UN’OCCASIONE PERSA PER AMMODERNARE LA PA E RIFORMARE LE CARRIERE DEI DIPENDENTI PUBBLICI Tutto demandato a una Commissione paritetica di cui la FLP farà parte, ma che sa di presa in giro per guadagnare tempo. Intanto i problemi si accumulano.
La revisione dell’ordinamento professionale è una delle grandi occasioni perdute dai firmatari della preintesa di CCNL firmata il 23 dicembre per dare un segnale di attenzione nei confronti dei lavoratori.
A distanza di quasi dieci anni dall’ultimo contratto, sono stati messi assieme tre comparti con storie abbastanza diverse e non si è fatto nulla né per omogeneizzare i diversi sistemi professionali presenti negli ex-comparti del Parastato, dei Ministeri e delle Agenzie Fiscali né per immaginare un nuovo ordinamento che potesse andare bene per un’amministrazione centrale moderna ed efficiente e per lavoratori che vorrebbero finalmente anche minimi sbocchi di carriera.
I problemi sono tanti sia nelle qualifiche medio-basse – bloccate per il combinato disposto della Legge Brunetta e del blocco degli stipendi – sia tra le altre professionalità, prive di riconoscimenti e soprattutto di carriere che diano loro prospettive reali di crescita.
L’articolo 12 della preintesa rinvia qualunque ragionamento in merito ad una Commissione Paritetica che dovrebbe avviarsi 30 giorni dopo la firma definitiva del CCNL (quindi minimo a marzo) e dovrebbe terminare i suoi lavori entro maggio, consegnando alla contrattazione proposte riguardanti le tante questioni demandate. Se va bene, un mese e mezzo di lavoro, nel quale certamente non si farà in tempo a fare granché; se va male e non si rispettano i tempi, invece, il rischio è che si arrivi a fine anno e si rimandi tutto, a quel punto, alla prossima tornata contrattuale.
Quel che è certo è che un contratto che i lavoratori aspettano da dieci anni e non affronta il problema principale degli ordinamenti professionali non è degno nemmeno di essere definito tale.
Attualmente, negli ex-comparti delle funzioni centrali la curva dei salari è quasi piatta per più del 95 per cento dei lavoratori, il che vuol dire che si entra in amministrazione con uno stipendio e si va in pensione con uno stipendio di poco superiore a quello di entrata. Non sono previste aree e/o figure intermedie tra gli impiegati, i funzionari e la dirigenza salvo che nel Parastato, nel quale comunque l’area dei Professionisti non riesce minimamente ad intercettare tutte le figure altamente professionalizzate e a dare i riconoscimenti che queste meriterebbero.
Ciò che non è stato fatto in dieci anni si dovrebbe fare in un mese e mezzo. Permetteteci di dubitare che questo succeda e di pensare invece che i firmatari stiano semplicemente prendendo tempo senza avere il coraggio di confessarlo ai lavoratori.
Un’occasione persa non solo per dare ai lavoratori pubblici, sempre più professionalizzati e specializzati, speranze di carriera, ma anche di ammodernare la macchina amministrativa e renderla più efficiente.
La FLP, a prescindere dai lavori della “Commissione” ribadirà le proprie proposte già del resto formalizzate in questi mesi nei quali, lo ricordiamo, eravamo stata l’unica Organizzazione sindacale a presentare una vera e propria piattaforma contrattuale su un nuovo ordinamento professionale:
Svuotamento della prima area professionale;
Possibilità per coloro che oggi sono apicali di fare progressioni economiche aggiungendo almeno una posizione economica per area professionale;
Ridisegno delle attuali aree professionali con l’individuazione organica delle attività, allo scopo di superare l’attuale frammentarietà dei processi lavorativi allo scopo di dare una risposta al mansionismo di questi anni;
Creazione di un’area per quadri e professionisti che riconosca in modo tangibile tutte le alte professionalità presenti nel comparto e non solo le poche che oggi sono riconosciute negli enti del parastato;
Disciplinare contrattualmente le posizioni organizzative speciali previste per legge in alcuni settori;
Disciplinare nel contratto le procedure di passaggio da un’area all’altra che l’articolo 22 del Decreto legislativo 75/2017 (c.d. Decreto Madia) ha reso di nuovo possibili nella misura del 20 per cento dei piani dei fabbisogni.
Continuiamo a essere del parere che molti problemi potevano trovare agevoli soluzioni se solo fossero stati usati bene i tanti mesi passati dall’apertura delle trattative a una frettolosa e insensata chiusura del CCNL che, allo stato, contiene esclusivamente sottrazioni di diritti e pressoché nessun miglioramento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori.
Le carenze di questo contratto, anche riguardo alla mancata riforma degli ordinamenti professionali, si rifletteranno non solo sull’efficienza delle amministrazioni centrali, ma anche sulla motivazione dei lavoratori, fermi in una palude senza possibilità di vedere riconosciute le proprie abilità professionali.
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La Segreteria Generale FLP
(Il servizio è attivo già da oggi ed è riservato ai lavoratori iscritti)
Con il nostro notiziario FLP del 16 novembre scorso, nel dare puntuale informazione sulla vicenda dei mancati versamenti dei contributi previdenziali da parte delle amministrazioni e del rinvio dell’applicazione dei termini prescrizionali al 1 gennaio 2019, annunciammo che entro il mese di gennaio avremmo attivato un servizio di assistenza specifico per aiutare i lavoratori nella verifica delle loro posizioni previdenziali e per l’eventuale aggiornamento.
Con il presente comunicato diamo notizia proprio di questo.
Presso la nostra sede nazionale confederale di Roma sita in via Aniene, 14 è attivo da oggi il servizio di assistenza messo a punto dalla nostra Confederazione “I MIEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI”, al quale si potranno rivolgere i lavoratori iscritti alla FLP per poter verificare la propria posizione previdenziale presso l’INPS (richiesta e produzione dell’estratto conto contributivo) e per la eventuale successiva procedura di comunicazione / aggiornamento della posizione.
I lavoratori iscritti FLP in servizio a Roma e dintorni, potranno recarsi anche di persona presso la nostra sede previo appuntamento con uno dei nostri responsabili, chiamando al numero telefonico: 0642000358.
I lavoratori iscritti FLP in generale, potranno comunque avvalersi del servizio inviando una specifica mail a: patronato@cse.cc.
Per avvalersi del servizio è importante presentare (o far pervenire) presso la nostra sede la “delega” (che trovate in allegato al presente notiziario) compilata e sottoscritta in originale con la quale viene conferito il mandato ai nostri responsabili per poter operare sul portale INPS per in nome e per vostro conto.
ATTENZIONE! – E’ POSSIBILE SVOLGERE AUTONOMAMENTE LE VERIFICHE E GLI AGGIORNAMENTI
Facciamo presente comunque – e questo lo diciamo sia ai lavoratori nostri iscritti che a tutti gli altri -, che è possibile svolgere autonomamente in modo agevole le operazioni di verifica e di eventuale successivo aggiornamento della propria posizione contributiva.
In questi due mesi appena trascorsi, abbiamo sperimentato sul campo le possibilità offerte dal sistema informatico INPS.
Alcuni nostri colleghi di differenti Amministrazioni in possesso del PIN personale (precedentemente richiesto e attribuito dall’INPS) hanno potuto verificare sul sito internet INPS la propria posizione previdenziale, hanno inviato una richiesta telematica e hanno ottenuto successivamente la risposta da parte dell’INPS di avvenuto aggiornamento della loro posizione contributiva in tempi abbastanza rapidi.
Chiunque potrà chiedere chiarimenti sull’esatta procedura da utilizzare inviando una semplice email al nostro servizio di assistenza “I MIEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI” che fornirà le indicazioni del caso.
Confidiamo nel massimo impegno delle nostre strutture sindacali per dare il giusto risalto alla predetta iniziativa.
Cordiali saluti La Segreteria Generale FLP
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Viste le finte consultazioni dei lavoratori che si stanno svolgendo in questi giorni, raccogliamo il nostro dissenso di lavoratori firmando una diffida e recapitiamoglielo
Non in nostro nome! I firmatari della preintesa contrattuale del 23 dicembre sanno già che non possono firmare il contratto definitivo a nome della maggioranza dei lavoratori, che hanno compreso in tutta la sua pericolosità e ritengono pessimo un contratto che CGIL, CISL, UIL, UNSA (e forse Intesa) si avviano a firmare comunque.
Infatti, dopo settimane di latitanza, sono iniziate qua e là sparute forme di (finta) consultazione dei lavoratori, che si tengono spesso nelle sedi sindacali o in sedi esterne (e lontane) dagli uffici, in modo da scoraggiare la partecipazione, o in modo semiclandestino o ancora presentandosi ai lavoratori già con la scusa pronta, la quale solitamente è: “SI, non è il massimo, ma questo siamo riusciti ad ottenere. Accontentatevi, è meglio di niente”.
Ebbene, noi non abbiamo alcuna voglia di accontentarci, dopo oltre otto anni di blocco contrattuale meritavamo aumenti degni di questo nome e riconoscimenti maggiori del nostro lavoro e della nostra professionalità anziché rinvii e compressione dei nostri diritti, anche costituzionali.
D’altronde, non per caso, le forme di consultazione di cui parlavamo si stanno svolgendo senza l’ombra di un’urna nella quale infilare una scheda ed esprimere il proprio voto e, nella maggior parte dei casi, senza nemmeno una votazione, perché hanno paura di “andare sotto” anche davanti ad assemblee di pochi intimi.
In verità stanno aspettando soltanto, stancamente, che la Corte dei Conti dia il via libera in modo da interrompere anche questo simulacro di consultazione e procedere all’atto irrevocabile, la firma del contratto definitivo.
Che abbiano compreso perfettamente di aver firmato un pessimo contratto è certo, tanto che alle contestazioni dei sindacati che non lo hanno firmato non rispondono mai nel
merito, ma con volantini nei quali cercano solo di delegittimare l’interlocutore, scrivendo che tanto firmerà dopo, che tanto ha firmato di peggio e altre fantasie che esistono solo nella loro immaginazione.
E allora diamogliela noi lavoratori una prova di democrazia, mettiamoci la faccia, il nome il cognome e la firma e dimostriamo loro con i fatti che il loro contratto è pessimo e non lo vogliamo!
Allegato a questo notiziario troverete un modulo con il quale raccogliere ufficio per ufficio le firme, con tanto di nomi e cognomi, perché loro le consultazioni le fanno senza pubblicare numeri (che non hanno) mentre noi, i lavoratori pubblici, la nostra indignazione la vogliamo esprimere a viso aperto!
C’è poco tempo e non sappiamo se servirà, ma pensiamo che come lavoratori pubblici non possiamo esimerci dal dimostrare che noi la democrazia la vogliamo praticare nella realtà e non a chiacchiere. Se vorranno far finta di niente, se firmeranno lo stesso, devono almeno sapere che non potranno farlo in nostro nome!
UN’OCCASIONE PERSA PER AMMODERNARE LA PA E RIFORMARE LE CARRIERE DEI DIPENDENTI PUBBLICI Tutto demandato a una Commissione paritetica di cui la FLP farà parte, ma che sa di presa in giro per guadagnare tempo. Intanto i problemi si accumulano. La revisione dell’ordinamento professionale è una delle grandi occasioni perdute dai firmatari della preintesa di CCNL […]
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