Rincari carburanti: FLP Alessandria–Asti chiede più lavoro agile per tutelare i dipendenti pubblici
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ALLARME FLP, LA PA STA FACENDO RETROMARCIA SULLO SMART WORKING.
Un interessante articolo su Libero riporta le dichiarazioni della #FLP
“Roma, 13 mar. (askanews) – “Le pubbliche amministrazioni vanno innovate, ma non solamente in tecnologia, vanno innovate con un cambiamento radicale dei paradigmi culturali che sono obsoleti, ancorati a metodi dell’Ottocento. Questo è uno dei motivi per cui tante amministrazioni fanno dietrofront rispetto al lavoro agile” dice Marco Carlomagno, segretario generale di FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche, intervenuto al tavolo di lavoro “Innovazione nella pubblica amministrazione” riferendosi al processo di ridimensionamento del lavoro agile in atto nei principali ministeri e uffici della PA italiana.
Una riduzione anche del 50% che ha toccato la presidenza del Consiglio dei Ministri, dove si è passati da 2 giorni a settimana a 1 giorno di lavoro agile, come anche gli uffici centrali del Ministero della Giustizia. Riduzioni del lavoro agile ancora non quantificate anche al Ministero dell’Agricoltura (in particolare negli uffici dell’ispettorato frodi) e in quello della Cultura, dove lo smart working era di due giorni a settimana. Stessa situazione per il Ministero dell’Economia dove si è passati da 8 giorni al mese a 6 giorni al mese, senza contare che nelle ambasciate e nei consolati il lavoro agile è da sempre negato.
Al centro dell’evento non solo smart working, ma anche CCNL, governo dell’intelligenza artificiale, area delle elevate professioni e formazione.
Smart working, dimezzati i giorni nella pubblica amministrazione
“AGI – “La pubblica amministrazione, in Italia, fa dietrofront sul lavoro agile”. A lanciare l’allarme è FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche, il sindacato dei lavoratori pubblici e delle pubbliche funzioni, durante il tavolo “Innovazione nella pubblica amministrazione. Rinnovi contrattuali, percorsi di carriera e qualità del lavoro pubblico”, nel quale la federazione ha presentato un’analisi che mostra come, nella maggior parte dei ministeri e degli uffici della PA, vi sia un dietrofront rispetto all’utilizzo dello smart working.
“Nella maggior parte degli Uffici della PA si sta assistendo a un ridimensionamento del 50% dello smart working” dice Marco Carlomagno, segretario generale di FLP. Qualche esempio dato dalla sigla sindacale: la presidenza del Consiglio dei Ministri è passata da 2 giorni a settimana a 1 giorno di lavoro agile e così pure gli uffici centrali del Ministero della Giustizia, mentre nei tribunali si è rimasti a 1 giorno a settimana di smart working e, in alcuni casi, si è passati a 0. Riduzioni del lavoro agile ancora non quantificate anche al Ministero dell’Agricoltura (in particolare negli uffici dell’ispettorato frodi) e in quello della Cultura, dove lo smart working era di due giorni a settimana. Al Ministero dell’Economia si è passati da 8 giorni al mese a 6 giorni al mese, mentre nelle ambasciate e nei consolati lo smart working è da sempre negato.
Rimane stabile la situazione alla Farnesina, dove lo smart working è di 4/6 giorni al mese. Diminuisce invece al Ministero della Difesa da 6 giorni a 4 giorni al mese e nei dipartimenti dell’Università e della Ricerca, dove da 8 giorni di smart working al mese si è passati a 6.
Presso gli uffici territoriali dell’Agenzia Dogane e Monopoli si è rimasti a 6 giorni al mese o, in alcuni casi, a 4. Anche al Consiglio di Stato la situazione è rimasta a 8 giorni di lavoro agile al mese, salvo in alcuni casi in cui è scesa a 6, mentre all’Agenzia delle Entrate e al Ministero della Salute al momento non c’è riduzione (sono garantiti 8 giorni al mese) ma lo smart working è legato all’applicazione del CCNL funzioni centrali che prevede l’estensione dei giorni per particolari categorie di lavoratori e una riduzione prevista per il restante personale. Per quanto riguarda il Ministero dell’Interno al momento non c’è riduzione delle ore di smart working, ma continuano a limitarne al minimo gli effetti nelle sedi territoriali (prefetture e questure).
Il lavoro agile nel mondo e le conseguenze in Italia
“In tutto il mondo il lavoro è ormai basato su obiettivi e risultati e non sulla presenza: di qualche giorno fa la notizia che in Australia entrerà in vigore nel 2027 l’obbligo di smart working per due giorni a settimana. Non solo: diversi studi dimostrano come ci sia una correlazione positiva tra lavoro a distanza e natalità o come il lavoro agile comporti un miglioramento del rapporto vita-lavoro in generale con minor tempo perso in spostamenti e ascesa di luoghi “near work” per svolgere le proprie mansioni” afferma Carlomagno, che così continua: “Tutte conseguenze positive del lavoro da remoto, ma l’Italia anziché occuparsi di assegnare obiettivi e migliorare la qualità servizi sceglie di esacerbare un malessere. Per questo FLP in sede di contrattazione si batterà per un cambio di rotta“.
Le proposte di FLP per la contrattazione collettiva
Secondo FLP, molti altri aspetti che dovrebbero essere regolati dalla contrattazione collettiva continuano a essere condizionati da vincoli legislativi che ne limitano l’efficacia, sia sul versante economico sia su quello organizzativo. Tra i punti prioritari secondo la federazione, anche estendere e rafforzare la detassazione dei fondi di produttività nel settore pubblico, rimuovere la norma introdotta a fine 2024 che impedisce l’utilizzo delle risorse di bilancio per il welfare aziendale; superare il blocco dei fondi di produttività ai valori del 2016 e rafforzare il sistema di partecipazione, dando alle organizzazioni sindacali e alle RSU un ruolo effettivo nella definizione dell’organizzazione del lavoro. A questo si aggiunge l’importanza della formazione continua e della sicurezza nei luoghi di lavoro, come condizioni per un benessere organizzativo non solo dichiarato ma misurabile.”
https://corrierenet.com/smart-working-dimezzati-i-giorni-nella-pubblica-amministrazione/?fbclid=IwY2xjawQlBJBleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBMMEoxSFNUaEFIczJvaTNvc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHkH55Y4RvpuUS6nHLKutXHH-6cHWWrRq0QEiKC8TS_KhTZNwwJM9S5WL27ha_aem_WcWCRWRf92eGzow6ylPDSg
Fisco, giovedì sciopero alle Entrate di Milano: protesta contro il trasferimento in periferia
I sindacati mettono in evidenza anche l’aumento dei carichi di lavoro e la mancata attuazione della mobilità straordinaria del personale
Un interessante articolo di Marco Mobili e Giovanni Parente su Il Sole 24 Ore
“Niente appuntamenti in ufficio. Stop alle pratiche e ai chiarimenti ai contribuenti. I dipendenti dell’agenzia delle Entrate di Milano saranno in sciopero giovedì 19 febbraio, bloccando l’attività degli uffici milanesi. Il principale motivo del contendere è il trasferimento dalla sede di via Manin nella centralissima zona di Moscova verso aree più periferiche della città. Trasferimento che impatterà su circa mille dipendenti. Ma non c’è solo questo. A riepilogare e a ricordare le ragioni della protesta è un comunicato congiunto delle sigle sindacali Cisl Fp, Confsal Unsal, FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche, Usb, Fp Cgil e Uilpa.
Le questioni aperte
Le sigle sindacali sottolineano almeno cinque profili di criticità. In primo luogo, appunto «l’allocazione di alcuni uffici in sedi estremamente periferiche della città mentre altre strutture oltre a risultare inadeguate sono prive di spazi di lavoro dignitosi e tali da non poter accogliere il personale recentemente reclutato». A seguire poi «l’aumento dei carichi di lavoro, i cui obiettivi sempre in costante aumentano risultano essere incoerenti rispetto alle capacità dei dipendenti e favoriranno situazioni di stress da lavoro correlato». Sempre ad avviso delle organizzazioni ci sarebbe un problema di «mancata tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, con strutture che presentano infiltrazioni di acque, soggette ad allagamenti, impianti obsoleti con concreti rischi per la salute dei dipendenti». Altro punto nevralgico contro cui protestano le rappresentanze dei lavoratori è «la mancata attuazione di una vera e propria mobilità straordinaria del personale, che nega ai dipendenti una migliore collocazione logistica presso altri Uffici». Senza dimenticare poi «le criticità irrisolte in ordine al sistema di valutazione della performance».
La protesta
La protesta prevede anche un corteo che da via Manin raggiungerà la sede prefettizia in largo 11 settembre, dove i rappresentanti sindacali saranno ricevuti dal prefetto di Milano. «È arrivato il momento di chiedere rispetto e dignità per i lavoratori, e di pretendere che le istituzioni si prendano cura delle esigenze dei dipendenti e dei contribuenti», come spiega Paolo Cocozzello, coordinatore nazionale aggiunto della Flp Agenzie fiscali.
https://www.ilsole24ore.com/art/fisco-giovedi-sciopero-entrate-milano-protesta-contro-trasferimento-periferia-AIILz7RB
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