Nuova riunione al Ministero del Lavoro del Tavolo per il contrasto al caporalato nella sua nuova composizione.

L’incontro, che si è svolto nel pomeriggio del 19 febbraio 2026, è stato presieduto dal Capo di Gabinetto del Ministero Consigliere Mauro Nori, ed ha visto la partecipazione di tutti gli attori coinvolti, sia di parte istituzionale che di parte sociale.

Dopo l’esame e la valutazione delle iniziative portate avanti nei mesi scorsi, che in qualche caso hanno mostrato evidenti criticità come, purtroppo, il parziale utilizzo delle risorse derivanti dal PNRR per la realizzazione delle opere per l’accoglienza di tali lavoratori, sono state presentate contestualmente anche le nuove linee di attività.

In particolare è stato precisato come la riunione si sia svolta a seguito dell’introduzione di modifiche normative che hanno previsto la stabilizzazione del Tavolo stesso, ben oltre gli originari 3 anni previsti alla sua istituzione e poi prorogati di un ulteriore triennio.

Di rilevo è anche l’istituzione, presso il Ministero del lavoro, del Sistema informativo per la lotta allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, che permetterà di sviluppare la condivisione dei dati tra amministrazioni centrali e livelli regionali per dare priorità e concentrare gli interventi di contrasto al caporalato nelle aree più esposte al fenomeno.

Infine è da segnalare la previsione normativa dell’introduzione nel Testo unico dell’Immigrazione del permesso di soggiorno per gli stranieri vittime di sfruttamento lavorativo, per tutelare le vittime dello sfruttamento lavorativo permettendo un percorso di reinserimento socio-lavorativo in condizioni di legalità e sicurezza.

La CSE partecipa da tempo al Tavolo per il contrasto al caporalato, pur riconoscendo l’impegno profuso da tutti gli attori istituzionali, ritiene ormai ineludibile che l’azione di studio, di ricerca e di analisi svolta egregiamente in questi anni, sia però ora accompagnata da una più incisiva azione sul campo, mediante la piena sinergia tra le diverse Amministrazioni interessate con interventi programmati e mirati che, partendo dalla disponibilità dei dati ormai presenti nei sistemi informativi , permetta un significativo incremento dell’efficacia delle azioni di contrasto a questo odioso sfruttamento del lavoro e della dignità umana.

Prendiamo atto con soddisfazione, quindi, e lo riteniamo di buon auspicio per il prosieguo dei lavori, l’impegno dei vertici istituzionali, ribadito nel comunicato finale “volto alla definizione di una nuova strategia nazionale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura che chiami a raccolta mezzi ed energie per intensificare la lotta al caporalato, mettendo sempre più al centro la qualità e la dignità del lavoro e la diffusione di una cultura della legalità”.

La Segreteria Generale CSE

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