Mercoledì 20 dicembre 2017 dalle ore 09.00
Presso la sede FLP Roma – Via Aniene 14 – piano 1 (zona piazza Fiume)
Costo per gli iscritti e loro familiari € 400.00
MODALITA’ DI PAGAMENTO:

 ACCONTO ALL’ISCRIZIONE:  200,00 con bonifico bancario:  Banca Popolare di Novara Filiale di Napoli Via De Pretis, Causale: (b2 ROMA) Iban : IT90W0503403402000000004980;

SALDO:  € 200,00 il giorno dell’esame in contanti.

Allega: – copia documento di riconoscimento in corso di validità (no patente Europea);

           – copia del bonifico di pagamento

           – copia iscrizione FLP – CSE

Per partecipare alla prova, è necessario inviare la scheda di iscrizione (scaricabile dal sito www.flp.it) e gli allegati all’indirizzo email: laurea@flp.it .

La prova è riservata ad un numero limitato di persone, pertanto, si consiglia di affrettare l’iscrizione.

IL DIPARTIMENTO PER LA FORMAZIONE UNIVERSITARIA
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Modulo iscrizione B2 Inglese

Rientranti nelle iniziative giurisdizionali finalizzate ad ottenere un indennizzo per i mancati rinnovi contrattuali.
LA CGS METTE A DISPOSIZIONE
una diffida
per interrompere i termini di prescrizione

        Sta proseguendo l’azione della CGS finalizzata a far ottenere ai lavoratori che hanno  aderito all’iniziativa del “ricorso alla CEDU” un indennizzo per i mancati rinnovi contrattuali per il periodo 2010 – 2015 (fino al 30 luglio 2015).

       Come già spiegato con una comunicazione personale inviata il 28 giugno scorso a tutti i 25.000 colleghi ricorrenti, nonostante la temporanea battuta d’arresto ricevuta da parte della CEDU che ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati nello scorso mese di giugno, i nostri legali hanno proceduto a depositare 5 ricorsi pilota dinanzi i tribunali nazionali territorialmente competenti di Roma, Napoli, Firenze, Foggia e Ravenna, per i quali sono già state fissate le udienze:

16 novembre 2017   – Foggia R.G. 4347/2017    – giudice: dott. Simonelli

30 novembre 2017   – Roma R.G. 21662/2017    – giudice: dott. Conte

14 dicembre 2017    – Ravenna R.G. 618/2017   – giudice: dott. Bernardi

10 gennaio 2018      – Napoli R.G. 14351/2017   – giudice: dott. Pellecchia

11 aprile 2018         – Firenze R.G. 1785/2017   – giudice: dott. Taiti

       Con questi ricorsi, oltre a formulare le medesime istanze proposte nel ricorso dinanzi la CEDU (la richiesta dell’equo indennizzo per i mancati rinnovi contrattuali) è stata sollevata anche la remissione dei ricorsi dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per violazione, non solo dei principi costituzionali richiamati dalla Consulta nella sentenza di giugno 2016, ma anche della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori adottata nel 1989, le cui disposizioni sono state riprese dal Trattato di Lisbona (art. 151 TFUE) e dalla Carta dei diritti fondamentali UE e sono pertanto direttamente vincolanti per ciascuno Stato membro, ex art. 6 del TFUE.

        L’obiettivo è quello di riportare – tramite le decisioni che emetteranno i giudici italiani – la questione della richiesta dell’indennizzo dinanzi alla stessa CEDU o alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, a meno che sia uno stesso giudice italiano a riconoscere il diritto all’indennizzo disapplicando la sentenza della Corte Costituzionale (ipotesi poco probabile ma non impossibile).

         Siamo consci che la strada sarà lunga ma non demordiamo perché siamo convinti di essere nel giusto e la prova ce la stanno dando altri sindacati che hanno osteggiato fin dal primo giorno la nostra iniziativa, e che ora stranamente si stanno prodigando a far presentare ai lavoratori diffide alle amministrazioni per la richiesta di indennizzi sulla falsariga di quello da noi proposto e depositato alla CEDU.

         Ribadiamo comunque che se oggi tutti possono riparlare di riapertura della contrattazione nel pubblico impiego, questo lo si deve alla FLP, una delle organizzazioni aderenti alla CGS, che ha fatto e vinto il ricorso alla Corte Costituzionale per far dichiarare illegittimo il blocco contrattuale.

Facciamo presente che l’avvio di queste ulteriori azioni giudiziarie da parte nostra, apre la possibilità futura per tutti coloro che non hanno aderito alla nostra iniziativa del ricorso alla CEDU, di poter rivendicare la richiesta dell’indennizzo, se le decisioni dei giudici favoriranno tale possibilità.

         Per coltivare questa possibilità è importante però interrompere i termini di prescrizione per la richiesta dell’indennizzo, e per questo mettiamo a disposizione di tutti i lavoratori un fac-simile di diffida da inviare alla propria amministrazione di appartenenza e al Dipartimento Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e poi da conservare per un uso futuro.

         Per scaricare il fac-simile è sufficiente cliccare sul link http://www.ricorsocgs.it/ e compilare una maschera con i propri dati, che permetterà di ricevere sulla propria e-mail la diffida personalizzata e già pronta per essere spedita.

Ricordiamo invece ai 25.000 colleghi ricorrenti che al momento loro non dovranno fare nulla (se non attendere gli esiti delle ulteriori azioni messe in campo) in quanto già hanno provveduto ad inviare le diffide nei mesi scorsi secondo le istruzioni ricevute dal nostro centro gestionale del ricorso.

 

                                                                        LA SEGRETERIA GENERALE

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Stamani si è riunito all’Aran il primo tavolo tematico istituito per il rinnovo del CCNL delle Funzioni centrali con all’odg il rapporto di lavoro.

Circa 9 anni di blocco contrattuale e di interventi legislativi unilaterali hanno peggiorato il quadro di tutele e di garanzie per i lavoratori pubblici.

Per la FLP, ha dichiarato Marco Carlomagno Segretario generale della Federazione, il rinnovo del contratto deve essere l’occasione non solo per armonizzare il quadro di riferimento attuale, ma anche per aumentare le garanzie e le tutele del lavoro pubblico, sempre più in questi anni impoverito, precarizzato e penalizzato.

Appare singolare, prosegue Carlomagno, che con puntualità svizzera mentre si inizia a discutere di contratto, vengono invece rilanciate nuove campagne denigratorie che offendono milioni di lavoratori.

Rispediremo al mittente ogni ipotesi di peggiorare il quadro normativo esistente, come temiamo possa essere nelle intenzioni delle controparti, che pare vogliono limitarsi a recepire in sede negoziale tutte le norme in questi anni approvate unilateralmente,  come seppur parzialmente è già emerso oggi dalla bozza di lavoro presentata dall’Aran in materia di forte  limitazione dei permessi ex legge 104.

Contrasteremo con ogni mezzo, conclude Carlomagno, la scellerata strategia di chi pensa incredibilmente dopo 9 anni di chiudere un contratto senza risorse, senza riconoscimenti professionali e con meno diritti e tutele per il personale.

Bisogna fare presto e bene. Gli approfondimenti vanno bene, ma non debbono essere momenti dilatori o distrattivi. Senza garanzie precise sulle risorse disponibili e sull’impianto complessivo del contratto i tavoli tematici allontano e non avvicinano l’obiettivo che vogliamo con forza raggiungere.

 

 Roma, 31 agosto 2017

L’UFFICIO STAMPA

Roberto Sperandini  393 9305174

    Roberto Cefalo          393 9256069

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LA CSE CHIEDE CHE VENGANO STANZIATE RISORSE ECONOMICHE ADEGUATE
Chi pensava che la riunione del 28 agosto potesse segnare un passo avanti nel negoziato per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego è stato smentito.

Anzi possiamo dire che si è fatto invece un passo indietro, dichiara Marco Carlomagno, Segretario generale della CSE, confederazione maggiormente rappresentativa nei comparti del pubblico impiego.

Le tabelle presentate dall’Aran ad inizio riunione sull’impatto dei “benefici contrattuali” rispetto al bonus fiscale degli 80 euro a suo tempo erogato dal Governo, dimostrano come le scarse risorse finora stanziate rischiano da un lato di penalizzare chi può perdere il bonus con il misero aumento contrattuale disponibile e d’altro canto, ove si volesse evitare tale kafkiana situazione, vi sarebbe un’ ulteriore riduzione  delle già esigue risorse disponibili per tutta l’altra platea dei lavoratori pubblici.

La dimostrazione lampante di come l’accordo preelettorale del 30 novembre 2016, sottoscritto frettolosamente da CGIL, CISL e UIL alla vigilia del referendum, sia stato solo un bluff e che al momento non vi sono risorse per rinnovare i contratti, dopo più di 8 anni di blocco.

La CSE nel suo intervento ha chiesto al Presidente dell’Aran di farsi parte attiva con il Governo per trovare risorse aggiuntive atte a risolvere questioni che non sono precipuamente contrattuali, come la defiscalizzazione degli 80 euro, e per garantire l’estensione al pubblico della defiscalizzazione dei fondi di produttività e degli istituti necessari per l’attivazione del welfare aziendale, come già previsto per il privato e da alcuni atti di indirizzo dei comparti pubblici.

Per fare i contratti ci vogliono risorse economiche adeguate, e queste vanno reperite da subito all’interno della prossima legge di stabilità, le cui linee di indirizzo vanno approvate entro settembre.

In mancanza di segnali precisi dalle controparti non potremo che chiamare alla mobilitazione i circa tre milioni di lavoratori pubblici che da troppi anni si vedono negare dignità e diritti, conclude Carlomagno.

Roma, 28 agosto 2017

L’Ufficio stampa CSE

Roberto Sperandini   393 9305174

Roberto Cefalo    393 9256059

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