valido per gli iscritti nell’Albo dei revisori legali
Il Dipartimento per la Formazione Universitaria della CSE – Confederazione Indipendente Sindacati Europei, comunica ai propri iscritti che sono aperte le iscrizioni al corso di Formazione , ” Deontologia professionale ed indipendenza”. Il corso è erogato in collaborazione con l’Istituto Universitario Academy School, ente convenzionato con la nostra organizzazione, ed è valido per la formazione dei revisori legali dei conti.
Il corso è inserito nel piano formativo 2018 e riguarda le materie caratterizzanti (gruppo A), sarà tenuto dal Prof. Loris Landriani, Professore Associato di Revisione Aziendale Università Parthenope di Napoli presso la sede dello IUM ACADEMY SCHOOL -NAPOLI, Piazza N. Amore, 6 nelle seguenti modalità:
Date: 20 -21 – 22 Dicembre 2018
Orari: 20 /21 Dicembre dalle ore 14.00 alle ore 20.00
22 Dicembre dalle ore 09.00 alle ore 17.00
Durata: 20 ore
Crediti formativi: 20
La partecipazione al corso consentirà di acquisire fino a n. 20 CF validi per la formazione obbligatoria dei revisori legali, previo superamento del test finale (20 domande con il 75% delle risposte esatte).
Il costo agevolato per gli iscritti alla CSE-FLP è pari ad euro 200,00.
Per qualsiasi altra info, inviare una email all’indirizzo laurea@flp.it o telefonare al numero fisso 06 42000358.
DIPARTIMENTO PER LAFORMAZIONE UNIVERSITARIA
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Nella mattinata di ieri, presso la Commissione Lavoro Pubblico, Privato e Previdenza Sociale del Senato si è svolta un’audizione delle Confederazioni del Pubblico Impiego relativamente al Disegno di Legge n. 920, “DDL CONCRETEZZA”, recante, appunto, interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo.
L’audizione è stata presieduta dalla Presidente, Senatrice Catalfo, che ha tratteggiato le caratteristiche del provvedimento in esame per lasciare poi la parola alle Parti Sociali.
La nostra Confederazione, nel suo intervento, ha dato atto al Ministro Bongiorno di aver previsto nella manovra di bilancio il percorso per avviare la nuova stagione contrattuale, contrariamente a quanto avvenuto negli anni scorsi, quando solo a seguito del nostro ricorso e della decisione della Corte Costituzionale si è potuto riprendere a discutere di rinnovo dei contratti pubblici, dopo circa otto anni di blocco, e ha manifestato apprezzamento per il nuovo impulso dato al rilancio delle politiche occupazionali nel lavoro pubblico.
Ma per quanto concerne alcuni aspetti del DDL in discussione abbiamo manifestato critiche e osservazioni sia di carattere generale sia nel merito dell’articolato.
Nello specifico, le osservazioni della nostra Confederazione si sono incentrate sull’articolo 1, quello relativo al Nucleo della Concretezza, una nuova struttura incardinata nel Dipartimento della Funzione Pubblica che dovrebbe svolgere visite ispettive e sopralluoghi sul territorio nazionale tesi a verificare l’incremento della produttività ed il buon funzionamento della macchina amministrativa.
La CSE ha richiamato l’attenzione sull’esistenza di strutture già deputate a tali problematiche che sono state già oggetto di un rafforzamento anche di ruolo istituzionale in occasione delle recenti modifiche apportate al decreto legislativo 165/2001.
Non abbiamo bisogno di nuove norme e nuove strutture, piuttosto appare necessario far funzionare quelle esistenti, coordinarle e razionalizzarle.
Le Pubbliche amministrazioni sono diverse per compiti e funzioni. Le innovazioni, il miglioramento della qualità delle prestazioni rese e della produttività interna vanno definite dal “basso”, coniugando i processi di riforma e riorganizzazione interna con la definizione di nuovi processi, una formazione diffusa, il rilancio della motivazione e del senso di appartenenza, l’implementazione e l’interoperabilità delle banche dati, il dialogo e la sinergia tra le Amministrazioni.
Il cambiamento deve essere condiviso e guidato, non basta pensare di imporlo per legge o decreto, o con visite ispettive. La Funzione Pubblica a nostro parere può e deve giocare un ruolo importante in questo processo, abbandonando però logiche centralistiche e strumenti superati.
Per quanto attiene l’articolo 2, relativo alle nuove Misure di Contrasto all’assenteismo, la nostra Confederazione ha confermato il proprio dissenso sulla introduzione di nuove forme e sistemi di controllo che dovrebbero essere caratterizzate dalla cosiddetta verifica biometrica dell’identità dei lavoratori pubblici. Per la CSE, i lavoratori pubblici non devono più essere destinatari di una ulteriore “caccia alle streghe”, che ha caratterizzato l’azione politica e mediatica dei precedenti Governi; giova ricordare infatti gli attuali percorsi di carattere disciplinare, recepiti nei recenti contratti di lavoro dei comparti del Pubblico Impiego, anch’essi precedentemente rafforzati in sede di modifiche del 165/2001, che sono più che sufficienti per affrontare tale problematica.
Il fenomeno dell’assenteismo è in netta discesa e la produttività non è direttamente correlata alla mera presenza. Per noi vanno colpiti senza se e senza me coloro che non rispettano le regole e il patto contratto con i cittadini in quanto dipendenti pubblici al servizio della Nazione. Ma le azioni da porre in essere per aumentare la qualità del lavoro e il rispetto dei cittadini e degli utenti sono altre. Innovazione, rafforzamento del senso si appartenenza, formazione, partecipazione, sviluppo professionale.
Il terzo articolo del DDL “Concretezza” su cui si sono incentrate le nostre osservazioni riguarda l’adeguamento dei fondi destinati al trattamento economico accessorio del personale dipendente. A nostro avviso occorre superare ogni tipo di blocco per quanto attiene l’utilizzo di tali fondi e questo in ragione del fatto che, negli anni, ed in assenza di rinnovi contrattuali, è proprio con il trattamento accessorio che è stato possibile attivare le progressioni interne alle aree, pagare le posizioni organizzative, elevare seppure minimamente la condizione economica dei dipendenti; e tutto questo nell’ambito di risorse già rese disponibili e verificate compatibili dalle singole amministrazioni anche in ragione di risparmi di gestione ed altri percorsi di riorganizzazione interne.
L’ultimo articolo su cui abbiamo posto le nostre osservazioni, l’articolo 4 del DDL, è caratterizzato da misure per accelerare assunzioni mirate e il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione attraverso la copertura del 100% dei cessati. Senza ombra di dubbio un passo in avanti rispetto al passato ma ancora insufficiente per i bisogni di una Pubblica Amministrazione che rispetto alle altre “sorelle” europee risulta sotto il livello di guardia. Abbiamo segnalato che nonostante l’impegno, i fondi stanziati nella manovra di bilancio non sembrano essere sufficienti per mantenere quanto indicato nel DDL “concretezza”, così come non sarebbero sufficienti per affrontare eventuali necessità tese a garantire un turn over che si preannuncia esteso, se ai cessati già calcolati dovessero aggiungersi quelli legati un possibile intervento previdenziale (cd quota 100).
In conclusione abbiamo ribadito come per avere una Pubblica Amministrazione efficace, oltre alle assunzioni, occorra concludere il percorso lasciato in sospeso nella precedente tornata contrattuale relativamente all’ordinamento professionale, lanciare l’avvio della nuova fase contrattuale che metta al centro un profondo rinnovamento della pubblica amministrazione anche in ragione dei processi di ammodernamento e di digitalizzazione che necessitano investimenti e scelte mirate anche sul fronte della formazione del personale.
LA SEGRETERIA GENERALE
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DELLA COMMISSIONE PARITETICA SULL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE
La FLP denuncia il forte ritardo e rivendica prospettive di carriera per i lavoratori del comparto!
Finalmente iniziano i lavori della commissione paritetica sull’ordinamento professionale prevista dall’articolo 12 del CCNL delle Funzioni Centrali.
Giovedì 25 si è, infatti, tenuta la prima vera riunione nella quale sono stati affrontate, più che altro, questioni di metodo.
In apertura, uno dei rappresentanti dell’ARAN al tavolo ha illustrato i documenti che sono stati consegnati ai sindacati – sostanzialmente elenchi dettagliati degli inquadramenti negli ex-comparti di contrattazione di Ministeri, Agenzie Fiscali e Enti Pubblici non Economici. L’intervento si è chiuso con il solito richiamo all’impossibilità di superare i vincoli normativi attualmente esistenti.
La FLP, nel suo intervento, ha chiesto che la Commissione lavori a ritmi serrati e senza porsi alcun vincolo. Questa Commissione – è il nostro ragionamento – già ha accumulato un ritardo abissale giacché l’ordinamento professionale attuale non corrisponde più da anni a nessuna della realtà lavorative che sono confluite nel Comparto delle Funzioni Centrali. Purtroppo, in questi anni le amministrazioni e la stessa ARAN si sono nascoste abilmente dietro l’impossibilità di riconoscere ai lavoratori il ruolo svolto a causa del blocco legislativo dei contratti e degli stipendi.
I sindacati firmatari del CCNL hanno dato loro una grossa mano prima accettando di stipulare un contratto privo di ordinamento professionale e poi tollerando che una Commissione che doveva terminare i propri lavori a maggio iniziasse a lavorare oggi, a dieci mesi dalla firma della preintesa del CCNL 2016-2018 e due mesi prima della sua scadenza.
Dopo tutto questo tempo pretendiamo un vero ordinamento professionale e non certo un simulacro che serva, ancor di più, a legittimare la negazione della carriera nel pubblico impiego. Abbiamo quindi detto all’ARAN che, laddove ci sarà la possibilità di modifiche efficaci a legislazione vigente, procederemo in tal senso; laddove ciò non sia possibile, la Commissione – nel suo complesso – deve essere in grado di proporre alla politica modifiche legislative che rimuovano le criticità e deve farlo prima che parta la nuova tornata di contrattazione, cioè entro l’anno.
L’intervento successivo del Presidente dell’ARAN, che ha convenuto con la FLP e con altre organizzazioni sindacali sull’esigenza di procedere a tutto campo e senza limitazioni ci conforta – soprattutto rispetto ai paletti posti nel primo intervento – ma aspettiamo passi concreti in tal senso prima di fidarci.
Ciò che deve essere chiaro è che ci sono misure che per i lavoratori non sono più rimandabili: lo svuotamento della prima area (o area A) se non il suo superamento definitivo; la rimozione del vincolo che impedisce l’accesso dall’interno all’area dei funzionari ai lavoratori privi del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno; la previsione di un’area dei quadri e professionisti – già presente negli ordinamenti di amministrazioni che fanno parte del comparto; l’aumento delle posizioni economiche nelle aree. Quelle elencate sono le più elementari rivendicazioni e servono solo ad adeguare l’ordinamento alla situazione attuale.
Se poi si vuole intervenire in modo davvero innovativo, bisogna sforzarsi ancora di più e immaginare un’organizzazione del lavoro sempre più moderna, capace di autoregolarsi e trovare all’interno delle organizzazioni le soluzioni migliori, dotata di flessibilità di ruoli, competenze sempre maggiori che permettano un empowerment diffuso a tutti i livelli della catena gerarchica e, ovviamente, riconoscimenti adeguati per i lavoratori.
Noi siamo pronti alla sfida della modernità, sino ad ora chi ha frenato su questa strada sono stati i governi e le amministrazioni pubbliche che hanno preferito vivere di piccola gestione, approfittando della crisi economica durata un decennio per “regolare i conti” con i lavoratori pubblici e riaffermare un potere unilaterale che ha fatto anche risparmiare qualche miliardo di euro, ma che costa al sistema paese molto di più sia in termini di competitività che di mancati servizi resi ai cittadini.
La Commissione per l’ordinamento professionale deve essere il primo passo verso la modernizzazione e gli investimenti in capitale umano, che devono proseguire con la tornata contrattuale 2019-2021, non certo un altro metodo per traccheggiare e gestire potere sottraendo valore aggiunto alle imprese e diritti alla cittadinanza.
La Segreteria Generale FLP
Scarica il notiziariosistemi di classificazione professionale nel pubblico impiegoEPNEAgenzie FiscaliCNELENACSistema di classificazione ministeriTabella Comparativa
La Sezione lavoro della Corte di Cassazione con sentenza 26042 del 2018 ha chiarito la casistica in cui l’INPS nel verificare di aver corrisposto in più somme che il contribuente non aveva titolo a ricevere, va ad aggredire il conto corrente dello stesso.
Infatti la Corte ha deciso che dette somme che si vanno a recuperare sono, sì, pignorabili, ma entro determinati limiti (il c.d. quinto).
Esclusa la possibilità di confusione patrimoniale, la Corte ritiene permanere sul denaro del conto corrente il vincolo giuridico della parziale impignorabilità, in ragione sia della provenienza delle somme, rivenienti da trattamenti pensionistici, sia per la funzione essenzialmente assistenziale fatta dalla quota intangibile.
Questa sentenza va a ripercorrere l’argomento e quindi a rivisitare e contraddire la sentenza 85 del 2015 della stessa Corte che ribadiva che le somme dovute dal pensionato una volta transitate sul suo conto corrente postale o bancario, si confondevano giuridicamente con il conto e quindi venivano vanificate le limitazioni alla pignorabilità.
IL DIPARTIMENTO POLITICHE PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI FLP
valido per gli iscritti nell’Albo dei revisori legali Il Dipartimento per la Formazione Universitaria della CSE – Confederazione Indipendente Sindacati Europei, comunica ai propri iscritti che sono aperte le iscrizioni al corso di Formazione , ” Deontologia professionale ed indipendenza”. Il corso è erogato in collaborazione con l’Istituto Universitario Academy School, ente convenzionato con la […]
Nella mattinata di ieri, presso la Commissione Lavoro Pubblico, Privato e Previdenza Sociale del Senato si è svolta un’audizione delle Confederazioni del Pubblico Impiego relativamente al Disegno di Legge n. 920, “DDL CONCRETEZZA”, recante, appunto, interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo. L’audizione è stata presieduta dalla Presidente, Senatrice […]
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La Sezione lavoro della Corte di Cassazione con sentenza 26042 del 2018 ha chiarito la casistica in cui l’INPS nel verificare di aver corrisposto in più somme che il contribuente non aveva titolo a ricevere, va ad aggredire il conto corrente dello stesso. Infatti la Corte ha deciso che dette somme che si vanno a […]
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