Tempi di uscita dal lavoro sempre più lunghi, e assegni pensionistici sempre più ridotti

Il Rendiconto Sociale 2025 dell’INPS ha avuto grande eco sui media, in particolare negli ultimi giorni. Il documento, predisposto dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) – l’organo deputato all’indirizzo strategico e alla vigilanza dell’Istituto – è stato illustrato lo scorso 9 luglio alla Camera dei Deputati dal Presidente Fava, alla presenza della Ministra del Lavoro Calderone.

Il “Rendiconto” annuale offre una panoramica completa sulle attività dell’Istituto previdenziale. Attraverso i dati sulle prestazioni erogate e sulla qualità dei servizi resi agli utenti, il documento fornisce una fotografia chiara dello stato del sistema di welfare nazionale.

Dal documento del CIV emergono due forti criticità, entrambe figlie delle scelte politiche degli ultimi anni. Come CSE FLP Pensionati denuncia da tempo, assistiamo a un progressivo allungamento dell’età pensionabile e a una costante riduzione degli assegni. Una direzione diametralmente opposta rispetto agli impegni elettorali, che promettevano invece di rivalutare le pensioni e anticipare i tempi di uscita dal mondo del lavoro.

Ma il “Rendiconto” del CIV evidenzia anche altri dati di grandissimo interesse. In materia previdenziale:

  • nel 2025 i pensionati INPS erano 15.435.694, rispetto ai 15.765.032 del 2022, con più donne (8.009.302 a fronte 7.426.392 uomini) e con età media di pensionamento pari a 64,1 per gli uomini e 65,4 per le donne; tra il 2022 e il 2025 la media di uscita è salita di un anno per le donne (di più al Nord che al Sud) e di quattro decimi per gli uomini; inoltre, ci vogliono meno anni per raggiungere le pensioni anticipate nel Nord, dove le carriere sono più solide e continue, e meno nel Sud dove c’è più lavoro discontinuo, part-time involontario e buchi contributivi;

  • le pensioni liquidate nel 2025 sono state pari a n. 834.658, rispetto alle 861.949 del 2024 e 878.369 del 2022, con un calo verosimilmente dovuto alle minori possibilità di accesso alla pensione introdotte in questi anni;

  • “Opzione Donna” scende nel 2025 a 3.860 beneficiarie rispetto alle 26.427 del 2022, con una riduzione dell’85%, mentre le pensioni liquidate con le varie “quote” arrivano a 5.643 a fronte dei 112.982 accessi del 2021;

  • con riferimento agli assegni medi nelle pensioni di vecchiaia, la differenza tra uomini e donne arriva al 45% in meno per le donne, il che conferma la fragilità delle carriere femminili ai fini previdenziali, legata a retribuzioni più basse, insieme a maggiori periodi di discontinuità lavorativa e minore accumulo contributivo; inoltre, sempre con riferimento agli assegni di vecchiaia degli uomini, emerge una situazione di progressiva riduzione degli importi erogati tra vecchie e nuove pensioni (-16%), segno evidente dell’impatto del contributivo;

Per quanto attiene invece alle prestazioni assistenziali, questi i dati che riteniamo più interessanti:

  • le domande accolte di Assegno di Inclusione sono 723.778 e quelle di Supporto per la Formazione e il Lavoro SFL) sono 119.476, complessivamente inferiori comunque alle 1.039.700 prestazioni di Reddito e Pensione di cittadinanza erogate nel 2022 secondo il confronto riportato dallo stesso CIV nel proprio documento, con accesso più selettivo, una platea ridotta e controlli più legati alla condizione familiare, reddituale e lavorativa;

  • erogate 2.435.704 prestazioni di Indennità di Accompagnamento e 1.067.436 di Invalidità Civile, con tempi medi per le visite attestati a 125 gg., mentre per la gestione amministrativa servono in media 15 giorni.

Infine, altri dati presenti nel “Rendiconto 2025” che riteniamo interessanti sono i seguenti:

  • sul versante ispettivo, INPS ha operato n. 8.311 ispezioninel 2025 rispetto alle 9.701 del 2024, con riscossioni da recupero crediti che salgono da 7 a 9 miliardi di euro;

  • sul fronte del personale, i dipendenti INPS 2025 sono stati pari a n. 24.521 rispetto alle 25.344 del 2024 e alle 26.687 del 2023, dunque sempre meno personale come la nostra O.S. di settore denuncia da tempo;

  • sul fronte del contenzioso amministrativo e giudiziario, viene evidenziata una minore giacenza;

  • infine, sul fronte dei servizi viene evidenziata una maggiore rapidità erogazione di pensioni e ammortizzatori sociali e contestualmente una minore rapidità in ordine all’invalidità civile.

Questi, in estrema sintesi, i dati più importanti del “Rendiconto sociale INPS 2025. Quali conclusioni trarre?

In occasione della presentazione della sua relazione di fine mandato, il Presidente del CIV INPS Roberto Ghiselli ha rilasciato dichiarazioni riprese anche dalla stampa nazionale. Pur escludendo allarmismi sulla tenuta dell’Istituto, Ghiselli ha sottolineato l’urgenza di una verifica del sistema previdenziale a trent’anni dalla riforma Dini. Tra i temi centrali c’è la necessità di dare stabilità all’impianto, superando decenni di interventi temporanei e proroghe. Il Presidente ha inoltre evidenziato come la previdenza complementare non sarà risolutiva per i giovani, penalizzati da lavori discontinui e bassi redditi. Infine, ha chiesto di riequilibrare il continuo aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita – poiché la sostenibilità è già garantita dai coefficienti di trasformazione – e di riaprire il dossier su lavoro di cura, donne, mestieri gravosi e, non ultime, le nuove generazioni.

Ebbene, come CSE FLP Pensionati, ci ritroviamo alquanto nei contenuti di questa dichiarazione, e confidiamo che le Forze Politiche, a fattor comune, prestino adeguata attenzione a queste riflessioni.

Il Coordinamento Nazionale CSE FLP Pensionati

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