CONTRATTO FUNZIONI CENTRALI: HANNO AVVELENATO I POZZI!

23 Dic 2017 - Notiziari FLP, Slider

Firmata questa notte da CGIL, CISL, UIL E UNSA la preintesa contrattuale; cancellati anche i diritti fondamentali della persona.
Governo e sindacati firmatari vogliono alimentare la guerra tra lavoratori per quel poco di salario e di diritti che restano!

La FLP da sola ha impiegato quasi tre anni per ottenere la sentenza della Corte Costituzionale che ribadiva il diritto alla contrattazione per i dipendenti pubblici; a Governo e CGIL, CISL, UIL e Confsal-Unsa sono bastate invece poche settimane di (finte) trattative per cancellare – con la firma della notte scorsa – non solo il diritto alla contrattazione, ma anche i diritti fondamentali della persona.

Quelle che stanno spacciando come vittorie sono spaventosi arretramenti sul diritto alla salute, sui diritti salariali e di partecipazione democratica dei lavoratori. Gli articoli peggiorativi, rispetto ai contratti precedenti, sono talmente tanti che per spiegarli tutti siamo costretti a rimandarvi a successivi comunicati tematici.

Vi basti, per ora, sapere che i tanto sbandierati 85 euro di aumento non partono dall’inizio della tornata contrattuale (il 2016) e nemmeno da gennaio 2018 bensì da marzo del prossimo anno. Infatti, a differenza di quanto sbandierato nei mesi scorsi, i soldi per compensare quei lavoratori che per effetto degli “80 euro di Renzi” avrebbero un aumento contrattuale nullo o addirittura negativo, vengono finanziati dagli altri lavoratori. Ma solo fino a fine anno, allorquando il bonus di 80 euro scomparirà anche per loro, come d’incanto.

In compenso, si toglie a tutti i lavoratori, compresi malati cronici, oncologici, dializzati, la possibilità di svolgere controlli e visite diagnostiche in regime di malattia (pur con relativa decurtazione di salario): superate le 18 ore annue dovranno curarsi in ferie o in aspettativa non retribuita. Varate anche misure grazie alle quali i tassi di assenza di pochi si riversano su tutto l’Ufficio sotto forma di minori erogazioni dei premi di produttività, cosa che scatenerà la guerra tra poveri e l’odio nei confronti di puerpere e malati gravi.

Non è un caso il fatto che, per giustificare un contratto così regressivo sul piano dei diritti, i sindacati firmatari siano stati costretti, in totale malafede, a rivendicare come merito quello di non aver cancellato per i dipendenti pubblici l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Viene da dire: ci mancava solo quello!

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