Penalizzato ancora una volta il lavoro stabile, l’Italia continua ad arretrare nella competizione globale.
A leggere solo i saldi del Disegno di Legge di bilancio per il 2018 presentato dal Governo Gentiloni alle Camere, si sarebbe tentati di dire che, finalmente, quella immaginata non è una “finanziaria” elettorale. La previsione è, infatti, di un calo delle entrate fiscali (-0,6 per cento del PIL) dovuto principalmente alla cancellazione delle clausole di salvaguardia (cioè non aumenteranno, come previsto, IVA e accise), compensato in parte da (blande) misure di lotta all’evasione fiscale, in parte da una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali. Ciononostante, è previsto un calo del deficit complessivo, finanziato da un calo della spesa maggiore del calo delle entrate fiscali. Tutto bene, verrebbe da dire poiché, in vista delle elezioni, si tende a spendere tanto e a peggiorare i conti pubblici per assicurarsi consenso.
Invece no! Basta leggere le varie voci della Legge di bilancio per rendersi conto che prosegue la tendenza, che ha contraddistinto tutta la legislatura, di dare mance e mancette anziché i servizi che i cittadini aspettano e si rischia di peggiorare ulteriormente la condizione competitiva dell’Italia e di conseguenza il lavoro, sempre più precario e meno specializzato. Inoltre, i tagli di spesa sembrano appartenere più alla categoria della fantasia contabile che a quella della realtà verificabile e della trasparenza.
Vi facciamo alcuni esempi: in un Paese che ha favorito – o comunque accettato senza battere ciglio – la chiusura della maggior parte delle fabbriche che costruiscono bus e treni, e nel quale i pendolari sono costretti a viaggiare in carri bestiame perennemente in ritardo, continua a latitare un piano trasporti nazionale ma arriva la possibilità di detrarre dalle tasse il 19 per cento degli abbonamenti di bus e treni. Cioè, si continuerà a viaggiare in carri bestiame ma si potrà dire a chi si lamenta: “Cosa vuoi, ti ho dato la mancia, non lamentarti!”.
Inoltre, c’è di nuovo un finanziamento per chi assume con contratto a tutele crescenti (cioè precariato a vita) gli “under 35”, ma non si creano le condizioni per aumentare il lavoro qualificato e stabile. Non è bastato il flop della decontribuzione per tre anni, con il numero di assunti che è calato non appena è finito il bonus. Si continua a buttare fumo negli occhi degli italiani facendo credere che il lavoro stabile si crea dando soldi agli imprenditori anziché finanziando la formazione (università e scuola) e investendo in ricerca e sviluppo, settori in cui il divario con i paesi a maggior industrializzazione (Germania in testa) cresce anziché ridursi.
Stessa cosa per la lotta alla povertà e la spesa sanitaria: pochi soldi per l’una e tagli continui sull’altra. Il definanziamento della sanità per il quadriennio 2015-2018 toccherà i 10,5 miliardi di euro, che si aggiungono ai 14,5 miliardi di tagli del periodo 2010-2014 (dati della Corte dei Conti). Sono queste le vere poste con le quali sono stati finanziati gli “80 euro di Renzi” e l’eliminazione delle tasse sulla prima casa. Come dire: “Ti diamo un po’ di soldi in più se riesci a goderteli e non muori prima per l’abbassamento dei livelli delle cure mediche”. Se poi ci si mettono pure le regioni come la Lombardia, che intende sottrarre la nostra salute ai medici di famiglia per consegnarla ad un “gestore”, che avrà a disposizione un tetto massimo di spesa per ciascuno di noi e le nostre cure (si inizia dai malati cronici) e se risparmierà potrà tenersi una parte del risparmio, si comprende bene a cosa stiamo andando incontro.
Non mancano ovviamente i finanziamenti per le ristrutturazioni, dove si raggiunge il massimo della fantasia: dal 2018 ci saranno detrazioni fiscali per chi si fa i giardini pensili! Sembra una barzelletta ma vi assicuriamo che è vero!
Così come sono rifinanziati i 500 euro di mancia ai neodiciottenni, senza prevedere alcun limite di reddito (quindi compresi i maggiorenni ricchi o super ricchi).
Mance anche ai dipendenti pubblici al posto dei recuperi salariali dovuti per il blocco del contratti quasi decennale. In questo caso però, purtroppo, la responsabilità non è solo governativa ma sindacale e trova la propria fonte nell’accordo sciagurato del 30 novembre 2016 firmato dal Governo con CGIL, CISL, UIL e CONFSAL e nel quale sono pattuiti 85 euro medi lordi di aumento ma solo dall’ultimo anno di contratto, il 2018. Per il 2016 e il 2017 altri due anni di blocco degli stipendi giacché sono previsti arretrati pari a circa 17 euro medi lordi mensili a fronte di un’indennità di vacanza contrattuale che è già di circa 10 euro.
Quello descritto non è il quadro congiunturale di un Paese che normalmente gode di buona salute. Tutt’altro. Abbiamo un’Italia sempre più a due velocità (Nord e Sud) ma le politiche economiche di questi anni, anziché avvicinare il Sud al Nord, sono riuscite a portare parte del Nord verso il Sud. Se esaminiamo la crescita del PIL regionale, infatti, possiamo vedere che alcune regioni come le Marche e l’Umbria, tradizionalmente associate al centro-nord, sono invece “scivolate” verso il Sud facendo registrare aumenti di PIL sensibilmente inferiori alla media nazionale. Si tratta di regioni che negli anni della crisi hanno dovuto accentuare la propria vocazione manifatturiera a bassa innovazione anziché riposizionarsi nei segmenti di produzione a più alto valore aggiunto.
La sintesi della salute del nostro Paese ce la dà il Global Innovation Index, che misura appunto il tasso di innovazione e di competitività del nostro Paese, indicando per ogni Stato i punti di forza e di debolezza. I dati che ci riguardano sono allarmanti: non riusciamo a trasformare le nostre grandi potenzialità creative, soprattutto nel design e nelle idee, in maggiore competitività a causa dei mancati investimenti in capitale umano e investimenti pubblici di base. A questo si aggiunge l’incapacità di attrarre investimenti esteri a causa del nostro farraginoso sistema di leggi, fiscali e civili, e dei nostri obsoleti modelli di business.
Siamo nell’era dell’economia della conoscenza e per non precipitare ancora di più sul mercato globale c’è bisogno di forti investimenti in capitale umano e di piani nazionali di innovazione manifatturiera. Entrambe le cose non portano consenso immediato come le mance elettorali, i bonus su assunzioni per un lavoro che non c’è o le detrazioni per i giardini pensili, ma hanno effetti duraturi nel tempo.
Avremmo bisogno di statisti, anziché di venditori. Prima ce ne rendiamo conto e prima ci risolleveremo. Una legge di bilancio che, invece, usa ancora una volta fantasie contabili e mance a fini elettorali non ci porta da nessuna parte.
LA SEGRETERIA GENERALE
Scarica il notiziario in allegato pdf 
Con i Notiziari FLP n. 17 e 21 del 2017 Vi abbiamo coinvolto sul problema dell’unificazione quinquennale delle prescrizioni dei contributi non versati dalle amministrazioni pubbliche. Il Dipartimento è stato inondato di domande e quesiti, ma la domanda più ricorrente è stata quella dei requisiti pensionistici: abbiamo per questo motivo strutturato un pro-memoria degli stessi alla data del 31 ottobre 2017.
| REQUISITI PENSIONISTICI (al momento 31/10/2017) |
| |
|
|
| PENSIONE DI VECCHIAIA (raggiunti limiti di età) |
| ANNO |
REQUISITO ANAGRAFICO |
REQUISITO CONTRIBUTIVO |
| 2017/2018 |
66 ANNI e 7 MESI |
20 ANNI |
| DAL 2019 |
67 ANNI |
20 ANNI |
| |
|
|
| PENSIONE ANTICIPATA (raggiunta massima anzianità contributiva) |
| ANNO |
REQUISITO ANAGRAFICO |
REQUISITO CONTRIBUTIVO |
| 2017/2018 |
NESSUNO |
UOMINI: 42 anni e 10 mesi |
| DONNE: 41 anni e 10 mesi |
| DAL 2019 |
NESSUNO |
UOMINI: 43 anni e 3 mesi |
| DONNE: 42 anni e 3 mesi |
Viene considerato, opportunamente, il nuovo allungamento della “speranza di vita” di cinque mesi che, salvo modifiche, decorrerà dal 01 gennaio 2019. Le Organizzazioni sindacali ed il Governo stanno però discutendo per un eventuale rinvio di questa data.
IL DIPARTIMENTO POLITICHE PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI FLP
Scarica il notiziario in allegato pdf 
Il Dipartimento per la Formazione Universitaria della CSE – Confederazione Indipendente Sindacati Europei, in seguito all’avvenuta stipula della convenzione con l’Università Telematica Pegaso, e susseguentemente alle numerose richieste di informazioni al riguardo, comunica a tutti gli iscritti le condizioni e le agevolazioni previste dalla convenzione.
In seguito all’attivazione di un ECP (E-learning center Point) Nazionale presso la sede CSE, questo dipartimento ha la possibilità di seguire e monitorare tutti gli iscritti riuscendo a rispondere in tempi brevissimi alle varie problematiche che si potrebbero creare durante il percorso formativo.
Dal punto di vista economico la convenzione prevede:
- Per tutti i corsi di Laurea (triennali, magistrali biennali, magistrali) il costo riservato ai nostri iscritti e ai loro familiari è pari ad € 2.000,00 (€ 3.000,00 per i non convenzionati);
- Per i corsi di Perfezionamento & Alta formazione, Master di I, II livello, le riduzioni variano secondo il corso prescelto. Per verificare se in ciascuno di questi corsi è prevista una riduzione per i convenzionati, è necessario scaricare la scheda informativa presente nella pagina del corso prescelto;
- Per i singoli Esami, il costo di iscrizione previsto per gli iscritti in convenzione è pari ad € 25,00 per ogni Credito Formativo Universitario (€ 50,00 per i non convenzionati);
- Per l’iscrizione ai 24 CFU necessari al concorso scuola, non sono previste riduzioni in quanto il costo è stabilito dal Decreto Ministeriale 616/2017. E’ comunque opportuno inserire il codice referente (ECP_CSE) sulla domanda on line, in quanto si rientra nella convenzione generale con un’assistenza dettagliata.
Al fine di ottenere tutte le agevolazioni previste dalla convenzione, è necessario:
- Iscriversi attraverso il nostro ECP (E-learning center Point) Nazionale, inserendo il codice ECP_CSE sui moduli di domanda di iscrizione ai corsi;
- Allegare ad ogni domanda di iscrizione l’attestato che certifica l’iscrizione alla FLP-CSE, richiedibile alla email flp@flp.it;
- Comunicare l’avvenuta iscrizione all’indirizzo e-mail laurea@flp.it.
Per tutte le altre info, inviare una email all’indirizzo e-mail laurea@flp.it, telefonare al numero 06 42000358, visitare il sito internet www.unipegaso.it.
DIPARTIMENTO FORMAZIONE UNIVERSITARIA
Scarica il Notiziario in allegato pdf 
Con il Notiziario FLP n.17 del 6.10.2017, questo Dipartimento, tempestivamente, informava circa l’applicazione da parte dell’INPS, con circolare n°94 del 31.5.2017, dell’unificazione dei termini prescrittivi a cinque anni, anche per i contributi non versati da Amministrazioni pubbliche e invitava, quindi, i colleghi a controllare all’INPS, direttamente o tramite Patronato, le posizioni personali assicurative entro il 31.12.2017, data di scadenza dei termini.
Ebbene, è scoppiata la… bomba!
La verifica in corso da parte di tanti colleghi ha dimostrato che in molti casi negli estratti conto previdenziali non risultano parte dei versamenti (per mancata trascrizione, per mancato aggiornamento delle banche dati, per omissione di versamenti etc…);
La FLP ritenendo ingiustificata l’applicazione di detto regime prescrizionale alle gestioni pensionistiche pubbliche, è intervenuta prontamente nei confronti delle controparti chiedendo di risolvere tale inaccettabile situazione, che non può ricadere sulle spalle dei lavoratori, e nel contempo ha chiesto lo slittamento dei termini prescrizionali e il conseguente aggiornamento delle banche dati.
Da notizie apprese in queste ore il Ministero del Lavoro d’intesa con l’INPS ha stabilito il rinvio di un anno dei termini di prescrizione, che sarà recepito in una nuova circolare INPS di imminente emanazione.
Al fine di tutelare gli interessi dei lavoratori, questo Dipartimento consiglia comunque di inviare una diffida con il duplice scopo di interrompere i termini prescrizionali di cui alla circolare 94 e per richiedere all’INPS la ricognizione dei contributi non registrati e la sistemazione dell’estratto conto personale contributivo.
Tale diffida dovrà essere consegnata a mano (facendo copia su cui far apporre dall’Ufficio Protocollo presso cui la consegnate, timbro e data di presentazione) oppure inviata a mezzo Posta con Raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure con PEC.
Si allega fac-simile.
IL DIPARTIMENTO POLITICHE PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI FLP
Scarica il notiziario in pdf 
Scarica l’allegato pdf 
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: