RIUNIONE INTERLOCUTORIA ALL’ARAN

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DELLA COMMISSIONE PARITETICA SULL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE

La FLP denuncia il forte ritardo e rivendica prospettive di carriera per i lavoratori del comparto!

Finalmente iniziano i lavori della commissione paritetica sull’ordinamento professionale prevista dall’articolo 12 del CCNL delle Funzioni Centrali.

Giovedì 25 si è, infatti, tenuta la prima vera riunione nella quale sono stati affrontate, più che altro, questioni di metodo.

In apertura, uno dei rappresentanti dell’ARAN al tavolo ha illustrato i documenti che sono stati consegnati ai sindacati – sostanzialmente elenchi dettagliati degli inquadramenti negli ex-comparti di contrattazione di Ministeri, Agenzie Fiscali e Enti Pubblici non Economici. L’intervento si è chiuso con il solito richiamo all’impossibilità di superare i vincoli normativi attualmente esistenti.

La FLP, nel suo intervento, ha chiesto che la Commissione lavori a ritmi serrati e senza porsi alcun vincolo. Questa Commissione – è il nostro ragionamento – già ha accumulato un ritardo abissale giacché l’ordinamento professionale attuale non corrisponde più da anni a nessuna della realtà lavorative che sono confluite nel Comparto delle Funzioni Centrali. Purtroppo, in questi anni le amministrazioni e la stessa ARAN si sono nascoste abilmente dietro l’impossibilità di riconoscere ai lavoratori il ruolo svolto a causa del blocco legislativo dei contratti e degli stipendi.

I sindacati firmatari del CCNL hanno dato loro una grossa mano prima accettando di stipulare un contratto privo di ordinamento professionale e poi tollerando che una Commissione che doveva terminare i propri lavori a maggio iniziasse a lavorare oggi, a dieci mesi dalla firma della preintesa del CCNL 2016-2018 e due mesi prima della sua scadenza.

Dopo tutto questo tempo pretendiamo un vero ordinamento professionale e non certo un simulacro che serva, ancor di più, a legittimare la negazione della carriera nel pubblico impiego. Abbiamo quindi detto all’ARAN che, laddove ci sarà la possibilità di modifiche efficaci a legislazione vigente, procederemo in tal senso; laddove ciò non sia possibile, la Commissione – nel suo complesso – deve essere in grado di proporre alla politica modifiche legislative che rimuovano le criticità e deve farlo prima che parta la nuova tornata di contrattazione, cioè entro l’anno.

L’intervento successivo del Presidente dell’ARAN, che ha convenuto con la FLP e con altre organizzazioni sindacali sull’esigenza di procedere a tutto campo e senza limitazioni ci conforta – soprattutto rispetto ai paletti posti nel primo intervento – ma aspettiamo passi concreti in tal senso prima di fidarci.

Ciò che deve essere chiaro è che ci sono misure che per i lavoratori non sono più rimandabili: lo svuotamento della prima area (o area A) se non il suo superamento definitivo; la rimozione del vincolo che impedisce l’accesso dall’interno all’area dei funzionari ai lavoratori privi del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno; la previsione di un’area dei quadri e professionisti – già presente negli ordinamenti di amministrazioni che fanno parte del comparto; l’aumento delle posizioni economiche nelle aree. Quelle elencate sono le più elementari rivendicazioni e servono solo ad adeguare l’ordinamento alla situazione attuale.

Se poi si vuole intervenire in modo davvero innovativo, bisogna sforzarsi ancora di più e immaginare un’organizzazione del lavoro sempre più moderna, capace di autoregolarsi e trovare all’interno delle organizzazioni le soluzioni migliori, dotata di flessibilità di ruoli, competenze sempre maggiori che permettano un empowerment diffuso a tutti i livelli della catena gerarchica e, ovviamente, riconoscimenti adeguati per i lavoratori.

Noi siamo pronti alla sfida della modernità, sino ad ora chi ha frenato su questa strada sono stati i governi e le amministrazioni pubbliche che hanno preferito vivere di piccola gestione, approfittando della crisi economica durata un decennio per “regolare i conti” con i lavoratori pubblici e riaffermare un potere unilaterale che ha fatto anche risparmiare qualche miliardo di euro, ma che costa al sistema paese molto di più sia in termini di competitività che di mancati servizi resi ai cittadini.

La Commissione per l’ordinamento professionale deve essere il primo passo verso la modernizzazione e gli investimenti in capitale umano, che devono proseguire con la tornata contrattuale 2019-2021, non certo un altro metodo per traccheggiare e gestire potere sottraendo valore aggiunto alle imprese e diritti alla cittadinanza.

 

                                                                           La Segreteria Generale FLP

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