FLP al Governo: basta con una disparità che penalizza i lavoratori pubblici
La FLP ha chiesto formalmente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti e al Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo un intervento immediato per portare a 10 euro il valore dei buoni pasto nel pubblico impiego.
Una richiesta che oggi assume ancora maggiore forza dopo che la legge di bilancio 2026 ha innalzato da 8 a 10 euro il limite di esenzione fiscale e contributiva dei buoni pasto elettronici.
Una misura positiva, che riconosce l’aumento del costo della vita e, in particolare, dei prezzi della ristorazione e dei generi alimentari. Ma che rischia di produrre l’ennesima ingiustificata differenza tra lavoratori pubblici e privati.
NEL PUBBLICO IMPIEGO È ANCORA IN VIGORE UN TETTO DEL 2012
Per i dipendenti pubblici continua infatti a operare il limite introdotto durante la stagione della spending review dall’articolo 5, comma 7, del decreto-legge n. 95 del 2012, che ha stabilito per le amministrazioni interessate un valore nominale del buono pasto non superiore a 7 euro. Parliamo di una norma risalente a quasi quattordici anni fa, nata in un contesto economico completamente diverso e con una chiara finalità di riduzione della spesa pubblica.
Quel tetto oggi non ha più alcuna ragione di esistere.
È paradossale che lo Stato, da una parte, riconosca fiscalmente la possibilità di erogare buoni pasto elettronici fino a 10 euro e, dall’altra, mantenga per il lavoro pubblico un vincolo legislativo che impedisce di raggiungere quello stesso valore.
FLP: SERVONO DUE INTERVENTI, ENTRAMBI INDISPENSABILI
Per la FLP non basta una modifica formale della normativa. Chiediamo al Governo di intervenire già nel primo provvedimento legislativo utile e, comunque, nell’ambito della prossima manovra di bilancio attraverso due misure inscindibili:
1. ELIMINARE IL TETTO DEI 7 EURO
Va superata la disposizione della spending review del 2012, consentendo anche alle Pubbliche Amministrazioni di riconoscere buoni pasto del valore di 10 euro.
2. STANZIARE RISORSE AGGIUNTIVE
L’aumento deve essere finanziato con nuove e specifiche risorse, senza utilizzare quelle già destinate ai rinnovi dei contratti, ai Fondi per il salario accessorio o agli altri istituti della contrattazione collettiva. Su questo punto vogliamo essere molto chiari: eliminare il tetto senza finanziare l’aumento non basta.
Significherebbe lasciare l’incremento sulla carta oppure costringere le amministrazioni a finanziarlo sottraendo risorse destinate ad altri trattamenti dei lavoratori. Allo stesso modo, non servirebbe stanziare risorse senza cancellare contemporaneamente il vincolo legislativo dei 7 euro.
UNA MISURA CONCRETA PER RECUPERARE POTERE D’ACQUISTO
Negli ultimi anni le lavoratrici e i lavoratori pubblici hanno subito una significativa perdita del potere d’acquisto. I rinnovi contrattuali rappresentano una risposta importante, ma non possono essere l’unico strumento. Per questo la FLP ha sostenuto anche nel corso della stagione contrattuale 2025-2027 la necessità di rafforzare gli istituti di welfare e quelli direttamente collegati allo svolgimento della prestazione lavorativa.
Portare il buono pasto da 7 a 10 euro significa 3 euro in più per ogni giornata di effettiva fruizione.
Un incremento concreto, immediatamente percepibile dai lavoratori e particolarmente significativo proprio in una fase caratterizzata dall’aumento dei prezzi della ristorazione e dei prodotti alimentari.
NON È UN PRIVILEGIO. È EQUITÀ
Chiedere buoni pasto da 10 euro anche per i dipendenti pubblici non significa rivendicare un trattamento di favore.
Significa eliminare una disparità tra lavoro pubblico e lavoro privato e consentire anche alle Pubbliche Amministrazioni di utilizzare pienamente uno strumento che lo stesso legislatore ha deciso di incentivare sul piano fiscale. Se davvero si vuole rendere la Pubblica Amministrazione più attrattiva, valorizzare il personale e riconoscere il ruolo fondamentale svolto ogni giorno al servizio dei cittadini e delle imprese, occorre passare dalle dichiarazioni di principio alle scelte concrete.
LA FLP CHIEDE AL GOVERNO DI APRIRE IL CONFRONTO
Abbiamo quindi chiesto alla Presidente del Consiglio e ai Ministri dell’Economia e della Pubblica Amministrazione di assumere una specifica iniziativa legislativa e di aprire il confronto con le Organizzazioni sindacali. La prossima legge di bilancio può e deve rappresentare l’occasione per cancellare definitivamente un vincolo della spending review ormai anacronistico.
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BUONI PASTO A 10 EURO ANCHE NEL PUBBLICO IMPIEGO
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SUPERARE IL TETTO DEI 7 EURO
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STANZIARE RISORSE AGGIUNTIVE
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ELIMINARE LA DISPARITÀ TRA LAVORATORI PUBBLICI E PRIVATI
Per la FLP è una questione di equità, tutela del potere d’acquisto e valorizzazione concreta del lavoro pubblico.

La Segreteria Generale FLP



