La FLP, dopo aver consultato gli iscritti e i lavoratori, ha deciso di non firmare il testo definitivo del Contratto delle Funzioni Centrali sottoscritto il 12 febbraio 2018.

Riteniamo doveroso che una Federazione che si dichiara “libera, autonoma e indipendente”, che rivendica di “non dover rispondere a lusinghe o pressioni di partiti politici” e di non “avere altri padroni se non i propri iscritti”, e che fonda la propria storia sul rispetto della democrazia interna spieghi a tutti i lavoratori, anche non iscritti, i motivi della sua scelta.

Che il Contratto sottoscritto:

 

è evidente a tutti, tranne ai sindacalisti e al Governo che elogiano “un contratto epocale che cambierà la vita dei lavoratori statali”.

 

Ebbene, qualcuno potrebbe chiederci il motivo per il quale la FLP, pur avendo svolto diligentemente il compito di predisporre una piattaforma contrattuale, fare proposte in sede ARAN, chiedere modifiche, analizzare, evidenziare e aggiornare costantemente, durante le finte trattative, tutti i lavoratori sui vari punti del contratto che lo rendono pessimo, poi alla fine non abbia sottoscritto il contratto, magari con una bella nota a verbale per salvarsi la coscienza.

Perché impegnarsi a presentare diffide e ricorsi contro possibili ritorsioni ed esclusioni dalle trattative in sede decentrata, con notevoli impegni economici, di tempo e di risorse umane per gestire una fase contenziosa particolarmente capillare e stressante, invece di dedicarsi tranquillamente solo alle elezioni RSU, magari spiegando che noi abbiamo fatto il possibile, ma poi gli altri sindacati, avendo la maggioranza, hanno voluto così e non ci abbiamo potuto fare niente?

Perché non si può dire sempre di si e rassegnarsi alle violazioni dei diritti civili,

anche se ciò comporta dei costi e delle ritorsioni.

Sessantadue anni fa Rosa Parks disse “no” all’autista che le chiese di lasciare libero il posto a sedere sull’autobus. Lei non si scompose e rifiutò di alzarsi con dignitosa fermezza. Per quel “no” fu arrestata e portata in carcere per condotta impropria e per non aver rispettato il divieto che obbligava i neri a cedere il proprio posto ai bianchi nei settori cosiddetti comuni. Un atto coraggioso e determinato in seguito al quale si avviò una protesta storica.

Noi non paragoniamo certo i nostri gesti e le nostre decisioni a monumenti della Storia.

Nel nostro piccolo, da soli, abbiamo avuto il coraggio di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il blocco dei rinnovi contrattuali che varie leggi, dichiarate incostituzionali dalla Consulta, avevano reiterato per oltre 6 anni.

Non avevano avuto il coraggio di farlo nessuno degli altri 3 sindacati maggioritari CGIL, CISL e UIL, che pure annoverano molti più iscritti e hanno notevoli risorse economiche più di noi.

Ebbene noi riteniamo che in questo contratto, indipendentemente dalle mancate risorse economiche, ci siano almeno tre violazioni fondamentali che vanno portate all’attenzione dei giudici:

E su questi punti, a partire dal primo che incide sulla possibilità di rappresentare i lavoratori sui tavoli negoziali, chiederemo ai giudici di pronunciarsi con urgenza per l’eliminazione di norme che riteniamo liberticide.

Se, come riteniamo coerente al giudicato costituzionale, i giudici dovessero pronunciarsi sulla incostituzionalità di tale norma disponendone la disapplicazione oppure, in attesa del giudizio di merito, l’ammissione con riserva alle trattative, assisteremo ad una vera RIVOLUZIONE nel pubblico impiego, in quanto IL SINDACATO non sarà più soggetto a minacce e ricatti, che comportano per i vari seguaci di Don Abbondio  il dover firmare le preintese (tanto non c’è nulla da fare) o di firmare con triplo salto carpiato il CCNL definitivo dopo non aver firmato la preintesa.

Ma d’altronde, come diceva Manzoni, “il coraggio se uno non ce lo ha, non se lo può dare.

E sarà una vittoria per la DEMOCRAZIA SINDACALE, per tutti i sindacati non solo per la FLP.

D’altronde quando nel 2009, oltre ad FLP, anche la CGIL e la smemorata FP CGIL non firmarono i CCNL dei Ministeri e delle Agenzie Fiscali, queste ultime gridarono e scrissero fiumi di parole contro l’incostituzionalità della norma di esclusione. E non ci sembra che il segretario generale della CGIL sia diverso da quello che si è costituito nel ricorso FIOM alla Corte Costituzionale.

Solo qualora i giudici dovessero darci torto, prenderemmo atto della decisione e del fatto che per tutelare i lavoratori saremmo costretti ad apporre una firma tecnica al CCNL, che ci consentirebbe IMMEDIATAMENTE di ritornare alle trattative decentrate, ma anche in questo, malaugurato, caso lo faremmo in modo da chiarire inequivocabilmente la costrizione alla quale saremmo sottoposti e la nostra distanza siderale da contratti che comprimono, oltre ai diritti fondamentali della persona, la libertà delle associazioni sindacali di difendere i propri iscritti e quella dei lavoratori a partecipare attivamente alla vita dei propri uffici. Un ritorno ad un passato buio che pensavamo di aver superato grazie alla lotta di generazioni di uomini e donne e che invece ritorna e sceglie come nemico principale i dipendenti dello Stato, in tutte le sue forme, cioè coloro ai quali è demandata l’attuazione pratica dei diritti garantiti dalla nostra Costituzione. 

IN OGNI CASO, A PRESCINDERE DAI RISULTATI CHE OVVIAMENTE CI AUGURIAMO SIANO POSITIVI, CIÒ CHE NESSUNO POTRÀ TOGLIERCI SARÀ L’ORGOGLIO DI AVER COMBATTUTO CON LA SCHIENA DRITTA PER DIFENDERE LE NOSTRE IDEE E LA DIGNITÀ DEI LAVORATORI CHE OGNI GIORNO SI AFFIDANO A NOI.

QUELLA STESSA DIGNITÀ CHE ALTRI PERDONO OGNI GIORNO NEL PIEGARSI AI DIKTAT DEI POTENTI DI TURNO, CHE SIANO POLITICI O SINDACALISTI IMPORTA POCO.

 IL NOSTRO AGIRE È PRIVO DI SOTTERFUGI, TESO A RIVENDICARE UNICAMENTE I DIRITTI DEI LAVORATORI E NON PREBENDE E POLTRONE.

 I NOSTRI PRINCIPI NON SONO IN VENDITA, GLI UOMINI DELLA FLP NON SONO IN VENDITA, I LAVORATORI PUBBLICI E I LORO DIRITTI NON SONO IN VENDITA!

                                                        La Segreteria Generale FLP

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Nel pomeriggio di oggi CGIL CISL UIL e UNSA hanno sottoscritto definitivamente il CCNL delle Funzioni Centrali.

Pare incredibile, eppure la versione definitiva è anche peggio della preintesa che tanto malumore ha creato tra le centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori delle Amministrazioni centrali.

Infatti nel testo finale, dopo la fase certificativa, viene esplicitato in modo evidente (ma la FLP aveva già denunciato l’inghippo) che il cosiddetto assegno perequativo, su cui tanto si è discusso  e che avrebbe dovuto garantire maggiore equità, non solo è  assolutamente  ridicolo, ma viene erogato una tantum e solo per il 2018, senza nessun riflesso per gli anni successivi.

Così come viene elegantemente definita una “errata corrige” la norma ora inserita, che diviene quindi disposizione contrattuale, che prevede la conferma, prima prevista per disposizioni unilaterali dei Governi, dei limiti di tetto non superabili dei Fondi di produttività.  Con l’impossibilità quindi di recuperare e rendere erogabili tutte le risorse derivanti dalle attività aggiuntive, dalle perfomance raggiunte dai lavoratori in termini di efficienza e qualità dei servizi. Questo con la firma dei “sindacati”!

Una ulteriore discriminazione nei confronti del lavoro pubblico!

 

Come se non bastasse nel testo finale vengono cancellate con un tratto di penna anche le norme di maggior favore che negli anni scorsi erano state recepite nei Contratti per il personale (vedi ex Monopoli di Stato) oggetto di numerose ristrutturazioni e riorganizzazione aziendali.

Un brutto contratto, che non risponde in alcun modo a circa dieci anni di blocco contrattuale, che di fatto azzera anche il 2016 e 2017 e non solo per il 2015 i “benefici economici”, e che interviene in modo peggiorativo su diritti fondamentali e costituzionali come quelli della salute.

 

Nessun vero investimento, nessuna risposta in termini di riconoscimento professionale; vengono addirittura non istituite le pur previste sezioni speciali che avrebbero dovuto garantire il mantenimento di alcune specificità allo scopo di poter assecondare i processi di riforma e di miglioramento delle attività per una PA sempre più al servizio dei cittadini e del Paese.

Un contratto approvato in sordina nelle Segreterie sindacali, che non è stato sottoposto all’attenzione ed alla valutazione dei lavoratori, ma quando è avvenuto, solo di sparute rappresentanze di delegati sindacali delle OO.SS. firmatarie.

La FLP e la Confederazione CGS non solo non firmano questo contratto, ma continueranno la loro iniziativa nel Paese, tra i lavoratori, negli Uffici a difesa della democrazia e della dignità del lavoro pubblico.

 

Impugneremo questo contratto per vedere annullata l’incredibile previsione voluta dall’Aran e dei firmatari di escludere dalla contrattazione e dal sistema di partecipazione le Organizzazioni sindacali che non accettano i contenuti nefasti del contratto.

 

Una norma già censurata nei mesi scorsi dalla Corte Costituzionale nella famosa vertenza che contrappose la FIOM al gruppo Fiat al momento dell’esclusione del sindacato dei metalmeccanici dai tavoli di trattativa perché non avevano voluto firmare il contratto proposto dall’azienda.

Perché a prescindere dai contenuti non è pensabile prevedere una norma sanzionatoria nei confronti di chi il diritto alla rappresentanza e alla contrattazione l’ha conquistato con il consenso certificato da specifiche e previste leggi dello Stato.

Rivendicheremo anche l’istituzione delle sezioni speciali, previste da specifiche norme e dallo stesso Atto di indirizzo del Governo, e invece incredibilmente non attuate; non solo per vedere riconosciuta la specifica professionalità dei diversi mondi che lavorano nella PA, ma anche per continuare a garantire quei servizi che invece oggi vengono messi in discussione.

Oggi si è consumata l’ennesima brutta pagina nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego. Che sapranno però riconoscere e valutare quello che è stato fatto, o  purtroppo non fatto, dando un preciso segnale a chi pensa ancora di fare giochini sulla loro pelle, in ossequio a logiche che nulla hanno a che vedere con le legittime aspettative dei lavoratori.

A partire dalle imminenti elezioni per il rinnovo delle RSU che dovranno segnare il punto di svolta decisivo nel sistema di rappresentanza del personale.

Roma, 12 febbraio 2018

  LA SEGRETERIA GENERALE

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UN’OCCASIONE PERSA PER AMMODERNARE LA PA E RIFORMARE LE CARRIERE DEI DIPENDENTI PUBBLICI Tutto demandato a una Commissione paritetica di cui la FLP farà parte, ma che sa di presa in giro per guadagnare tempo. Intanto i problemi si accumulano.

La revisione dell’ordinamento professionale è una delle grandi occasioni perdute dai firmatari della preintesa di CCNL firmata il 23 dicembre per dare un segnale di attenzione nei confronti dei lavoratori.

A distanza di quasi dieci anni dall’ultimo contratto, sono stati messi assieme tre comparti con storie abbastanza diverse e non si è fatto nulla né per omogeneizzare i diversi sistemi professionali presenti negli ex-comparti del Parastato, dei Ministeri e delle Agenzie Fiscali né per immaginare un nuovo ordinamento che potesse andare bene per un’amministrazione centrale moderna ed efficiente e per lavoratori che vorrebbero finalmente anche minimi sbocchi di carriera.

I problemi sono tanti sia nelle qualifiche medio-basse – bloccate per il combinato disposto della Legge Brunetta e del blocco degli stipendi – sia tra le altre professionalità, prive di riconoscimenti e soprattutto di carriere che diano loro prospettive reali di crescita.

L’articolo 12 della preintesa rinvia qualunque ragionamento in merito ad una Commissione Paritetica che dovrebbe avviarsi 30 giorni dopo la firma definitiva del CCNL (quindi minimo a marzo) e dovrebbe terminare i suoi lavori entro maggio, consegnando alla contrattazione proposte riguardanti le tante questioni demandate. Se va bene, un mese e mezzo di lavoro, nel quale certamente non si farà in tempo a fare granché; se va male e non si rispettano i tempi, invece, il rischio è che si arrivi a fine anno e si rimandi tutto, a quel punto, alla prossima tornata contrattuale.

Quel che è certo è che un contratto che i lavoratori aspettano da dieci anni e non affronta il problema principale degli ordinamenti professionali non è degno nemmeno di essere definito tale.

Attualmente, negli ex-comparti delle funzioni centrali la curva dei salari è quasi piatta per più del 95 per cento dei lavoratori, il che vuol dire che si entra in amministrazione con uno stipendio e si va in pensione con uno stipendio di poco superiore a quello di entrata. Non sono previste aree e/o figure intermedie tra gli impiegati, i funzionari e la dirigenza salvo che nel Parastato, nel quale comunque l’area dei Professionisti non riesce minimamente ad intercettare tutte le figure altamente professionalizzate e a dare i riconoscimenti che queste meriterebbero.

Ciò che non è stato fatto in dieci anni si dovrebbe fare in un mese e mezzo. Permetteteci di dubitare che questo succeda e di pensare invece che i firmatari stiano semplicemente prendendo tempo senza avere il coraggio di confessarlo ai lavoratori.

Un’occasione persa non solo per dare ai lavoratori pubblici, sempre più professionalizzati e specializzati, speranze di carriera, ma anche di ammodernare la macchina amministrativa e renderla più efficiente.

La FLP, a prescindere dai lavori della “Commissione” ribadirà le proprie proposte già del resto formalizzate in questi mesi nei quali, lo ricordiamo, eravamo stata l’unica Organizzazione sindacale a presentare una vera e propria piattaforma contrattuale su un nuovo ordinamento professionale:

Continuiamo a essere del parere che molti problemi potevano trovare agevoli soluzioni se solo fossero stati usati bene i tanti mesi passati dall’apertura delle trattative a una frettolosa e insensata chiusura del CCNL che, allo stato, contiene esclusivamente sottrazioni di diritti e pressoché nessun miglioramento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori.

Le carenze di questo contratto, anche riguardo alla mancata riforma degli ordinamenti professionali, si rifletteranno non solo sull’efficienza delle amministrazioni centrali, ma anche sulla motivazione dei lavoratori, fermi in una palude senza possibilità di vedere riconosciute le proprie abilità professionali.

Scarica il notiziario in allegato

La Segreteria Generale FLP

(Il servizio è attivo già da oggi ed è riservato ai lavoratori iscritti)

Con il nostro notiziario FLP del 16 novembre scorso, nel dare puntuale informazione sulla vicenda dei mancati versamenti dei contributi previdenziali da parte delle amministrazioni e del rinvio dell’applicazione dei termini prescrizionali al 1 gennaio 2019, annunciammo che entro il mese di gennaio avremmo attivato un servizio di assistenza specifico per aiutare i lavoratori nella verifica delle loro posizioni previdenziali e per l’eventuale aggiornamento.

Con il presente comunicato diamo notizia proprio di questo.

Presso la nostra sede  nazionale  confederale di Roma sita in via Aniene, 14   è attivo da oggi   il servizio di assistenza  messo a punto  dalla nostra Confederazione   “I MIEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI”, al quale si potranno rivolgere i lavoratori iscritti alla FLP per poter verificare la propria posizione previdenziale presso l’INPS (richiesta e produzione dell’estratto conto contributivo) e per la eventuale successiva procedura di comunicazione / aggiornamento della posizione.

I lavoratori iscritti FLP in servizio a Roma e dintorni, potranno recarsi anche di persona presso la nostra sede previo appuntamento con uno dei nostri responsabili, chiamando al numero telefonico: 0642000358.

I lavoratori iscritti FLP in generale, potranno comunque avvalersi del servizio inviando una specifica mail a: patronato@cse.cc.

Per avvalersi del servizio è importante presentare (o far pervenire) presso la nostra sede la “delega” (che trovate in allegato al presente notiziario) compilata e sottoscritta in originale con la quale viene conferito il mandato ai nostri responsabili per poter operare sul portale INPS per in nome e per vostro conto.

ATTENZIONE! – E’ POSSIBILE SVOLGERE AUTONOMAMENTE LE VERIFICHE E GLI AGGIORNAMENTI

Facciamo presente comunque – e questo lo diciamo sia ai lavoratori nostri iscritti che a tutti gli altri -, che è possibile svolgere autonomamente in modo agevole le operazioni di verifica e di eventuale successivo aggiornamento della propria posizione contributiva.

In questi due mesi appena trascorsi, abbiamo sperimentato sul campo le possibilità offerte dal sistema informatico INPS.

Alcuni nostri colleghi di differenti Amministrazioni in possesso del PIN personale (precedentemente richiesto e attribuito dall’INPS) hanno potuto verificare sul sito internet INPS la propria posizione previdenziale, hanno inviato una richiesta telematica e hanno ottenuto successivamente la risposta da parte dell’INPS di avvenuto aggiornamento della loro posizione contributiva in tempi abbastanza rapidi.

Chiunque potrà chiedere chiarimenti sull’esatta procedura da utilizzare inviando una semplice email al nostro servizio di assistenza “I MIEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI” che fornirà le indicazioni del caso.

Confidiamo nel massimo impegno delle nostre strutture sindacali per dare il giusto risalto alla predetta iniziativa.

Cordiali saluti
La Segreteria Generale FLP

 

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