La FLP, con i precedenti notiziari n. 17 e n. 21 del mese di ottobre, ha denunciato la pericolosità dell’interpretazione INPS che unificava i termini prescrittivi per i contributi non versati da parte di amministrazioni pubbliche a soli cinque anni,  con scadenza al 31 dicembre 2017 , invitando  i lavoratori e le lavoratrici ad inviare da subito specifiche  diffide cautelative all’INPS.

Se è vero che il problema della prescrizione dei contributi dei lavoratori pubblici l’INPS se lo era già posto all’indomani della fusione con l’INPDAP, è altrettanto vero però che l’implementazione della banca dati dei pubblici dipendenti, con la verifica della loro posizione previdenziale e relativa correzione di possibili errori riscontrati, non ha avuto vita facile e un percorso celere….

Invece, senza attendere la conclusione di questo processo, l’INPS, con la circolare n.94 del 31 maggio 2017, (ora sostituita con quella che trovate in allegato), ha sostenuto la tesi secondo la quale essendo state unificate a decorrere dal 2012 le modalità di riscossione dei contributi dei dipendenti pubblici, dalla stessa data sarebbero decorsi i termini della prescrizione previsti dalla legge 335/95 in 5 anni; facendo in questo modo scattare dal 2018 la prescrizione dei contribuiti non versati dalle amministrazioni pubbliche.

La FLP è stata accusata di “allarmismo”, ma di fatto, con le nostre denunce, si sono svegliate anche le altre Confederazioni sindacali, si sono succeduti incontri presso il Ministero del Lavoro e i vertici dell’INPS, sono intervenuti ulteriori chiarimenti da parte del suddetto Ministero  e infine l’INPS è dovuta ritornare sui suoi passi, emanando la nuova circolare n. 169, dove, in sintesi,  si sostiene:

Pertanto, la FLP, alla luce di queste ulteriori precisazioni dell’INPS, ritiene non più urgente l’invio delle diffide, essendo stata rinviata l’applicazione dei termini prescrizionali al 1 gennaio 2019 ed essendo stata comunque garantita, A PRESCINDERE DAI SUDDETTI TERMINI – la copertura integrale dei contributi previdenziali in carico al datore di lavoro pubblico.

In tal modo garantendo a tutti i lavoratori pubblici il diritto ad avere il versamento dei contributi previdenziali per tutto il periodo di lavoro prestato a prescindere dallo stato di aggiornamento degli archivi INPS.

Pertanto, la FLP mette doverosamente in guardia i lavoratori da sindacati che ne sfruttano la preoccupazione e che in questi giorni stanno chiedendo l’iscrizione sindacale promettendo di gestire e risolvere in tempi brevi la  situazione previdenziale presso l’INPS, vincolando il mantenimento dell’iscrizione fino alla conclusione dell’aggiornamento dei dati presso l’INPS, cioè per un periodo praticamente indefinito …

Per altro la FLP ritiene opportuno ricordare invece che il sistema informativo dell’INPS prevede la possibilità per i dipendenti di accedere direttamente sul portale internet INPS per effettuare gli aggiornamenti relativi alle loro posizioni previdenziali, ma che tale modalità al momento non è utilizzabile per problematiche organizzative interne allo stesso Istituto, come riscontrato dalle tantissime segnalazioni pervenuteci al riguardo.

Per tale ragione (stato dell’inadeguatezza degli archivi) l’INPS con questa nuova circolare ha rinviato di un anno l’applicazione dei termini prescrizionali, per aggiornare i propri archivi e rilasciare ad ogni dipendente il proprio estratto conto contributivo.

Ciò posto, la FLP ritiene utile consigliare intanto ad ogni lavoratore, avendo tutto l’anno prossimo a disposizione, di accertarsi presso il proprio ufficio/ente dell’esistenza di periodi lavorativi, in particolare quelli svolti in regime privatistico, e della copertura/scopertura dei relativi contributi.

Successivamente, se nel frattempo l’INPS renderà funzionale la modalità dell’inserimento dei dati sul proprio portale, ogni lavoratore potrà provvedere lui stesso all’aggiornamento della propria posizione contributiva.

Comunque, per tutti coloro che incontreranno difficoltà nell’effettuare i dovuti accertamenti, la FLP sta predisponendo un servizio di assistenza, sia per la richiesta degli estratti conto contributivi che per la successiva procedura di comunicazione / aggiornamento all’INPS.

A tale servizio ci si potrà rivolgere dopo la prima metà di gennaio prossimo venturo, quando verrà reso operativo attraverso una specifica comunicazione ufficiale.

 

                 IL DIPARTIMENTO POLIICHE PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI FLP
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Requisiti di accesso:
Laurea Magistrale/Specialistica – lingua inglese – B2
Certificazione Inglese B2 ottenibile con ente convenzionato FLP.

Il Dipartimento per la Formazione Universitaria della Federazione Lavoratori Pubblici, comunica che, sul sito in Inps è disponibile la determina con il relativo bando di concorso per 365 posti (elevabili a 1100), di analista di processo-consulente professionale, area C, posizione economica C1  nei ruoli dell’Istituto Nazionale di Previdenza sociale – INPS.

 Alla procedura selettiva possono partecipare tutti coloro che, alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande, sono in possesso di Laurea magistrale/specialistica in una delle seguenti discipline:

Ulteriore requisito per l’accesso al concorso, è la certificazione, in corso di validità, di conoscenza della lingua inglese pari almeno al livello B2 del Quadro Comune Europeo, rilasciata da uno degli enti certificatori di cui al decreto 28 febbraio 2017, n. 118 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ai fini della certificazione della lingua inglese, che sarà “autodichiarata” nella domanda di partecipazione al concorso, è sufficiente avere sostenuto la prova e avere ricevuto conferma dell’avvenuto conseguimento della certificazione.

La domanda di partecipazione al concorso, deve essere prodotta esclusivamente in via telematica, mediante l’utilizzo di PIN INPS oppure SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) compilando il modulo sul sito www.inps.it

L’invio on-line della domanda deve essere effettuato entro le ore 16.00 del trentunesimo giorno decorrente dal giorno successivo a quello di pubblicazione del bando di concorso nella “Gazzetta Ufficiale – IV serie speciale “Concorsi ed esami”.

La procedura concorsuale prevede due prove scritte, una  oggettivo-attitudinale e  l’altra tecnico-professionale in modalità quesito a risposta multipla chiusa,  e una prova orale.

Ai fini della preparazione al concorso, questo Dipartimento ha previsto un corso di Formazione per la seconda prova scritta i cui termini e modi saranno resi noti successivamente.

Inoltre, grazie alla convenzione in essere con lo IUM-Academy School (Istituto Universitario della Mediazione) ente accreditato al Miur, è possibile ottenere la certificazione in lingua Inglese B2 nei tempi previsti dal bando.

Per la certificazione B2 di Inglese, il corso di formazione alla prova scritta e qualsiasi altra informazione, potete inviare una e-mail all’indirizzo laurea@flp.it

 

 

 

IL DIPARTIMENTO PER LA FORMAZIONE
UNIVERSITARIA

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I periodi di lavori socialmente utili (LSU) effettuati dal 1° agosto 1995 possono essere riscattati per aumentare la misura dell’assegno di pensione, con costi diversi a seconda del periodo in cui si colloca l’attività di LSU.

Per effetto dell’art. 8 del decreto legislativo 468/1997, per tali attività è oggi prevista una contribuzione figurativa utile sia per il diritto che per la misura di tutte le pensioni, se prestate fino al 31.07.1995 e solo per diritto alla pensione se prestate dal 1° agosto 1995.

Ciò significa che le attività LSU per le quali è stato erogato il relativo assegno fino al 31.07.1995 il lavoratore non deve farsi carico di alcun onere, per sfruttare questi periodi ai fini pensionistici.

Diversamente, per fare in modo che l’accredito effettuato dal 1° agosto 1995, sia considerato utile per far aumentare l’importo dell’assegno pensionistico, è necessario che il lavoratore riscatti, a titolo oneroso, tali periodi, che rientreranno nel sistema di calcolo retributivo o contributivo in base alla durata dei periodi assicurativi e alla loro collocazione temporale.

Per ricordare, il calcolo retributivo si applica fino al 31 dicembre 2011, se si possiedono almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995. Il calcolo retributivo dipende da diverse variabili, quali l’età, il sesso e l’anzianità contributiva.

Mentre in caso di calcolo contributivo si prende come riferimento la retribuzione pensionabile degli ultimi 12 mesi, che si moltiplica per gli anni da ricongiungere e per l’aliquota contributiva (32,95% ex INPDAP e 33% per l’INPS Fondo pensioni lavoratori dipendenti).

In tema di lavoratori socialmente utili (LSU), il decreto legislativo 150/2015 attuativo del Job Act, all’articolo 26, prevede che i lavoratori che percepiscono sostegni al reddito o quelli in mobilità, potranno essere chiamati allo svolgimento di attività di pubblica utilità (LPU) nel territorio in cui risiedono.

Pertanto anche per queste attività è prevista la contribuzione figurativa utile ai soli fini della misura della pensione, restando ferma la possibilità per il lavoratore di chiederne il riscatto oneroso.

(tratto da PMI.it)

 

IL DIPARTIMENTO POLITICHE PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI FLP
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l’Aran consegna l’ennesima bozza  sul rapporto di lavoro.

Nuova riunione ed ennesima bozza consegnata dall’Aran in data odierna, relativamente alla prima parte del CCNL Funzioni Centrali e cioè quella connessa agli Istituti del Rapporto di Lavoro.

I capitoli presenti nel documento, sono quelli classici dei rinnovi contrattuali del Pubblico Impiego e contengono le parti relative al contratto individuale, alle ferie, ai permessi, alle assenze per malattia, agli infortuni sul lavoro, ai congedi ed aspettative a vario titolo.

A detta dell’Aran il testo dovrebbe servire anche da battistrada e come parte comune per gli altri rinnovi contrattuali che stanno partendo; a nostro avviso, però, ne occorre una profonda rivisitazione, perché l’impianto proposto risente troppo dell’approccio dirigista che caratterizza l’atto di indirizzo del neo Comparto Funzioni Centrali, in molte parti si limita solo a recepire le norme unilateralmente emanate in questi anni e dopo anni di mancata definizione contrattuale non è possibile perdere quest’occasione per riconoscere nuovi diritti e nuove opportunità ai lavoratori ed alle lavoratrici.

In ragione di ciò abbiamo già rappresentato numerose richieste di modifiche che implementeremo in modo organico nei prossimi giorni e che faremo pervenire formalmente all’Aran.

In particolare appare particolarmente odiosa, ed è stato oggetto di una nostra forte protesta, la proposta dell’Aran che prevede esclusivamente l’utilizzo di sole 18 ore di permesso annue in caso di visita medica, esami diagnostici e terapie salvavita, vietando in tali casi l’applicazione dell’istituto della malattia, come ora previsto.

Un vero attacco al diritto alla salute ed alle cure.

 

Se dovesse passare tale ipotesi quindi le lavoratrici e i lavoratori saranno costretti a utilizzare esclusivamente le ferie per qualunque visita medica o esame diagnostico prescritto dal medico indipendentemente dalla gravità della patologia.

 

Inoltre, questa “innovazione” avrebbe anche un costo contrattuale e sarebbe in contrasto con la stessa sentenza del Tar Lazio che ha sospeso gli effetti unilaterali delle circolari della Funzione Pubblica ripristinando per tali fattispecie l’istituto della malattia.

 

Quello che inoltre ci ha lasciato veramente stupiti è stato l’approccio “serafico” della rappresentanza Aran che sembrava “cadere dall’80° piano” quando la parte sindacale a vario titolo ha cercato di capire come si coniugassero le dichiarazioni della Ministra Madia relativamente alla possibilità di concludere velocemente la tornata contrattuale (dicembre 2017…) e lo stato della trattativa all’Aran che al momento ha interessato, tra l’altro solo parzialmente, una parte di quello che dovrebbe essere il Primo CCNL delle Funzioni centrali.

 

Non vorremmo che alla fine, con la scusa della fretta di concludere per erogare le scarse risorse stanziate in applicazione dell’accordo preelettorale dell’anno scorso, i firmatari di allora si apprestino ad un nuovo spot elettorale per il Governo, sottoscrivendo un “non contratto”, privo di ogni elemento di innovazione e di riconoscimento per il personale.

 

La FLP, dopo aver ottenuto con le sue azioni il pronunciamento della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale il blocco dei contratti pubblici, si batte per un #contrattovero e non per l’ennesima mancia preelettorale.

Su queste materie siamo interessati a confrontarci da subito, sapendo che insieme ai lavoratori pubblici non cadremo nel tranello delle false promesso e degli accordi al ribasso, da respingere al mittente.

                                                                      LA SEGRETERIA GENERALE
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