Le date delle udienze dei 5 ricorsi pilota presentati nei tribunali italiani

18 Ott 2017 - Notiziari FLP, Slider

Rientranti nelle iniziative giurisdizionali finalizzate ad ottenere un indennizzo per i mancati rinnovi contrattuali.
LA CGS METTE A DISPOSIZIONE
una diffida
per interrompere i termini di prescrizione

        Sta proseguendo l’azione della CGS finalizzata a far ottenere ai lavoratori che hanno  aderito all’iniziativa del “ricorso alla CEDU” un indennizzo per i mancati rinnovi contrattuali per il periodo 2010 – 2015 (fino al 30 luglio 2015).

       Come già spiegato con una comunicazione personale inviata il 28 giugno scorso a tutti i 25.000 colleghi ricorrenti, nonostante la temporanea battuta d’arresto ricevuta da parte della CEDU che ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati nello scorso mese di giugno, i nostri legali hanno proceduto a depositare 5 ricorsi pilota dinanzi i tribunali nazionali territorialmente competenti di Roma, Napoli, Firenze, Foggia e Ravenna, per i quali sono già state fissate le udienze:

16 novembre 2017   – Foggia R.G. 4347/2017    – giudice: dott. Simonelli

30 novembre 2017   – Roma R.G. 21662/2017    – giudice: dott. Conte

14 dicembre 2017    – Ravenna R.G. 618/2017   – giudice: dott. Bernardi

10 gennaio 2018      – Napoli R.G. 14351/2017   – giudice: dott. Pellecchia

11 aprile 2018         – Firenze R.G. 1785/2017   – giudice: dott. Taiti

       Con questi ricorsi, oltre a formulare le medesime istanze proposte nel ricorso dinanzi la CEDU (la richiesta dell’equo indennizzo per i mancati rinnovi contrattuali) è stata sollevata anche la remissione dei ricorsi dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per violazione, non solo dei principi costituzionali richiamati dalla Consulta nella sentenza di giugno 2016, ma anche della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori adottata nel 1989, le cui disposizioni sono state riprese dal Trattato di Lisbona (art. 151 TFUE) e dalla Carta dei diritti fondamentali UE e sono pertanto direttamente vincolanti per ciascuno Stato membro, ex art. 6 del TFUE.

        L’obiettivo è quello di riportare – tramite le decisioni che emetteranno i giudici italiani – la questione della richiesta dell’indennizzo dinanzi alla stessa CEDU o alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, a meno che sia uno stesso giudice italiano a riconoscere il diritto all’indennizzo disapplicando la sentenza della Corte Costituzionale (ipotesi poco probabile ma non impossibile).

         Siamo consci che la strada sarà lunga ma non demordiamo perché siamo convinti di essere nel giusto e la prova ce la stanno dando altri sindacati che hanno osteggiato fin dal primo giorno la nostra iniziativa, e che ora stranamente si stanno prodigando a far presentare ai lavoratori diffide alle amministrazioni per la richiesta di indennizzi sulla falsariga di quello da noi proposto e depositato alla CEDU.

         Ribadiamo comunque che se oggi tutti possono riparlare di riapertura della contrattazione nel pubblico impiego, questo lo si deve alla FLP, una delle organizzazioni aderenti alla CGS, che ha fatto e vinto il ricorso alla Corte Costituzionale per far dichiarare illegittimo il blocco contrattuale.

Facciamo presente che l’avvio di queste ulteriori azioni giudiziarie da parte nostra, apre la possibilità futura per tutti coloro che non hanno aderito alla nostra iniziativa del ricorso alla CEDU, di poter rivendicare la richiesta dell’indennizzo, se le decisioni dei giudici favoriranno tale possibilità.

         Per coltivare questa possibilità è importante però interrompere i termini di prescrizione per la richiesta dell’indennizzo, e per questo mettiamo a disposizione di tutti i lavoratori un fac-simile di diffida da inviare alla propria amministrazione di appartenenza e al Dipartimento Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e poi da conservare per un uso futuro.

         Per scaricare il fac-simile è sufficiente cliccare sul link http://www.ricorsocgs.it/ e compilare una maschera con i propri dati, che permetterà di ricevere sulla propria e-mail la diffida personalizzata e già pronta per essere spedita.

Ricordiamo invece ai 25.000 colleghi ricorrenti che al momento loro non dovranno fare nulla (se non attendere gli esiti delle ulteriori azioni messe in campo) in quanto già hanno provveduto ad inviare le diffide nei mesi scorsi secondo le istruzioni ricevute dal nostro centro gestionale del ricorso.

 

                                                                        LA SEGRETERIA GENERALE

SCARICA IL MODULO PER LA DIFFIDA
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