Un interessante articolo di Giuseppe Avico su blitzquotidiano.it riporta le dichiarazioni della hashtagFLP“ Nelle trattative tra sindacati ed enti preposti (L’Aran, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), avanza l’ipotesi di un eventuale aumento dei buoni pasto dei dipendenti pubblici oltre i 7 euro. A riportare la notizia è Il Messaggero, il quale ricorda che la soglia è ferma dal 2012, un limite fissato dal governo Monti nell’ambito della spending review. Il quotidiano cita anche un articolo della bozza del contratto dei ministeriali per il triennio 2025-27, da questa settimana sul tavolo della trattativa tra Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni e sindacati, per i quali questo aumento sarebbe “già un passo in avanti”.
Aumento buoni pasto: la “norma-gancio”
Nell’articolo 33 della bozza del contratto delle Funzioni centrali si legge che “le amministrazioni determinano il valore del buono pasto, in misura non inferiore a 7 euro giornalieri, nei limiti di legge e delle risorse previste nei rispettivi bilanci per tale finalità”. Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, ha specificato che si tratta di una “norma-gancio”: per modificare effettivamente il limite sarà comunque necessario un intervento legislativo.
Marco Carlomagno, segretario generale della FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche, ha sottolineato: “I dipendenti pubblici a pranzo hanno tutti diritto allo stesso pasto, così invece corriamo il rischio che quelli di un ministero ‘ricco’ mangino di più dei loro colleghi di un ministero ‘povero’. Lo Stato deve farsi carico di questo intervento: abbiamo calcolato che basterebbero 180 milioni di euro per portare i buoni pasto dei dipendenti coinvolti a 10 euro”.”

