Il DDL Bilancio all’esame dell’aula del Senato, poi la fiducia alla Camera.
Le novità in materia pensionistica contenute nel maxiemendamento del Governo(more…)
Concorso per diplomati
1800 posti al Ministero Della Cultura
Scadenza presentazione candidature al concorso 12 gennaio 2026
Corso di formazione sul canale Telegram
Il Dipartimento per la Formazione Universitaria della FLP comunica che, il Ministero della Cultura, ha pubblicato un bando di concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di 1800 unità di personale. La FLP, attraverso il Coordinamento Nazionale FLP MIC, ha predisposto un corso di formazione per entrambi i profili presenti nel bando. Il corso si svolge sul canale Telegram.
Requisiti del bando di concorso
Posti a concorso:
1.500 unità di assistente per la tutela, accoglienza e vigilanza per il patrimonio e i servizi culturali (Codice 01)
300 unità di assistente tecnico per la tutela e la valorizzazione (Codice 02)
Requisiti per la partecipazione al concorso:
per entrambi i profili, è richiesto un diploma di istruzione secondaria di secondo grado, conseguito presso un istituto statale, paritario o legalmente riconosciuto.La domanda può essere presentata per uno solo dei codici di concorso.
Procedura concorsuale:
la procedura concorsuale si articola in una prova scritta. La prova si intende superata se si raggiunge il punteggio minimo di 21/30. Non è prevista la pubblicazione della banca dati dei quesiti prima dello svolgimento della prova.
Prova scritta:
la prova scritta, distinta per i codici di concorso, consisterà in un test di n. 40 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti, con un punteggio massimo attribuibile di 30 punti, di cui:
a) n. 25 quesiti ripartiti come segue:
– n. 10 quesiti comuni ai codici di concorso, volti a verificare la conoscenza afferente alle seguenti materie: – Elementi di diritto amministrativo, con particolare riferimento al codice dei contratti pubblici, alla disciplina del lavoro pubblico, alla responsabilità dei pubblici dipendenti, alla protezione dei dati personali; – Nozioni di diritto penale, con particolare riferimento ai reati contro la Pubblica Amministrazione; – Codice dell’Amministrazione digitale; – Elementi di diritto dell’Unione europea; – Elementi di contabilità di Stato; – Lingua inglese (livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue); – Conoscenza e uso delle tecnologie informatiche e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché dei programmi informatici più diffusi, di quelli in uso all’amministrazione e di software gestionali utilizzati in relazione ai processi lavorativi di competenza.
– n. 15 quesiti, distinti per ciascun codice di concorso, relativi alle seguenti materie:
Codice 01 – Assistente per la tutela, accoglienza e vigilanza per il patrimonio e i servizi culturali: legislazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (con particolare riferimento a luoghi di lavoro, uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, cantieri temporanei o mobili, segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro); – Nozioni di marketing e comunicazione; – Elementi di diritto del patrimonio culturale e nozioni sul patrimonio culturale; – Struttura e organizzazione del Ministero della cultura;
Codice 02 – Assistente tecnico per la tutela e la valorizzazione: nozioni di archeologia, storia dell’arte, storia della critica d’arte, museologia e museografia; – Metodologie e tecniche dello scavo e della ricerca archeologica anche in ambito subacqueo; – Elementi di diritto del patrimonio culturale e nozioni sul patrimonio culturale;
Presentazione delle domande al concorso:
il candidato dovrà inviare la domanda di partecipazione al concorso esclusivamente per via telematica, autenticandosi con SPID/CIE/CNS/eIDAS, mediante la compilazione del format di candidatura sul Portale unico del reclutamento “inPA”, disponibile all’indirizzo internet https://www.inpa.gov.it/, previa registrazione sullo stesso Portale.Per la partecipazione al concorso deve essere effettuato, a pena di esclusione, il versamento della quota di partecipazione di euro 10,00 (dieci/00) sulla base delle indicazioni riportate sul Portale “inPA”, il candidato deve essere in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) a lui intestato o di un domicilio digitale.
CORSO DI FORMAZIONE
Il materiale a disposizione è suddiviso nelle seguenti macroaree:
Codice dell’amministrazione digitale e delle tecnologie informatiche e della comunicazione;
Decreto legislativo 81/2008;
Disciplina del rapporto di lavoro alle dipendenze della P.A.;
Elementi del Codice – amministrazione digitali – tecnologie informatiche – comunicazione;
Elementi del patrimonio culturale – Codice dei beni culturali – 1;
Elementi del patrimonio culturale – Codice dei beni culturali – 2;
Elementi di diritto del patrimonio culturale – Codice dei beni culturali – Tutela;
Elementi di organizzazione, ordinamento e competenze;
Nozioni generali sul patrimonio culturale italiano;
Ordinamento e competenze del MiC;
Tecniche di risoluzione test attitudinali.
Costi e iscrizioni:
Per gli iscritti FLP e CSE FILAI,parenti e affini, l’accesso al corso prevede un contributo simbolico di € 25,00.
Per i non iscritti alla FLP il costo è pari ad €200,00.
I pagamenti possono essere effettuati tramite bonifico bancario utilizzando il seguente IBAN: IT43V0200809500000420060388 intestato a: Segreteria FlpMiC – Causale: video corso di preparazione al concorso Assistenti MiC.
Per la fruizione del corso sarà necessario disporre di un account Telegram e segnalare la propria adesione con mail al seguente indirizzo: rosario.greco@flp.it
Non appena versato l’importo previsto, si riceverà un link per l’accesso ai contenuti delle lezioni.
Per informazioni:
Rosario Greco cell. 338.8371648 – Laura Caraccio cell. 339.8672666
Il Dipartimento Formazione Universitaria
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Si del Senato AL 2° maxiemendamento, il 30 P.V. voto di fiducia alla camera
Saltano, come da noi richiesto, le penalizzazioni sulle lauree e sulle finestre mobili
Dopo un percorso lungo, complesso e complicato, durato oltre due mesi, il 23 dicembre u.s., con 110 voti a favore, 66 contrari e 2 astenuti, il Senato della Repubblica ha approvato il nuovo maxiemendamento al DDL Bilancio 2026predisposto dal Governo in sostituzione del precedente, arrivato in Commissione Bilancio del Senato solo qualche giorno prima e che aveva innescato una serie di reazioni negative, venute anche dall’interno della stessa maggioranza e segnatamente anche da suoi importanti esponenti, che hanno in un certo modo imposto al Governo una necessaria retromarcia con la riscrittura parziale del testo
Come CSE FLP Pensionati, al momento della presentazione del primo maxiemendamento, avevamo immediatamente denunciato (si veda il nostro precedente Notiziario n. 23 del 17.12.2025) l’ulteriore inasprirsi delle misure in materia previdenziale al solo fine di fare cassaper sostenere il maggior costo della manovra (da 18,7 a 22 mld. €), e questo in ragione delle penalizzazioni presenti in quel testo (penalizzazioni, ai fini della maturazione dei requisiti, per chi sceglie il riscatto della laurea; allungamento delle finestre mobili a partire dal 2032 per le pensioni anticipate ordinarie; introduzione del silenzio-assenso sul TFR per i neoassunti del settore privato).
Contemporaneamente, avevamo richiesto con forza il loro ritiro, in primis della norma che introduceva penalizzazioni sul riscatto della laurea che riduceva la spendibilità dei periodi riscattati toccando così diritti acquisiti. Una posizione critica espressa peraltro anche dalla stessa Presidente Meloni, che in Parlamento aveva manifestato un giudizio molto negativo al riguardo.
Da qui la presentazione a tamburo battente del secondo maxiemendamento da parte del Governo pervenuto in Commissione Bilancio nel pomeriggio del 22 u.s., che recava una nuova, parziale riscrittura della manovra: cancellati la penalizzazione sul riscatto di laurea e l’allungamento delle finestre mobili, mantenuta invece l’introduzione del silenzio-assenso sul TFR per i neoassunti del settore privato dal 1° luglio 2026 è prevista l’adesione automatica ai fondi di pensione integrativa di categoria, con il conferimento del proprio TFR, qualora il lavoratore non esprima entro 60 giorni dalla data di assunzione, una diversa volontà (ad esempio, lasciare il TFR in azienda).
Ma anche per questo secondo maxiemendamento il percorso non è stato agevole, in quanto prima dell’approdo in aula la Commissione Bilancio del Senato ha dovuto stralciare ben cinque norme a rischio di incostituzionalità, di cui una a seguito di specifica sollecitazione del Quirinale, quella che prevedeva il blocco del pagamento degli arretrati a lavoratori “sottopagati” in virtù delle decisioni di un Giudice.
Il voto del 23 u.s. del Senato sul secondo maxiemendamento consente però oggi di poter affermare che siamo oramai di fronte al testo definitivo della manovra, atteso che il prossimo passaggio (voto di fiducia della Camera) è in calendario per il 30 p.v., dopodiché avverrà solo la pubblicazione in GU. entro fine anno.
Ci sarà modo e tempo per procedere a un esame più dettagliato del complesso delle norme, vecchie e nuove, che presiederanno all’accesso al sistema pensionistico nel 2026 e come O.S. lo faremo sicuramente. Quello che possiamo però dire sin da subito è che la sempre agognata meta del collocamento in pensione, dopo tanti e tanti anni di lavoro e di servizio attivo, allo stato delle cose, non sarà di certo più agevole nel prossimo e negli anni a venire rispetto a quanto avvenuto in questi ultimi anni, nei quali si sono progressivamente ridotte le possibilità di pensionamento anticipato e i tempi di collocamento in pensione si sono progressivamente allungati.
È utile ricordare, a tal proposito, che nel 2026 non ci saranno più né “quota 103” né, e la cosa appare ben più grave, “opzione donna”, e che l’unica possibilità di pensionamento anticipato sarà l’APE Social, che comunque di fatto, più cheuna pensione, rappresenta una sorta di assegno ponte, temporaneo e selettivo, riservato ad alcune particolari categorie.
Va inoltre ricordato come la manovra di bilancio preveda anche, dal 2027, una riduzione delle risorse destinate al Fondo per i lavori usuranti e al Fondo per i lavoratori precoci, che negli anni a venire ridurranno ovviamente la possibilità di finanziare queste uscite anticipate.
Siamo però a fine anno, e allora vorremmo concludere con un auspicio in positivo: che il 2026 veda almeno la cancellazione dell’aumento dell’età pensionabile (un mese dal 2027; due mesi dal 2028) varata con la presente manovra di bilancio, di cui ha recentemente parlato anche il Sottosegretario al Lavoro, on. Claudio Durigon.
Vogliamo sperare che, almeno per quanto attiene a questo aspetto, gli impegni delle forze politiche al governo verranno mantenuti, di tempo fortunatamente ce n’è, dal momento che l’aumento dell’età pensionabile entrerà in vigore (primo step) solo a gennaio 2027.
Buon 2026, allora!
Il Coordinamento Nazionale CSE FLP Pensionati
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La Manovra di Bilancio 2026 in vigore dall’1 Gennaio
Pensioni: l’età pensionabile si alza dal 2027; stop a “quota 103” e “opzione donna”; conferma di ape sociale; sul TFS, poche le novità ma in negativo.
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