Nuovo ordinamento professionale PRESENTATA UNA PRIMA PROPOSTA ARAN

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INIZIA IL CONFRONTO NEL MERITO, MA MOLTO RESTA DA FARE

Nella riunione di oggi della Commissione istituita presso l’Aran per la definizione del nuovo ordinamento professionale del personale delle Funzioni Centrali, l’Aran, dopo il lavoro istruttorio dei mesi scorsi, ha consegnato un’ipotesi di lavoro che è stata oggetto di un primo confronto ed esame.

Come FLP abbiamo apprezzato il metodo e riteniamo il documento un primo contributo per uscire dalle valutazioni generali ed entrare invece nel merito delle questioni, dal momento che riteniamo necessario accelerare i tempi allo scopo di portare sul tavolo dell’imminente rinnovo contrattuale i temi dell’ordinamento professionale e della valorizzazione del lavoro pubblico, senza ulteriori rinvii.

Un lavoro certamente non facile considerato che ci troviamo non solo di fronte a situazioni di partenza in molti casi diverse tra gli ex comparti di contrattazione, confluiti ora nel nuovo, ma anche perché nel frattempo quegli ordinamenti in molti casi segnano il passo a fronte del forte mutamento organizzativo e dei processi lavorativi che sta interessando tutte le nostre Amministrazioni.

Il primo nodo da sciogliere è dunque questo.

Un nuovo ordinamento è necessario sia per riconoscere le professionalità presenti, superando anni di mansionismo e sfruttamento, sia per riconoscere il fatto che il lavoro è cambiato, e le competenze organizzative, professionali e tecniche richieste  non sono più quelle di quindici, venti anni fa.

L’attuale quadro normativo presenta numerosi vincoli che rischiano di rendere quest’operazione difficile o di scarsa valenza. Permangono infatti i limiti sulla possibilità di passaggio tra le aree, oggi previsti solo in forma sperimentale e con scadenza al 31 dicembre 2020, restano gli inaccettabili tagli alle risorse dei Fondi aziendali che impediscono di valorizzare il personale all’interno dell’attuale sistema delle posizioni economiche, viene definito per legge ancora il numero minimo di aree professionali(tre) in cui inquadrare il personale.

E’ necessario quindi agire per rimuovere a monte tali vincoli. Solo in questo modo potremo efficacemente disegnare un modello che possa seppur potenzialmente rispondere alle esigenze di un Paese che chiede una PA sempre più efficiente, capace di erogare servizi di qualità e esigere il rispetto delle regole nell’interesse della collettività.

Queste premesse comunque non ci hanno impedito di ragionare come FLP su un quadro di riferimento, anche graduale, che ponga comunque al centro alcune priorità.

 

  • La prima è quella di riconoscere che all’interno delle Amministrazioni non vi è più un lavoro esclusivamente manuale o ausiliario, e quindi il punto di partenza non può che essere un’Area iniziale di inquadramento che parta dalla ricomposizione dei processi e delle competenze attualmente ascrivibili alla Seconda Area, superando l’attuale Prima Area.
  • La seconda è quella di ricomporre all’interno di un’Area, che possiamo definire dei funzionari, le professionalità che svolgono attività in gran parte coincidenti con i profili iniziali delle terza Area e che invece sono attualmente inquadrate nelle posizioni economiche intermedie e apicali della seconda Area.
  • Un’ulteriore esigenza è quella di riconoscere in modo organico e non episodico, le figure di alta responsabilità, di particolare professionalizzazione, di coordinamento e direzione, oggi lasciate all’interno della Terza area in balia delle scelte discrezionali della Dirigenza, soggette non solo alla precarizzazione delle funzioni, ma anche a retribuzioni non ancorate al livello di responsabilità richiesta, prevedendo una nuova specifica Area Direttiva e delle Alte professionalità in cui inquadrare coloro che svolgono funzioni ascrivibili alle posizioni intermedie e apicali dell’attuale Terza Area.

Se dobbiamo ragionare giocoforza su tre Aree è indubbio che le Aree vanno quindi riscritte, garantendo una dinamica professionale del personale attualmente inquadrato nelle Aree, con  il riconoscimento delle funzioni già svolte.

E la risposta, quindi, non può essere quella prospettata dall’Aran di mantenere le attuali Aree e l’attuale regime delle posizioni organizzative, rivisitandolo sulla falsariga di quanto avvenuto nelle Agenzie fiscali, dove permane comunque tutta le precarizzazione e la discrezionalità che vogliamo superare.

Per quanto concerne le progressioni all’interno delle Aree, ribadiamo che questo non può essere l’unico percorso di valorizzazione professionale. Va quindi ripristinata a regime la possibilità di percorsi di passaggio tre le Aree con il riconoscimento del lavoro svolto e delle professionalità acquisite.

In questi anni il modello basato sulle progressioni economiche, finanziate dal Fondo di amministrazione e sottoposto a rigidità, dettate sia dagli interventi normativi sull’entità dei Fondi, che sui criteri da adottare, ha reso tale strumento difficilmente utilizzabile in futuro, anche per la saturazione di molte posizioni apicali.

   L’ipotesi prospettata dall’Aran nel documento consegnato è quella di differenziare le progressioni su due distinti  binari: il primo ancorato essenzialmente alla professionalità acquisita nel tempo; il secondo basato sul “merito”.

Nel ribadire come FLP che tale strumento per noi resta solo “uno” di quelli da prevedere in materia di riconoscimento “dinamico” delle professionalità, restano da sciogliere i nodi sul finanziamento delle procedure e sulla stessa costruzione delle fasce all’interno delle Aree.

 Così come va approfondito e valutato nel suo complesso il meccanismo proposto, sia per quanto concerne le modalità di riconoscimento del “merito” che sui tempi e le modalità di attivazione del cosiddetto doppio binario, vista la scarsezza di risorse oggi disponibili in contrattazione integrativa per definire gli accordi sulle progressioni economiche.

Tra l’altro le attuali fasce non sono in grado di intercettare tutte le dinamiche (sono limitate nel numero all’interno delle singole Aree), e sono graduate in modo non progressivo dal punto di vista economico, essendosi a suo tempo limitati a “fotografare” in modo automatico il modello preesistente basato su posizioni giuridiche e posizioni super, oggi non più previste all’interno della polifunzionalità delle Aree.

L’ultima questione riguarda l’ordinamento unico per tutto il comparto, oggi ancora in discussione, per la previsione nel CCNL delle Funzioni Centrali della possibilità di istituire sezioni speciali correlate ai vecchi comparti.

E’ evidente che questa scelta, auspicata dall’Aran e da qualche Organizzazione sindacale al tavolo, è percorribile solo se si definisce un nuovo ordinamento che non sia al ribasso. E comunque è chiaro che alcuni aspetti, ove si decidesse di percorrere tale ipotesi, vanno affrontati e risolti.

Oggi per medesime professionalità e funzioni coesistono all’interno delle Amministrazioni del comparto diversi inquadramenti, frutto di CCNL precedenti (EPNE), che ad esempio assimilano alla dirigenza funzioni quale quelle dei professionisti che nei Ministeri e nelle Agenzie fiscali non sono previste nella medesima fattispecie e sono  inquadrate nella terza Area.

E’ evidente che non intendiamo proporre ipotesi al ribasso, ma neanche ipotizzare diversi inquadramenti, all’interno di un nuovo ordinamento unico di comparto !

  In conclusione abbiamo rappresentato al Presidente dell’Aran la nostra volontà non solo di proporre, ma anche di ascoltare, convinti come siamo che il compito della Commissione sia quello di cercare di realizzare una proposta quanto più condivisa, o comunque in cui siano presenti, ove difformi, le diverse posizioni rappresentate, allo scopo di contribuire sia alla predisposizione dell’atto di indirizzo del Governo all’Aran per l’apertura del negoziato sul rinnovo del CCNL, sia all’elaborazione di una proposta sindacale quanto più condivisa e realizzabile possibile.

Ovviamente questo tavolo di confronto non esaurisce l’iniziativa sindacale sul tema, ma si intreccia strettamente con le problematiche relative allo stanziamento economico per fare un CCNL degno di questo nome, ed al confronto con il Governo sulle iniziative da assumere anche a livello parlamentare per ridefinire un ambito ed uno scenario in cui il nuovo ordinamento professionale ed il CCNL siano uno strumento in grado di permettere un cambio di marcia sulle politiche in materia di pubblica amministrazione, riconoscendone il ruolo di fattore di sviluppo e di innovazione del Paese.

Per quanto concerne i lavori della Commissione ci si è aggiornati ad un nuovo incontro che dovrebbe tenersi entro la metà del mese di novembre.

 

                                                                               LA SEGRETERIA GENERALE  FLP

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