite.
Quel che è certo è che, se proveranno una manovra come quella che, senza vergogna, dichiarano pubblicamente di voler fare, troveranno la FLP, come sempre, a sbarrargli la strada.
Se qualcuno vuole rischiare volontariamente i propri soldi in un’avventura come quella dei Fondi di Previdenza Complementare pubblici, faccia pure.
Ma nessuno si permetta di mettere le mani sui nostri soldi con trucchi come il silenzio-assenso!
L’UFFICIO STAMPA
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Da oggi la FLP vanta pieni diritti sindacali in tutto il nuovo
comparto funzioni centrali. Le elezioni RSU si terranno
entro il 20 aprile, entro il 10 gennaio la data esatta
Due importanti accordi sono stati firmati all’ARAN ieri: il primo è quello sulle prerogative sindacali, che si trascinava da tempo; il secondo è il protocollo d’intesa con il quale si dà avvio alla fase di rinnovo degli organismi di rappresentanza dei lavoratori sui posti di lavoro, cioè le RSU.
Sul primo accordo vi è da dire che la FLP, dopo aver confermato la propria rappresentatività in tutto il nuovo comparto delle Funzioni Centrali, da oggi è titolare anche dei relativi diritti sindacali. Ricordiamo che il nuovo comparto delle Funzioni Centrali comprende, oltre agli ex-comparti delle Agenzie Fiscali e dei Ministeri, anche gli Enti pubblici non economici previdenziali (INPS, INAIL) e gli enti di cui all’articolo 70 del Decreto Legislativo 165/2001, come il CNEL, l’ENAC, l’ANSF e l’ANSV.
Sul rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, invece, alla fine si è trovata una mediazione tra chi, come la FLP, preferisce dare al più presto la parola ai lavoratori per esercitare democraticamente il diritto di scegliersi i propri rappresentanti e chi avrebbe voluto rinviare le elezioni prendendo come scusa l’approssimarsi delle elezioni politiche e la possibile concomitanza tra queste e il rinnovo delle RSU.
La mediazione trovata è stata di fissare, con un Protocollo d’Intesa, la dead line cioè la data ultima entro la quale le elezioni RSU si dovranno tenere: il 20 aprile.
Il nodo sulla data precisa sarà sciolto entro il 10 gennaio, data entro la quale sapremo con certezza se le elezioni politiche si terranno a marzo oppure a maggio, a scadenza naturale. Nel primo caso, il rinnovo delle RSU slitterà di qualche settimana, presumibilmente alla prima decade di aprile; nel secondo caso, invece, si potrà votare tranquillamente a scadenza naturale, cioè a metà marzo.
L’appuntamento delle RSU ci vedrà impegnati a confermare i grandi risultati che stiamo ottenendo sul piano del consenso sindacale, e sarà una sfida oltremodo importante per consolidare la nostra presenza negli enti dell’ex-comparto degli Enti Pubblici non economici.
Siamo certi che il nostro gruppo dirigente – nazionale e locale – si dimostrerà all’altezza della sfida che ci attende e che i lavoratori di tutte le pubbliche amministrazioni si affideranno in numero sempre maggiore alla FLP, sindacato libero, autonomo e indipendente per fermare l’emorragia di diritti e di quote di salario che si è verificata, soprattutto, negli ultimi dieci anni. Tutto ciò avverrà mediante gli strumenti di democrazia sindacale e di partecipazione che molti vorrebbero depotenziare laddove invece la FLP intende difenderli strenuamente.
L’UFFICIO STAMPA
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