FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
Un passo avanti per salari, diritti e valorizzazione professionale
Firmato il CCNL Funzioni Centrali 2025-2027
Un passo avanti per salari, diritti e valorizzazione professionale
La FLP esprime una valutazione complessivamente positiva sulla sottoscrizione definitiva del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027, avvenuta oggi presso l’ARAN.
Pur permanendo alcune criticità, in particolare sul tema del pieno recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, il rinnovo contrattuale rappresenta un risultato significativo.
La firma consecutiva dei contratti relativi ai trienni 2022-2024 e 2025-2027 ha infatti consentito di conseguire un recupero retributivo complessivo superiore all’11%, al quale vanno aggiunti gli incrementi dei Fondi Risorse Decentrate e delle Indennità di Amministrazione, finanziati attraverso specifici interventi normativi e stanziamenti aggiuntivi.
Nel corso del negoziato sono state accolte numerose proposte avanzate dalla FLP, che contribuiscono a rendere il contratto più moderno e vicino alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori delle Funzioni Centrali.
Tra i risultati più significativi evidenziamo:
l’introduzione e il rafforzamento dei permessi per la partecipazione agli screening oncologici, quale importante misura di prevenzione e tutela della salute;
il riconoscimento della certificazione delle competenze, fondamentale per valorizzare la professionalità e sostenere i percorsi di crescita del personale;
il rafforzamento delle posizioni organizzative e degli strumenti di valorizzazione e riconoscimento professionale dei funzionari;
il miglioramento del sistema delle relazioni sindacali, con maggiori spazi di confronto e partecipazione;
l’introduzione di una disciplina contrattuale sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle Pubbliche Amministrazioni, orientata alla tutela del lavoro, della trasparenza e della qualità dei servizi;
il riconoscimento dello stesso numero di ferie per i dipendenti neoassunti fin dal momento della loro assunzione e non più dopo i primi 3 anni;
Il riconoscimento ai lavoratori turnisti della specifica indennità anche durante i periodi di ferie.
Anche sul tema dei buoni pasto, pur non essendo stato ancora raggiunto il risultato auspicato, sono state poste le basi per un percorso che consenta finalmente di adeguarne il valore, fermo ormai da oltre un decennio e sempre più distante dai reali costi sostenuti dai lavoratori.
Questo rinnovo conferma la validità della linea sostenuta dalla FLP già in occasione del precedente contratto: garantire la continuità contrattuale, superare gli inaccettabili ritardi che per anni hanno caratterizzato i rinnovi nel pubblico impiego e affermare il principio secondo cui i contratti devono essere rinnovati durante il periodo della loro vigenza, e non a distanza di anni dalla loro scadenza.
La firma del CCNL non conclude però la nostra azione sindacale.
La FLP continuerà infatti la propria iniziativa per:
rimuovere i vincoli normativi che ancora oggi limitano e ingessano la contrattazione integrativa;
rafforzare il welfare contrattuale, superando le disparità esistenti rispetto al settore privato;
incrementare ulteriormente il valore dei buoni pasto;
detassare le risorse economiche derivanti dai rinnovi contrattuali e dalla contrattazione integrativa;
ottenere una piena valorizzazione delle professionalità pubbliche;
restituire centralità alla contrattazione collettiva, contrastando le continue incursioni legislative che negli anni ne hanno ridotto spazi e autonomia.
La sottoscrizione del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 rappresenta dunque un importante passo in avanti. Per la FLP è il punto di partenza di una nuova fase di impegno e mobilitazione finalizzata a costruire una Pubblica Amministrazione più moderna, efficiente e capace di riconoscere pienamente il valore del lavoro pubblico e delle persone che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento.
La Segreteria Generale FLP
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FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
Servono risposte concrete su carriere, professionalità e partecipazione
CCNL 2025-2027: II confronto entra nella fase decisiva.
Servono risposte concrete su carriere, professionalità e partecipazione
Si è svolto il 3 giugno il nuovo incontro presso l’ARAN per la prosecuzione del negoziato relativo al rinnovo del CCNL del comparto delle Funzioni Centrali per il triennio 2025-2027.
Nel corso della riunione sono emerse aperture che recepiscono alcune delle richieste da noi avanzate e che rappresentano segnali positivi per il prosieguo del confronto. Tra queste segnaliamo il rafforzamento di alcuni istituti delle relazioni sindacali, il superamento della disparità nel regime delle ferie per i neoassunti, un primo intervento sui rimborsi delle spese di trasferta, la valorizzazione della formazione attraverso la certificazione delle competenze, e alcune modifiche riguardanti il lavoro su turni e specifiche situazioni organizzative.
Permangono tuttavia numerose questioni aperte che, ad oggi, non consentono di considerare pienamente soddisfacente il testo contrattuale.
LE QUESTIONI ANCORA APERTE
La FLP condivide la necessità di proseguire il confronto sulle questioni già evidenziate tra cui:
l’incremento del valore dei buoni pasto;
la definizione di una disciplina organica della retribuzione durante le ferie che tenga conto di tutte le componenti economiche normalmente percepite dal lavoratore durante il servizio, e sempre in materia di ferie, la rimodulazione dell’art. 21 per sancire la distinzione tra il momento della pianificazione/programmazione e quello successivo della effettiva richiesta di fruizione;
l’individuazione di nuovi strumenti di valorizzazione professionale dopo la conclusione delle progressioni verticali in deroga previste dal DL 80/2021;
il rafforzamento del sistema delle relazioni sindacali;
la possibilità di incrementare le risorse destinate alla contrattazione integrativa e al salario accessorio.
SALARIO ACCESSORIO, FRD E WELFARE: OCCORRE SUPERARE I VINCOLI LEGISLATIVI
La FLP è pienamente consapevole della necessità che la quota prevalente delle risorse stanziate per il rinnovo contrattuale sia destinata al trattamento economico fondamentale, garantendo incrementi stabili delle retribuzioni e contribuendo alla tutela del potere d’acquisto del personale.
Tuttavia, non può essere ignorato il rischio che il mancato incremento strutturale dei Fondi Risorse Decentrate finisca per comprimere ulteriormente gli spazi destinati alla valorizzazione professionale, alla produttività e alla contrattazione integrativa.
Occorre tuttavia essere chiari: il negoziato contrattuale si svolge all’interno dell’attuale quadro normativo ed economico e molte delle questioni poste dal sindacato non possono essere integralmente risolte nell’ambito del solo CCNL.
Per questo la FLP continuerà la propria iniziativa nei confronti del Governo e del Parlamento per ottenere:
il superamento dei tetti che ancora limitano i Fondi Risorse Decentrate;
l’incremento del valore dei buoni pasto, ormai largamente insufficiente rispetto al costo reale dei pasti;
il rafforzamento e la diffusione degli strumenti di welfare aziendale nel lavoro pubblico;
l’estensione ai dipendenti pubblici dei benefici fiscali e contributivi oggi previsti per il settore privato sui premi di produttività;
la detassazione delle risorse economiche derivanti dai rinnovi contrattuali e dalla contrattazione integrativa;
maggiori risorse per valorizzare il personale e sostenere lo sviluppo professionale.
La FLP ritiene infatti che la modernizzazione della Pubblica Amministrazione debba passare anche attraverso il superamento di vincoli ormai anacronistici che limitano la capacità delle amministrazioni di riconoscere adeguatamente professionalità, competenze e risultati.
ORDINAMENTO PROFESSIONALE: LE RISPOSTE DELL’ARAN SONO ANCORA INSUFFICIENTI
Per la FLP continua a risultare insoddisfacente l’approccio proposto sul versante dell’ordinamento professionale e della disciplina degli incarichi di posizione organizzativa e di funzione.
Le trasformazioni organizzative in atto nelle amministrazioni, l’evoluzione dei processi lavorativi, la digitalizzazione e l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale impongono strumenti contrattuali più avanzati e capaci di valorizzare concretamente le professionalità presenti nelle amministrazioni.
Per questo la FLP chiede:
una vera proceduralizzazione dell’assegnazione degli incarichi di posizione organizzativa e di funzione;
criteri trasparenti, oggettivi e verificabili per il conferimento degli incarichi;
una graduazione delle diverse posizioni correlata alla complessità delle funzioni esercitate e alle responsabilità effettivamente assunte;
una differenziazione professionale all’interno dell’Area dei Funzionari che consenta di valorizzare esperienza, competenze e responsabilità crescenti;
la conferma del diritto al mantenimento a regime degli incarichi dopo otto anni, anche non continuativi.
l’introduzione di strumenti che rappresentino una prima concreta risposta all’esigenza di riconoscimento del diritto alla carriera all’interno della stessa Area dei Funzionari.
La FLP ritiene infatti che la valorizzazione delle professionalità non possa continuare a passare esclusivamente attraverso l’accesso ad aree superiori, ma debba prevedere anche percorsi di sviluppo professionale e di carriera all’interno delle aree di appartenenza.
ELEVATE PROFESSIONALITÀ: SERVONO REGOLE ESIGIBILI E RISORSE ADEGUATE
La FLP conferma inoltre la necessità di rendere finalmente strutturata, concreta ed esigibile l’Area delle Elevate Professionalità.
Non è più rinviabile la costruzione di un sistema che consenta alle amministrazioni di utilizzare realmente questo istituto e ai lavoratori interessati di accedere a percorsi professionali coerenti con le elevate competenze possedute.
L’Area delle Elevate Professionalità deve diventare una reale opportunità di sviluppo professionale e non una semplice previsione ordinamentale di difficile applicazione.
TUTELA DELLA SALUTE E PREVENZIONE
Tra le richieste avanzate dalla FLP vi è inoltre la necessità del recepimento nel CCNL 2025-2027 della norma che riconosce specifici permessi retribuiti per la partecipazione agli screening oncologici organizzati dalle autorità sanitarie nell’ambito dei programmi pubblici di prevenzione.
Si tratta di una misura di civiltà che rafforza le politiche di tutela della salute e promuove la prevenzione come elemento fondamentale del benessere delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici.
RELAZIONI SINDACALI: PIÙ PARTECIPAZIONE E PIÙ DEMOCRAZIA CONTRATTUALE
La FLP continua inoltre a chiedere un rafforzamento del sistema delle relazioni sindacali affinché il confronto con le rappresentanze dei lavoratori sia realmente preventivo, partecipativo e capace di incidere sui processi di innovazione organizzativa e sulle scelte che riguardano il personale.
Le profonde trasformazioni che stanno interessando il lavoro pubblico, con particolare e specifico riferimento all’introduzione e all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale, richiedono infatti un ruolo più forte della contrattazione e della partecipazione sindacale, valorizzando il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di cambiamento. In questa direzione auspichiamo una più puntuale definizione contrattuale degli istituti pur presenti nella proposta Aran.
APPUNTAMENTO AL 9 GIUGNO
Il confronto riprenderà il prossimo 9 giugno, data nella quale il Presidente dell’ARAN ha annunciato che verrà verificata l’esistenza delle condizioni per procedere alla sottoscrizione della preintesa relativa al rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027.
In quella sede la FLP valuterà attentamente le eventuali ulteriori aperture dell’Agenzia, con particolare riferimento alle richieste avanzate in materia di ordinamento professionale, relazioni sindacali, valorizzazione delle professionalità, tutela della salute e sviluppo delle opportunità di carriera.
Qualora tali richieste, unitamente a una più puntuale definizione del sistema delle relazioni sindacali, trovassero adeguato spazio nel testo contrattuale, la FLP valuterà la possibilità di procedere alla sottoscrizione della preintesa.
La FLP continua a perseguire un obiettivo chiaro: un contratto che non si limiti ad aggiornare gli istituti esistenti, ma che sappia valorizzare realmente il lavoro pubblico attraverso la tutela del potere d’acquisto, maggiori opportunità di carriera, il riconoscimento delle professionalità, il rafforzamento della partecipazione sindacale, lo sviluppo delle competenze e il miglioramento complessivo delle condizioni di lavoro del personale delle Funzioni Centrali.
La Segreteria Generale FLP
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FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
Le indennità accessorie spettano anche durante le ferie
Ferie e indennità accessorie nel pubblico impiego: nuove tutele giurisprudenziali
Le indennità accessorie spettano anche durante le ferie
Si ritiene utile informare in merito ad alcune recenti pronunce giurisprudenziali di rilievo riguardanti il trattamento economico durante i periodi di ferie dei lavoratori pubblici.
Le Corti di Appello di Torino e di Roma, con recenti sentenze, hanno infatti ribadito un principio di assoluta importanza: durante le ferie annuali al lavoratore deve essere garantita una retribuzione che comprenda non soltanto lo stipendio tabellare, ma anche le indennità accessorie stabilmente collegate all’attività lavorativa svolta.Si tratta di un orientamento che trae fondamento dalla normativa europea e dalla consolidata giurisprudenza nazionale, e che rappresenta un passaggio molto significativo per il lavoro pubblico, poiché supera definitivamente interpretazioni restrittive spesso adottate dalle Amministrazioni.
Rientrano pertanto nel trattamento economico da riconoscere durante le ferie, anche le indennità correlate a turnazioni, attività notturne, servizi festivi e, più in generale, tutte le voci retributive che risultano strettamente connesse alle mansioni esercitate e alla specifica professionalità del dipendente.
È importante evidenziare come tali risultati siano stati resi possibili anche grazie alle iniziative sindacali promosse in sede legale e contrattuale, a conferma del ruolo fondamentale che il sindacato continua a svolgere nella tutela concreta dei diritti dei lavoratori e nel miglioramento delle condizioni economiche del personale.
Si ritiene opportuno precisare che le predette sentenze non contemplano esplicitamente, e in alcuni casi escludono, il riconoscimento dei buoni pasto durante le ferie. Nel pubblico impiego tali emolumenti si differenziano da quelli del settore privato poiché, secondo la giurisprudenza consolidata, rivestono carattere prevalentemente assistenziale e non retributivo. Ne deriva che la loro erogazione non è automatica durante il periodo feriale, in assenza di specifiche disposizioni contrattuali o aziendali, né risultano assimilabili alle indennità accessorie delle pronunce menzionate.
Le conseguenze di queste decisioni non riguardano esclusivamente il recupero degli arretrati.
Il principio affermato produce infatti effetti immediati anche per il futuro: le Pubbliche Amministrazioni sono tenute ad adeguare le buste paga, riconoscendo le indennità accessorie anche durante i periodi di ferie.
Per quanto riguarda invece le somme pregresse eventualmente non corrisposte, occorre ricordare che i crediti retributivi sono soggetti alla prescrizione quinquennale.
Per tale motivo, come FLP invitiamo tutti i lavoratori che si trovino nelle condizioni sopra descritte ad attivarsi tempestivamente per interrompere i termini di prescrizione, inviando alla propria amministrazione di appartenenza una formale lettera di messa in mora tramite PEC personale oppure mediante raccomandata A/R.
A tal fine potrà essere utilizzato il modello fac-simile allegato al presente notiziario, personalizzabile in base all’ente/amministrazione di servizio, alle attività effettivamente svolte e alle indennità percepite.
Come sigla, nei prossimi giorni procederemo ad un approfondimento puntuale degli effetti applicativi delle recenti pronunce, promuovendo ogni iniziativa sindacale e ogni azione necessaria alla piena salvaguardia dei diritti economici delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.
La Segreteria Generale FLP
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FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
I riflessi negativi della 1^ tranche a nove mesi. La circolare INPS n. 30/2026
I tempi di corresponsione del TFS/TFR per i pensionati Pubblici
I riflessi negativi della 1^ tranche a nove mesi. La circolare INPS n. 30/2026
Ci sono pervenute alcune richieste di informazioni in merito ai tempi di erogazione del TFS/TFR a seguito delle novità introdotte dalla Legge 30.12.2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), e di cui abbiamo riferito con il nostro precedente Notiziario n. 1 del 12.01.2026.
A tal proposito, informiamo gli interessati che l’INPS, con la propria circolare n. 30 del 27 marzo u.s. (qui allegata), ha aggiornato i termini di pagamento del trattamento di fine servizio (TFS) e di fine rapporto (TFR) per gli ex dipendenti pubblici, recependo le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio n. 199/2025.
Per quanto attiene alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio su TFS/TFR, abbiamo già illustrato nel Notiziario n. 1 sopra richiamato la principale novità per i pensionati di vecchiaia e per quelli con collocamento a riposo d’ufficio: l’anticipo dal 1.1.2027 di tre mesi dell’erogazione della prima rata (dunque, dopo 9 mesi anziché 12 come attualmente). Si tratta, però, di un vantaggio solo apparente, in quanto l’anticipo di tre mesi farà venir meno la detassazione introdotta dalla Legge 26/2019, che prevede una riduzione d’imposta dell’1,5% per il TFS erogato a 12 mesi: dopo nove mesi, dunque, nessuna detassazione e applicazione dell’aliquota ordinaria.
La circolare INPS precisa altresì che la riduzione dei tre mesi si estende al personale del comparto difesa e sicurezza e che, per le categorie speciali (magistrati, avvocati dello Stato, professori universitari, dipendenti ex art. 3 D.Lgs. 165/2001), il beneficio della riduzione a nove mesi si applicherà solo in caso di pensione di vecchiaia.
Infine, la circolare INPS precisa che, per coloro che hanno già maturato o matureranno i requisiti per la pensione di vecchiaia o per il collocamento a riposo d’ufficio entro il 31 dicembre 2026, rimane in vigore il termine ordinario di 12 mesi per la cosiddetta “liquidazione”, a cui si aggiunge il consueto intervallo di 90 giorni concesso all’Ente previdenziale per l’espletamento delle procedure amministrative.
Al di fuori delle fattispecie di cui sopra (vecchiaia e collocamento a riposo), le tempistiche di erogazione variano in base alla causa che determina la cessazione del rapporto di lavoro:
in caso di inabilità o decesso del dipendente, la legge prevede un termine accelerato di 105 giorni;
in caso di risoluzione volontaria del rapporto con dimissioni, ovvero di destituzione o licenziamento, il termine di attesa rimane fissato a 24 mesi;
in caso di accesso alla pensione con requisiti particolari (“quota 100”, “quota 102”, “quota 103”, APE Social, “pensione precoci”, “attività gravose e pesanti”), il termine per il pagamento del TFR non decorre dal giorno del collocamento in pensione, bensì dal giorno in cui il soggetto avrebbe teoricamente maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o per quella anticipata ordinaria.
Per quanto attiene la rateizzazione della corresponsione del maturato economico, la circolare conferma che la liquidazione verrà effettuata:
in un’unica soluzione per importi non superiori a 50.000 €;
in due tranches annuali per importi compresi tra 50.000 e 100.000 €, di cui la prima fissa a 50.000 € e la seconda a saldo;
in tre tranches annuali per importi superiori a 100.000 € (prima e seconda di 50.000 € ciascuna, terza a saldo), con un intervallo di 12 mesi tra l’una e l’altra.
In caso di ritardo nel pagamento rispetto ai termini indicati, al lavoratore spettano gli interessi sulle somme dovute, calcolati al tasso legale per ogni giorno di ritardo ai sensi dell’art. 16, comma 6, L. 30.12.1991, n. 412.
Si ricorda infine che il prospetto di liquidazione del TFR e del TFS è consultabile nel Fascicolo previdenziale del cittadino sul portale INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS.
Il Coordinamento Nazionale CSE FLP Pensionati
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FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
La CSE nella giornata di oggi ha partecipato alla convocazione del tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL ANASTE relativo al triennio 2026/2028, formalizzata dal Presidente nazionale di ANASTE, dott. Sebastiano Capurso.
Avvio del negoziato per il rinnovo del CCNL ANASTE 2026/2028
La CSE nella giornata di oggi ha partecipato alla convocazione del tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL ANASTE relativo al triennio 2026/2028, formalizzata dal Presidente nazionale di ANASTE, dott. Sebastiano Capurso.
La CSE nel corso dell’incontro, ha confermato la sua posizione per un confronto serio, concreto e responsabile, nella consapevolezza che il settore socio-sanitario, socio-assistenziale ed educativo attraversa una fase di profonde trasformazioni organizzative, professionali e sociali che impongono scelte coraggiose e innovative.
Per la CSE il rinnovo contrattuale dovrà rappresentare un’occasione reale di valorizzazione del lavoro svolto quotidianamente da migliaia di lavoratrici e lavoratori impegnati nelle strutture territoriali, nelle RSA e nei servizi alla persona, superando la logica fondata esclusivamente sul contenimento dei costi, pur comprendendo la particolarità e le criticità del settore.
La CSE ha ribadito che ritiene prioritario intervenire in particolare su alcuni assi fondamentali.
Sul piano economico sarà necessario realizzare un significativo miglioramento dei trattamenti retributivi, riconoscendo adeguatamente il valore professionale e sociale delle attività svolte dal personale.
Particolare attenzione dovrà inoltre essere dedicata:
alla valorizzazione delle indennità professionali e di turno;
al riconoscimento delle attività maggiormente gravose;
al rafforzamento delle maggiorazioni per lavoro notturno e festivo;
alla tutela del potere d’acquisto del personale.
Per la CSE sarà altresì centrale il tema degli inquadramenti professionali, che dovranno essere aggiornati alla luce dell’evoluzione delle competenze richieste nei servizi assistenziali e sociosanitari, valorizzando le nuove professionalità, i percorsi di crescita e lo sviluppo delle competenze specialistiche.
Occorrerà inoltre costruire un sistema moderno di classificazione professionale capace di:
favorire percorsi di carriera;
riconoscere la formazione continua;
valorizzare esperienza e responsabilità;
sostenere i processi di innovazione organizzativa e tecnologica del settore.
La CSE ritiene altrettanto indispensabile il rafforzamento delle tutele normative, con particolare riferimento:
alla disciplina dell’orario di lavoro;
alla conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro;
alle tutele per malattia e maternità;
alla sicurezza nei luoghi di lavoro;
alla prevenzione del burnout e dello stress lavoro-correlato.
Accanto a ciò, il prossimo rinnovo dovrà rafforzare un sistema strutturato di welfare contrattuale e aziendale, attraverso strumenti integrativi in materia sanitaria, previdenziale e sociale, capaci di sostenere concretamente il personale e le loro famiglie.
La CSE formalizzerà nelle prossime settimane tali proposte all’interno di una piattaforma sindacale organica, che verrà posta al confronto con la proposta annunciata dalla Presidenza ANASTE nell’ambito del negoziato appena avviato.
Per la CSE il rinnovo del CCNL dovrà essere orientato quindi non solo alla sostenibilità del sistema, ma anche alla qualità del lavoro, alla dignità professionale degli operatori e alla capacità del settore di attrarre e trattenere professionalità qualificate, elemento ormai decisivo per garantire continuità e qualità dei servizi assistenziali ai cittadini.
La CSE parteciperà quindi al confronto negoziale con spirito costruttivo, ma con altrettanta determinazione nel rivendicare un contratto moderno, equo e realmente valorizzante per tutte le lavoratrici e i lavoratori del comparto.
Il negoziato, che sarà particolarmente serrato, è stato aggiornato a due nuove riunioni che si terranno il 5 e 25 giugno.
La Segreteria Generale CSE
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FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
Audizione presso la Commissione Lavoro della Camera Dei Deputati
DDL 2911/2026 – Decreto Lavoro 1° Maggio
Audizione presso la Commissione Lavoro della Camera Dei Deputati
Nel corso delle audizioni presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sul Disegno di Legge n. 2911/2026 di conversione del Decreto Lavoro 1° Maggio, la CSE, su richiesta del Presidente della Commissione Walter Rizzetto, ha presentato una specifica memoria nella quale ha espresso apprezzamento per numerosi contenuti del provvedimento, in particolare per le misure finalizzate al contrasto del lavoro povero, al rafforzamento delle tutele salariali, alla valorizzazione della contrattazione collettiva, alla lotta contro il caporalato digitale e allo sfruttamento lavorativo.
La CSE ha evidenziato positivamente il rafforzamento del ruolo dei CCNL, il contrasto ai contratti pirata, il collegamento tra incentivi pubblici e rispetto delle regole salariali e contrattuali, nonché l’aumento dei controlli ispettivi contro dumping e sfruttamento. Misure che vanno nella direzione di una maggiore tutela del lavoro e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.
Nel nostro documento abbiamo però ribadito con forza che il tema del “salario giusto” non può essere affrontato solo sul piano formale della rappresentanza contrattuale. Esistono infatti settori nei quali anche contratti collettivi formalmente rappresentativi prevedono retribuzioni non più adeguate rispetto al costo della vita e ai principi costituzionali di proporzionalità e sufficienza della retribuzione.
Per questa ragione la CSE ritiene che una soglia minima legale, definita in modo equilibrato e coerente con il sistema della contrattazione collettiva, possa rappresentare uno strumento utile a contrastare il lavoro povero, impedire fenomeni di concorrenza salariale al ribasso e garantire una tutela minima universale soprattutto nei comparti più deboli.
Abbiamo inoltre posto con decisione il tema della democrazia e del pluralismo sindacale. Il contrasto ai contratti pirata non può trasformarsi in un meccanismo che rafforzi assetti monopolistici o oligopolistici fondati esclusivamente sulle confederazioni storiche.
La CSE ha chiesto che venga riconosciuta piena validità ai contratti collettivi equivalenti o migliorativi rispetto a quelli sottoscritti dai sindacati comparativamente più rappresentativi, soprattutto quando tali accordi garantiscono salari migliori, maggiori tutele e una più efficace risposta alle esigenze delle diverse professionalità e dei nuovi modelli organizzativi del lavoro.
Il mondo del lavoro sta attraversando trasformazioni profonde legate alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, alla nascita di nuove professionalità e alla frammentazione delle modalità lavorative. In questo scenario diventa fondamentale garantire un sistema sindacale realmente aperto, pluralista e democratico, capace di rappresentare le nuove realtà del lavoro contemporaneo senza esclusioni o rigidità.
La CSE ha infine confermato il proprio sostegno alle misure del provvedimento rivolte a incentivare occupazione stabile e di qualità, rafforzare trasparenza e legalità nel mercato del lavoro e contrastare ogni forma di sfruttamento.
La dignità del lavoro, la giusta retribuzione, il pluralismo sindacale e la qualità della contrattazione devono restare pilastri fondamentali per garantire coesione sociale, sviluppo economico e tutela effettiva delle lavoratrici e dei lavoratori.
In allegato al notiziario trovate il documento integrale presentato in Commissione Lavoro della camera dei Deputati.
La Segreteria Generale CSE
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Chi siamo
La FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche è nata nel 1999 con l’intento di organizzare e rappresentare le lavoratrici ed i lavoratori di tutti i comparti del Pubblico Impiego e delle Funzioni Pubbliche.
POSTI DISPONIBILI DOPO LA MOBILITA’ E OPERAZIONI SUCCESSIVE: DALLE IMMISSIONI IN RUOLO ALLA MOBILITA’ ANNUALE AL CONFERIMENTO DELLE SUPPLENZE DA GAE E GPS
Si riporta, di seguito, il notiziario CSE Pensionati n. 1 del 3 Gennaio 2025. IL COORDINATORE GENERALE Angelo Piccoli Sul S.O. n. 43/L della G.U. n. 305 del…
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