Pensioni 2019: prime novità Stop speranze di vita e buonuscita congelata per Quota 100

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Con l’approvazione della Legge di Bilancio in corso di pubblicazione, è stato previsto dal Governo un accantonamento per l’applicazione della cosiddetta Quota 100.

In attesa del decreto che ne spiegherà le modalità operative, corre l’obbligo di dare le prime notizie in materia pensionistica a decorrere dal 1 gennaio 2019, per dare serenità ai ns. iscritti e simpatizzanti.

Intanto, in adempimento della legge Fornero, dal 1.1.2019 si va in pensione di vecchiaia a 67 anni (sono stati aggiunti 5 mesi per l’aumento delle speranze di vita), limite che vale sia per gli uomini che per le donne.

Mentre, per la pensione anticipata relativa all’anzianità di servizio, la nuova normativa prevede che l’incremento del requisito contributivo venga stoppato, anzi cristallizzato, per lavoratori autonomi e privati e si possa continuare ad andare in pensione con 41 anni e10 mesi per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni per i precoci.

Ciò non è previsto per i lavoratori del pubblico impiego che invece per andare in pensione di anzianità di servizio dal 1.1.2019 dovranno maturare i 42 anni e 3 mesi per le donne e 43 anni e 3 mesi per gli uomini.

Ci sarà un unico provvedimento che inserirà, tra l’altro:
– in misura strutturale l’Opzione Donna che prevede il pensionamento in presenza di almeno 35 anni di contributi e almeno 57 anni e 3 mesi di età (58 anni e 3 mesi se autonome). La condizione però è quella di un calcolo solo contributivo di tutta la pensione e quindi con una notevole riduzione della pensione stessa.
– l’APE Social ha chiuso l’efficacia al 31.12.2018, ma sarà prorogata per un altro anno alle condizioni previste dalla vecchia normativa dell’APE Social, e per i lavoratori che stanno nelle condizioni di poterne godere, sarà consentito un anticipo pensionistico a 63 anni e 5 mesi, a patto che nei successivi 3 anni e 7 mesi venga maturato il diritto a pensione.

Per quanto concerne la Quota 100, saremo più precisi dopo l’emissione del decreto. Possiamo intanto dire che la misura avrà durata sperimentale per un triennio e potrà consentire la pensione anticipata con la maturazione della “quota 100” sommando età e contributi, a partire dai 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Le prime uscite per i lavoratori privati sono previste da aprile 2019, mentre per i lavoratori pubblici lo scivolo inizierà da luglio 2019.

Noi riteniamo che le speranze degli statali che vorranno adottare questa misura, saranno “raffreddate” dal fatto che il TFS, cioè la buonuscita, sarà pagato soltanto quando matureranno i requisiti previsti dalla legge Fornero, cioè solo dopo i 67 anni, con le modalità in vigore per somme oltre i 50.000 euro.
Ma aspettiamo il decreto…

IL DIPARTIMENTO POLITICHE PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI

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